Posted on Lascia un commento

Anche gli infermieri possono redigere perizie e consulenze nei giudizi per malpractice sanitaria

L’infermiere può affiancare il Giudice nel ruolo di Consulente Tecnico d’Ufficio o di Perito nell’ambito dei procedimenti aventi ad oggetto casi di malpractice sanitaria

 

Sia nell’ambito del processo civile che di quello penale, il magistrato può avvalersi dell’ausilio di un esperto, qualora la decisione di una causa richieda il possesso di particolari conoscenze tecnico-scientifiche in una determinata materia. Tale figura prende il nome di Perito in sede penale e di Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) in sede civile. Le due controparti chiamate in causa nel procedimento possono anch’esse avvalersi di un loro consulente che prende il nome di Consulente Tecnico di Parte (CTP). Ricordiamo che in sede penale il giudice si occupa di stabilire se un dato professionista ha commesso un reato mentre in sede civile si occupa di accertare un danno ai fini del risarcimento. Gli operatori sanitari, in caso di danno involontario al paziente, rispondono in sede penale per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose mentre in sede civile per danno biologico e danno da morte. Vediamo dunque brevemente chi sono e cosa fanno il Perito, il CTU e il CTP e infine in che modo queste figure si raccordano con la professione infermieristica. Continua a leggere Anche gli infermieri possono redigere perizie e consulenze nei giudizi per malpractice sanitaria

Posted on Lascia un commento

Stress lavoro correlato: quali effetti per operatori, pazienti e aziende?

In sanità i rischi e le conseguenze dello stress lavoro correlato sono molteplici determinando effetti negativi su lavoratori, pazienti e aziende

 

Cos’è lo stress lavoro correlato?

Per stress lavoro correlato si intende quella particolare forma di stress legata specificamente all’ambito professionale. Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro si ha stress lavoro correlato quando “le richieste dell’ambiente di lavoro vanno oltre le capacità del dipendente di superarle o controllarle”.[1] [2]

Lo stress può riguardare ogni luogo di lavoro ed ogni lavoratore, indipendentemente dalle dimensioni aziendali o dalla tipologia di lavoro. I lavori più a rischio di stress sono quelli assistenziali, basati sulla relazione d’aiuto come nel caso di medici, infermieri, insegnanti, forze dell’ordine, assistenti sociali, ecc.

In Italia la legge[3] [4] prevede l’obbligo per il datore di lavoro di valutare lo stress lavoro correlato. Anche il Codice Civile tutela dal rischio stress lavoro correlato attraverso l’articolo 2087 il quale prevede il diritto-dovere per il datore di lavoro di garantire “l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Continua a leggere Stress lavoro correlato: quali effetti per operatori, pazienti e aziende?

Posted on Lascia un commento

La check list come strumento di prevenzione degli errori in sala operatoria

La check list rientra tra le buone pratiche per la prevenzione degli errori in sala operatoria raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

 

Considerate nel complesso, le discipline chirurgiche sono le più coinvolte nella segnalazione degli eventi avversi. Il Ministero della Salute ha pubblicato nel 2015 il suo ultimo rapporto[1] relativo a tutti gli eventi sentinella segnalati dalle strutture sanitarie nel periodo dal settembre 2005 al dicembre 2012. Gli errori più gravi in ambito chirurgico hanno riguardato: strumento o altro materiale lasciato all’interno del sito chirurgico (159 casi), morte o grave danno imprevisto conseguente ad intervento chirurgico (135 casi), intervento chirurgico in parte del corpo sbagliata (addirittura 26 casi). Continua a leggere La check list come strumento di prevenzione degli errori in sala operatoria

Posted on Lascia un commento

Sicurezza in sanità: la maggior parte degli incidenti rimane nascosta

La famosa metafora dell’iceberg evidenzia come per ogni incidente rilevante ce ne siano stati migliaia non accaduti solo per caso o perchè intercettati in tempo dagli operatori

 

William Herbert Heinrich è stato un ingegnere americano pioniere della sicurezza del lavoro. Nel 1931 pubblicò il suo libro ““Industrial Accident Prevention”, da molti considerato una pietra miliare perché conteneva quella che sarebbe divenuta nota come la “legge di Heinrich”: Secondo tale teoria esiste un rapporto ben definito tra gli eventi che possono avvenire in una organizzazione: la logica dell’1-29-300. Ciò significa che, per ogni evento molto grave, ne esistono 29 di gravità minore e 300 senza danno.[1] Ciò vuol dire che per ogni incidente rilevante ci sono stati migliaia di segnali deboli che lo potevano preannunciare. Heinrich giunse a questa conclusione dopo aver esaminato oltre 50.000 accadimenti incidentali presenti all’epoca nel database della società nella quale lavorava, individuando una tendenza nel rapporto tra infortuni gravi, infortuni lievi ed incidenti. Continua a leggere Sicurezza in sanità: la maggior parte degli incidenti rimane nascosta