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Polizza colpa grave sanitaria: cosa si deve assolutamente sapere

Quanti credono di avere uno scudo che li protegga da eventuali richieste di risarcimento danni, mentre invece non è cosi?

 

Come previsto dalla legge n. 24 dell’8 marzo 2017 (cosiddetta legge “Gelli-Bianco”) tutti i professionisti sanitari, che operino in strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private, hanno l’obbligo di stipulare una propria polizza assicurativa per responsabilità civile per “colpa grave”.[1] Ma cosa si intende per colpa grave? Per colpa grave si intende il compimento da parte del professionista di una grave inosservanza di leggi e regolamenti. È, in sostanza, una colpa non scusabile.

L’assicurazione per colpa grave sanitaria è già obbligatoria, come confermato da uno dei promotori della legge, Federico Gelli.[2]  Pertanto chi non è assicurato per responsabilità civile per colpa grave deve attivarsi immediatamente per non essere esposto a rischi.

Il legislatore, ricordiamo, fissa a 10 anni il termine utile per i pazienti per presentare una richiesta di risarcimento danni alla struttura sanitaria, per fatti cagionati dal proprio personale (responsabilità contrattuale).

Ciò comporta che teoricamente l’operatore potrebbe ricevere una richiesta risarcimento danni fino a 10 anni dopo l’effettivo verificarsi del fatto di cui si è reso responsabile. Da qui la necessità di “coprirsi” attraverso la stipula di una polizza che garantisca un periodo temporale di copertura di 10 anni sia verso il passato (retroattività) che verso il futuro (ultrattività o garanzia postuma).

Questo perchè oggi tutte le compagnie che offrono una assicurazione per colpa grave sanitaria operano in regime cosiddetto “claims made” (in italiano “a richiesta effettuata”) che conferisce copertura per tutti i fatti professionali accaduti nell’anno di copertura assicurativa sempre che nello stesso anno si abbia ricevuto un reclamo e lo stesso sia stato comunicato alla compagnia assicurativa.[3] Nelle polizze claims made quindi, non è tanto importante quando è avvenuto l’evento lesivo, ma quando perviene per la prima volta la richiesta di risarcimento alla compagnia assicurativa.

La soluzione è quindi o pagare ogni anno il rinnovo dell’assicurazione sanitaria con la stessa compagnia o, se si cambia compagnia, richiedere un periodo di retroattività di 10 anni.[4] Con la retroattività la copertura assicurativa opera anche per eventi accaduti nei dieci anni antecedenti la stipulazione delle polizza, purché denunciati mentre la polizza è in vigore. Per esempio, se la polizza è vigente nel 2021, essa deve coprire fatti verificatisi dal 2011 in avanti, anche se denunciati al sanitario (e da questi al proprio assicuratore) nell’arco del 2021. Avere una polizza con retroattività illimitata sarebbe l’ideale in quanto il termine di prescrizione decennale inizia a decorrere solo da quando il paziente danneggiato sporge denuncia, la qual cosa potrebbe avvenire anche dopo un considerevole lasso di tempo dai fatti oggetto di contestazione.[5]

La stessa cosa occorre fare in caso di cessazione definitiva dell’attività professionale (es. pensione, fuoriuscita anticipata dal lavoro, ecc.) prevedendo un periodo di ultrattività che copra fatti denunciati in una data successiva alla scadenza della polizza. In pratica con questa copertura, in caso di cessazione definitiva dell’attività professionale, saranno garantiti tutti gli eventi accaduti durante il periodo di vigenza della polizza, ma denunciati nei 10 anni successivi.

La legge Gelli prevede già la presenza della clausola relativa alla retroattività e ultrattività nelle polizze per responsabilità civile professionale,[6] è bene comunque accertarsi in sede di stipula del contratto che dette garanzie siano realmente operanti, facendo lo stesso attenzione nel momento in cui si dovesse scegliere un’altra compagnia per la propria polizza colpa grave sanitaria.

 

 

 

In un altro articolo abbiamo parlato dell’importanza di aderire ad una polizza tutela legale contro gli errori in corsia (qui).

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BIBLIOGRAFIA

[1] Legge n. 24/2017. “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale sanitaria”. Art. 10, comma 3

[2] Cedrone G. Responsabilità professionale, Federico Gelli: «Sulla gestione del rischio tre regioni in ritardo. Polizza primo rischio, ecco quando farla…». Articolo pubblicato online sul sito Sanitainformazione il 26 Novembre 2019

[3] Belardo A. “Il regime claims made nelle polizze professionali medici”. Articolo pubblicato online sul sito diritto.it il 26-05-2017

[4] Iodice A. Dermatologa condannata a pagare 90mila euro, l’assicurazione le nega la copertura: «Colleghi, attenzione alla clausola claims made». Articolo pubblicato online sul sito Sanitainformazione il 9 Febbraio 2021 (link)

[5] Codice Civile. Art. 2952, comma 3

[6] Legge n. 24/2017. Art. 11

 

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