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Prevenzione del danno connesso al mancato trattamento del dolore in emergenza 118

Il dolore acuto genera una serie di modificazioni fisiopatologiche note come “reazioni da stress” che sono estremamente dannose per la salute del paziente

 

La sintomatologia dolorosa dovrebbe essere sempre adeguatamente valutata e trattata poiché l’omissione del sollievo dal dolore è inaccettabile sia dal punto di vista etico che morale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) insiste sulla necessità di trattare il sintomo dolore e il consumo di oppioidi in terapia è indicato come parametro di avanzamento sociale di una nazione. La Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organisations (JACHO) richiede, nei suoi standard di qualità, che tutti i pazienti vengano valutati per il dolore e che di conseguenza ne abbiano un trattamento adeguato. Nonostante ciò l’inadeguatezza del trattamento del dolore è ampiamente documentata e la percentuale di pazienti che non viene trattata è molto elevata.
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Mancata adozione delle procedure operative nella Centrale Operativa 118: quali conseguenze per il Responsabile del servizio?

La mancata adozione di protocolli/procedure può esporre il Responsabile della Centrale Operativa 118 a responsabilità rilevanti

 

Le responsabilità professionali degli operatori dell’emergenza sanitaria extra-ospedaliera sono notevoli, con ripercussioni rilevanti dal punto di vista civile e penale. Secondo la normativa vigente la responsabilità della Centrale Operativa compete ad un medico anestesista per la parte medico-organizzativa, mentre per la parte operativa a infermieri con esperienza in “area critica” che agiscono nell’ambito di protocolli decisi dal Direttore di Centrale. La decisione sul tipo di intervento da effettuare spetta all’infermiere dopo aver consultato il medico, soprattutto nei casi più delicati e complessi. Continua a leggere Mancata adozione delle procedure operative nella Centrale Operativa 118: quali conseguenze per il Responsabile del servizio?

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Quali rischi lavorativi per gli operatori dell’emergenza territoriale 118?

 

Gli operatori del servizio di emergenza territoriale 118 vanno incontro a varie tipologie di rischio, diverse rispetto a quelle ospedaliere, vediamo quali sono in questo articolo e come possono essere prevenute

 

Il personale del 118 espleta la propria attività in ambito extra-ospedaliero, ambiente difficile ed “ostile” per definizione, dove non sono disponibili le risorse logistiche, professionali e diagnostico-strumentali dell’ospedale. Infatti, mentre alcuni fattori di rischio sono comuni altri presentano caratteristiche di quasi esclusività e sono in stretta correlazione al tipo di attività svolta, attività spesso caratterizzata dallo svolgersi in ambienti di lavoro particolari come all’aperto o su strada, in case private, cantieri, uffici, ecc., con la presenza, anche contemporanea, di numerosi fattori di disturbo (clima e intemperie, affollamento, ecc.), sotto la pressione dell’emergenza e con poche possibilità di adottare soluzioni alternative e meno rischiose. Continua a leggere Quali rischi lavorativi per gli operatori dell’emergenza territoriale 118?