Sentenze

Pubblichiamo alcune sentenze in materia di responsabilità sanitaria. Cliccare sul link per aprire il documento

 

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione commettono il reato di “Sequestro di persona” i medici e gli infermieri che applicano o mantengono la contenzione fisica al paziente senza giustificato motivo

Corte di Cassazione, Sez. V, sentenza 20 giugno 2018, n. 50497

 

La Corte di Cassazione ha affermato che l’errore diagnostico si configura non solo quando, in presenza di uno o più sintomi di una malattia, non si riesca ad inquadrare il caso clinico in una patologia nota alla scienza o si addivenga ad un inquadramento erroneo ma anche qualora si ometta di eseguire o disporre controlli ed accertamenti doverosi, ai fini di una corretta formulazione della diagnosi

Cassazione Penale, sentenza n. 47748/2018

 

La Cassazione ribadisce l’importanza del riferimento alle linee guida e condanna due medici che non avevano prescritto la terapia eparinica a paziente poi deceduto per tromboembolia

Corte di Cassazione quarta sezione penale, sentenza 29133/2018

 

Le linee guida che secondo la legge 24/2017 servono per valutare la colpa grave devono essere, secondo la Cassazione, non generiche ma devono potersi applicare al caso concreto. A deciderlo è la sentenza 28187 della Cassazione penale che per la prima volta interpreta le novità della legge 24/2017

Corte di Cassazione – IV sezione Penale – sentenza n. 28187/2017

 

Una interessante sentenza di condanna per mancata applicazione di provvedimenti necessari alla prevenzione delle piaghe da decubito

Trib Roma Sez II Sz del 09-06-09

 

Una sentenza di condanna per omicidio colposo nei confronti di un medico il quale, con grave negligenza, nell’iter clinico non aveva seguito con scrupolo le linee guida specifiche previste 

Cass. n. 33770/2017

 

Commento ad una sentenza della cassazione del giurista Luca Benci sul rifiuto di atti d’ufficio per il medico del 118 e sui doveri del personale di emergenza (dal sito www.lucabenci.it)

Corte di Cassazione IV sezione penale sentenza 26 giugno 2013 n. 27913

 

La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo all’omissione di un ricovero per un caso di urgenza ravvedendo nel comportamento del sanitario il reato di omissioni di atti di ufficio

Cass.Pen_._45844_2014

 

Giovane muore per una crisi epilettica, colpevole del reato di omicidio colposo l’operatore del 118 che si era rifiutato di inviare il mezzo di soccorso al cittadino

Corte di Cassazione, Sezione Quarta Penale, sentenza 27.9.2016, n. 40036

 

Secondo la Corte di Cassazione chi non informa il paziente (consenso informato) va punito senza che sia necessario dimostrare che, se l’obbligo informativo fosse stato correttamente svolto, il paziente avrebbe probabilmente rifiutato l’intervento al quale invece si è sottoposto

Corte di Cassazione, sezione civile, sentenza 16503/2017

 

Rientra tra le responsabilità dell’infermiere quello di controllare il decorso della convalescenza del paziente ricoverato in reparto, così da poter porre le condizioni, in caso di dubbio, di un tempestivo intervento del medico

Cassazione penale, 13/05/2011, n. 24573, sez. IV

 

Sentenza che riguarda la morte di un paziente al quale era stata somministrata una dose eccessiva di cloruro di potassio. Responsabile anche l’infermiera che ha somministrato il farmaco perchè non si è accorta dell’errore di prescrizione del medico

Cass. civ. Sez. III, Sent., 12-04-2016, n. 7106

 

In una recente sentenza la Corte di Cassazione, in merito al consenso informato, ha precisato che lo stesso “deve basarsi su informazioni dettagliate, idonee a fornire la piena conoscenza della natura, portata ed estensione dell’intervento medico-chirurgico, dei suoi rischi, dei risultati conseguibili e delle possibili conseguenze negative”, mentre non è possibile acquisire legittimamente il consenso attraverso la sottoscrizione, da parte del paziente, di un modulo generico

Corte di Cassazione sentenza numero 7248/2018