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Arresto cardiaco, cosa fare in attesa dei soccorsi? (linee guida 2026)

L’arresto cardiaco è la terza causa di morte più frequente. In questi casi l’avvio immediato della rianimazione cardiopolmonare può triplicare le possibilità di sopravvivenza per la vittima. Vediamo brevemente come intervenire con delle semplici tecniche di rianimazione di base, in attesa dei soccorsi 

 

In condizioni di arresto cardiaco il tempo è importantissimo per cui è necessario intervenire con immediatezza per ripristinare le funzioni vitali ed evitare danni irreversibili al cervello dovuti alla carenza di ossigeno, che intervengono già dopo pochi minuti. In merito è bene sapere che le manovre di rianimazione non sono appannaggio solo degli operatori sanitari ma possono essere praticate da chiunque nell’attesa del mezzo di soccorso 118. Continua a leggere Arresto cardiaco, cosa fare in attesa dei soccorsi? (linee guida 2026)

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Arresto cardiaco, abolita la respirazione “bocca a bocca” in attesa del 118

Dalle ultime ricerche emerge che in caso di arresto cardiaco le sole compressioni toraciche sono sufficienti a sostenere le funzioni vitali del paziente, evitando di compiere la cosiddetta respirazione “bocca a bocca”

 

È ancora impresso nella nostra memoria quanto accaduto al calciatore danese Eriksen accasciatosi improvvisamente durante una partita degli europei di calcio. Tempestive manovre salvavita messe in atto tempestivamente dai suoi compagni e dal team sanitario hanno permesso al giocatore di riprendere conoscenza e addirittura di continuare, successivamente, l’attività agonistica.(1) Continua a leggere Arresto cardiaco, abolita la respirazione “bocca a bocca” in attesa del 118

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“Droni defibrillatore” per combattere l’arresto cardiaco: ma quali rischi?

I “droni defibrillatore” consentirebbero di risparmiare tempo prezioso in caso di arresto cardiaco. Numerose sono però le questioni di carattere legale e di sicurezza relative all’utilizzo di questi apparecchi. Vediamo quali sono in questo articolo 

 

(Ultimo aggiornamento ottobre 2020)

Pazienti cardiopatici, ma non solo, possono andare incontro ad aritmie cardiache incompatibili con la vita come la tachicardia ventricolare senza polso e la fibrillazione ventricolare. Queste aritmie sono letali perché determinano l’incapacità del cuore di contrarsi e pompare il sangue come dovrebbe. Il defibrillatore semiautomatico (Dae) è un apparecchio capace di riconoscere queste aritmie erogando, in caso di necessità, uno shock elettrico in grado di ripristinare il normale ritmo cardiaco. L’uso del defibrillatore è importante per prevenire non solo i decessi ma anche per ridurre i rischi dei danni cerebrali irreversibili che possono manifestarsi dopo appena 5-6 minuti dopo l’arresto cardiaco. I “droni defibrillatore”, da questo punto di vista, consentirebbero di risparmiare tempo prezioso.  Continua a leggere “Droni defibrillatore” per combattere l’arresto cardiaco: ma quali rischi?

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Emergenza in reparto: quali responsabilità per i sanitari, in caso di inadempienza?

L’emergenza in reparto è un evento improvviso e drammatico, che richiede un intervento tempestivo per evitare conseguenze al paziente. In quali responsabilità incorre il personale sanitario, in caso di mancato intervento?

 

Mentre il sistema di emergenza 118 garantisce il soccorso in ambiente extraospedaliero in pochi minuti, lo stesso non può dirsi in caso si verifichi un’emergenza nei reparti di degenza. Ancora oggi si assiste a situazioni in cui, durante un’emergenza in reparto, nessuno sa cosa fare, chi chiamare, con il carrello delle emergenze magari impolverato, sprovvisto del materiale o addirittura chiuso a chiave. L’assenza o il malfunzionamento dell’equipaggiamento contribuisce a ritardi nel trattamento. E’ necessario sapere che il mancato controllo delle strumentazioni e delle apparecchiature elettromedicali può comportare conseguenze penali per il personale sanitario. Vediamo perchè. Continua a leggere Emergenza in reparto: quali responsabilità per i sanitari, in caso di inadempienza?