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Come sostenere un ospedale con una donazione

E’ possibile supportare l’attività di cura, ricerca, assistenza di un ospedale con una donazione o un lascito, vediamo come

 

I pazienti apprezzano l’opportunità di mostrare gratitudine a chi si è preso cura di loro con umanità e competenza in occasione di una malattia o di un ricovero. Le donazioni agli ospedali rappresentano un modo concreto e diretto con cui un cittadino può sostenere l’attività di ricerca scientifica, la nascita di nuovi reparti fino all’approvvigionamento di dispostivi e materiali.

Sono tanti i motivi per cui una persona può scegliere di compiere questo gesto; può essere un modo per ringraziare delle cure ricevute personalmente o da un proprio familiare o amico, un modo per far si che anche altri possano ricevere cure analoghe, un modo per sostenere la ricerca su tematiche che ci stanno a cuore o sostenere l’attività di professionisti o ricercatori di cui si ha particolare stima.

Per esprimere la propria gratitudine si può procedere in due modi: con lascito testamentario o con donazione. Tra le due procedure ci sono delle differenze. Si parla di donazione se si desidera devolvere i propri beni o parte di essi quando si è ancora in vita, mentre si parla di lascito testamentario quando si vuole devolvere il proprio patrimonio, o parte di esso, post mortem.

Per effettuare una donazione è sufficiente in genere effettuare un bonifico anche se le procedure precise da seguire variano da ospedale a ospedale, per questo è meglio verificare, prima di procedere, quali sono le corrette modalità sul sito web della struttura, che ha sempre una pagina dedicata. Le donazioni effettuate tramite bonifico e carta di credito sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi. Può essere indicato, se lo si ritiene opportuno, anche lo scopo per il quale la somma elargita dovrà essere impiegata (es. acquisto apparecchiature, attività di cura e assistenza, istituzione di borse di studio, lavori di ammodernamento, ecc.).

L’altra modalità è il lascito testamentario. Nel caso non esistano parenti, il patrimonio finirebbe allo Stato. È invece possibile, tramite un lascito testamentario, destinare i propri risparmi o parte di essi alla struttura sanitaria. A tal fine è necessario includere specifiche disposizioni nel proprio testamento a favore della struttura sanitaria di nostra scelta. La modalità più semplice è il testamento olografo, cioè il testamento redatto di proprio pugno. Durante la scrittura non è necessaria la presenza di testimoni o di un notaio e può essere redatto su un qualsiasi foglio di carta. Questo inoltre, al contrario di quello redatto dal notaio, non comporta nessuna spesa. Perché sia valido deve però essere sempre scritto a mano (senza computer, macchina da scrivere o tramite terze persone) e recare data (giorno, mese, anno) e firma per esteso di chi lo redige. In realtà, anche laddove esistano parenti, si può decidere di donare la “quota disponibile” del proprio patrimonio, cioè la parte di eredità che il testatore può lasciare a chiunque. Il lascito testamentario non riguarda solo chi dispone di grandi patrimoni, ma può consistere in somme di denaro di qualsiasi entità. Si possono includere nel testamento anche beni immobili, TFR (trattamento di fine rapporto), assicurazione sulla vita, titoli e obbligazioni. La scelta non è irreversibile: il testamento non è vincolante e può essere modificato o revocato in ogni momento.

Sia le donazioni che il lascito non possono essere destinati ad un singolo professionista ma solo all’organizzazione sanitaria nel suo complesso (ASL, Azienda Ospedaliera, ecc.).

In alternativa o in aggiunta al lascito o alla donazione si può scegliere di includere l’ospedale per la scelta del 5 per mille dell’Irpef, al momento della dichiarazione dei redditi.

 

In un altro articolo abbiamo parlato dell’umanizzazione delle cure (qui).

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