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Polizza tutela legale contro gli errori in corsia: ecco perché è indispensabile

L’assicurazione contro gli errori sanitari, resa obbligatoria dalla legge “Gelli”, non copre le spese legali, che possono essere anche ingenti. Ecco perché è necessario stipulare una apposita polizza per la tutela legale, che sollevi da tale rischio il medico o l’infermiere

 

L’evenienza per gli operatori sanitari di compiere un errore in corsia assume importanza non solo dal punto di vista etico ed umano, per i danni al paziente, ma anche per le conseguenze in termini di responsabilità civili e penali a cui possono andare incontro in caso di denuncia. Dal punto di vista penale gli operatori sanitari rispondono per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose mentre dal punto di vista civile per danno biologico e danno da morte. Ricordiamo che in sede penale il giudice si occupa di stabilire se un dato professionista ha commesso un reato mentre in sede civile si occupa di accertare e quantificare il danno ai fini del risarcimento al paziente. Continua a leggere Polizza tutela legale contro gli errori in corsia: ecco perché è indispensabile

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Sicurezza in sanità: l’importanza delle Raccomandazioni Ministeriali

Le Raccomandazioni ministeriali per la sicurezza sono documenti volti a fornire agli operatori sanitari indicazioni per prevenire gli errori e gli eventi avversi

 

La legge n. 24/2017 (meglio nota come “legge Gelli”) sulla responsabilità professionale sanitaria ha rafforzato la necessità di fare riferimento a buone pratiche e linee guida nello svolgimento delle attività sanitarie per la prevenzione di errori ed eventi avversi.[1] Da questo punto di vista anche le Raccomandazioni ministeriali possono essere annoverate tra le “buone pratiche” previste dalla legge Gelli in quanto documenti finalizzati alla prevenzione degli errori e alla sicurezza in sanità. Per gli operatori sanitari la prevenzione di tali fenomeni assume importanza non solo dal punto di vista etico, per i danni al paziente, ma anche per le conseguenze in termini di responsabilità civili e penali a cui possono andare incontro in caso di denuncia da parte del paziente o i suoi familiari. Continua a leggere Sicurezza in sanità: l’importanza delle Raccomandazioni Ministeriali

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Rischi legati alla conduzione dei mezzi di soccorso 118

Sempre più numerosi sono gli incidenti stradali correlati alla conduzione di veicoli dedicati al soccorso 118

 

L’infortunio stradale è probabilmente il più grave dei problemi per la sicurezza e la salute dei lavoratori del soccorso 118. Come è emerso dalla presentazione dei risultati dell’analisi condotta dalI’INAIL, nel 2017 in Italia gli infortuni sul lavoro accertati “con mezzo di trasporto” sono stati circa 65mila, pari al 15% del totale. Concentrando l’attenzione sui casi mortali, però, la stessa percentuale sale al 57%.[1] Questi dati danno la dimensione e la gravità del fenomeno rendendo gli operatori dell’emergenza la categoria con il più alto tasso di rischio rispetto alle altre categorie professionali. Continua a leggere Rischi legati alla conduzione dei mezzi di soccorso 118

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Assistenza territoriale socio-sanitaria: quale futuro?

L’invecchiamento progressivo della popolazione impone la necessità di adottare nuovi modelli di assistenza territoriale per l’assistenza alle persone fragili e affette da patologie a lungo termine

 

L’invecchiamento progressivo della popolazione italiana e il conseguente incremento delle patologie cronico degenerative costituiscono un problema da affrontare per il nostro sistema sanitario: secondo studi recenti in Italia, nei prossimi dieci anni, otto milioni di anziani avranno almeno una malattia cronica grave.[1] È necessario pertanto intervenire sulla prevenzione implementando dei sistemi di assistenza territoriale finalizzati alla presa in carico delle persone fragili e affette da patologie a lungo termine. Ciò anche al fine di ridurre i tassi di ricovero e le liste di attesa.[2] Continua a leggere Assistenza territoriale socio-sanitaria: quale futuro?

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Il sovraffollamento in Pronto Soccorso costituisce un pericolo per pazienti e operatori: le evidenze scientifiche

Tutte le strutture sanitarie, per garantire una buona assistenza, debbono operare secondo criteri di efficienza, qualità e sicurezza delle cure. Tali principi sono messi in discussione quando i pazienti sono costretti ad aspettare molte ore per ricevere assistenza come succede oggi nei nostri Pronto Soccorso

 

Negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento esponenziale degli accessi in Pronto Soccorso (PS), determinando così il fenomeno del sovraffollamento. Le cause dell’aumentato afflusso di pazienti sono molte. Tra i fattori in “ingresso” l’incidenza maggiore è da ascriversi al progressivo invecchiamento della popolazione e quindi al maggior numero di pazienti affetti da patologie croniche che si rivolge al sistema dell’emergenza. Tra i fattori di “permanenza” quello che incide maggiormente sul progressivo aumento dei tempi di stazionamento in PS è la necessità di attivare consulenze specialistiche ed accertamenti diagnostici strumentali, in particolare quelli di livello più avanzato (es. TAC). Tra i fattori in “uscita” il fattore che pesa maggiormente è la difficoltà a ricoverare tempestivamente i pazienti, per carenza di posti letto disponibili.

Il fenomeno del sovraffollamento in Pronto Soccorso (PS) si verifica tecnicamente quando il numero di pazienti in attesa di essere visitati, quelli in corso di valutazione o di trattamento e quelli in attesa di collocamento appropriato, eccede la disponibilità di letti e/o le capacità operative del personale in servizio, limitando seriamente la qualità delle cure erogate.[1]

Il sovraffollamento ha conseguenze negative non solo sui pazienti ma anche sugli operatori sanitari e, di riflesso, sul sistema di emergenza 118. Vediamo di seguito i vari ambiti, trattati singolarmente. Continua a leggere Il sovraffollamento in Pronto Soccorso costituisce un pericolo per pazienti e operatori: le evidenze scientifiche

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La valutazione tecnologica in sanità: l’Health Technology Assessment

L’innovazione tecnologica è essenziale in un sistema sanitario. Per decidere se adottare o meno una innovazione tecnologica occorre procedere in primo luogo ad una valutazione per analizzare e rappresentarsi tutti i possibili costi, rischi e benefici. Questo processo di valutazione prende il nome di Health Technology Assessment

 

La legge 24/2017 (più nota come legge “Gelli”) prevede che “La sicurezza delle cure si realizza anche mediante l’insieme di tutte le attività finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all’erogazione di prestazioni sanitarie e l’utilizzo appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative“.[1] Da questo punto di vista, nel momento in cui una nuova tecnologia sanitaria diviene una pratica standard in un particolare settore, non adottarla potrebbe configurare un comportamento negligente da parte dell’organizzazione sanitaria. Continua a leggere La valutazione tecnologica in sanità: l’Health Technology Assessment

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Perchè l’aziendalizzazione in sanità è un rischio per pazienti e operatori

L’obiettivo della sanità pubblica non è il profitto ma la soddisfazione dei bisogni di salute dei cittadini

 

Hanno destato molto scalpore in questi giorni le parole di Papa Bergoglio contro l’aziendalizzazione della sanità. La sanità, ha affermato il Papa, “ha posto in primo piano le esigenze di riduzione dei costi e razionalizzazione dei servizi” ponendo “in secondo piano l’attenzione alla persona”.[1] Continua a leggere Perchè l’aziendalizzazione in sanità è un rischio per pazienti e operatori