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Contenzione fisica: quali responsabilità per medici ed infermieri dopo la sentenza n. 50497/2018?

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione commettono il reato di “Sequestro di persona” i medici e gli infermieri che applicano o mantengono la contenzione fisica al paziente senza giustificato motivo. Vediamo le ragioni della sentenza in quest’articolo

 

La contenzione fisica è una pratica utilizzata soprattutto in ambito psichiatrico e geriatrico per evitare le cadute dal letto o atti di auto/eterolesionismo in pazienti con alterazione dello stato di coscienza e/o alterazioni della funzione motoria. La contenzione fisica avviene bloccando o inibendo il movimento con apposite tecniche di immobilizzazione e applicando al corpo della persona, o nello spazio circostante, dei dispositivi fisici e meccanici quali corpetti con bretelle e cinture, bracciali o fettucce per polsi e caviglie, cinture di sicurezza o spondine per il letto.[1] Continua a leggere Contenzione fisica: quali responsabilità per medici ed infermieri dopo la sentenza n. 50497/2018?

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Informare i pazienti di un errore previene il rischio di denunce

Al contrario di quello che si potrebbe pensare informare i pazienti di un errore sanitario previene il rischio di un’azione legale nei nostri confronti. Vediamo perchè

 

Gli errori nelle cure mediche sono purtroppo comuni ed hanno importanti conseguenze per i pazienti ma anche per gli operatori sanitari. Ma si devono rivelare ai pazienti gli errori commessi nelle cure? La risposta è affermativa. Continua a leggere Informare i pazienti di un errore previene il rischio di denunce

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Errore sanitario: come ottenere il risarcimento dei danni?

Nell’eventualità di un errore sanitario, cosa è necessario fare per ottenere il risarcimento dei danni?  Ecco una breve guida

 

Dal punto di vista della responsabilità civile, nell’eventualità di un errore che causi un danno al paziente, l’azienda sanitaria è tenuta a garantire il diritto dei pazienti danneggiati e dei loro familiari ad un equo risarcimento del danno. In tali casi l’ospedale risponde non solo dell’operato dei propri dipendenti,[1] ma anche del proprio operato qualora i danni al paziente siano dipesi dall’inadeguatezza della struttura.[2] Continua a leggere Errore sanitario: come ottenere il risarcimento dei danni?

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Guida semplice alla legge Gelli sulla responsabilità professionale sanitaria

La legge Gelli affronta importanti temi quali la sicurezza delle cure, la responsabilità civile e penale dell’esercente la professione sanitaria e della struttura sanitaria. Vediamo insieme i punti salienti della legge, articolo per articolo

 

La legge n. 24/2017 (più nota come legge Gelli)[1] sulla responsabilità professionale sanitaria, entrata in vigore il 01 aprile 2017, nata con l’obiettivo di combattere l’aumento indiscriminato del contenzioso medico-legale (i risarcimenti danno al paziente) e il fenomeno della “medicina difensiva” (ovvero l’esecuzione di prestazioni cliniche da parte dei medici al solo scopo di tutelarsi dal rischio di azioni legali), ha introdotto importanti novità in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli operatori sanitari.

Vediamo di seguito quali sono, articolo per articolo, i punti salienti della legge accompagnati da un breve commento esplicativo. Continua a leggere Guida semplice alla legge Gelli sulla responsabilità professionale sanitaria

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Sbagliando s’impara. Le buone pratiche per la sicurezza delle cure

La legge 24/2017 (meglio conosciuta come “legge Gelli”) prevede il monitoraggio delle buone pratiche per la sicurezza delle cure. Ma che cosa sono? Vediamolo di seguito

 

La rilevanza delle buone pratiche quale strumento per il miglioramento della sicurezza delle cure è stata recentemente confermata dalle legge n. 24/2017 (“Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale”) che ha previsto l’istituzione presso AGENAS di un apposito “Osservatorio nazionale delle buone pratiche per la sicurezza” in sanità, con funzione di monitoraggio delle stesse.[1] Continua a leggere Sbagliando s’impara. Le buone pratiche per la sicurezza delle cure

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Responsabilità professionale: in mancanza di linee guida accreditate valgono solo le buone pratiche

Una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che in mancanza di linee guida accreditate secondo i criteri della legge Gelli sono di riferimento le buone pratiche clinico-assistenziali

 

La legge n. 24/2017 (meglio nota come “legge Gelli”) sulla responsabilità professionale sanitaria[1] ha introdotto l’adesione alle linee guida come fattore esimente da responsabilità per gli operatori sanitari per i casi imperizia. La stessa legge prevede che in mancanza di linee guida l’operatore sanitario dovrà attenersi alle “buone pratiche clinico-assistenziali”.

La legge Gelli stabilisce che le linee guida potranno essere elaborate da enti e istituzioni pubblici e privati, società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in un apposito elenco istituito dal Ministro della Salute. Le linee guida, previa verifica della sussistenza di tutti i requisiti di legge, entreranno a far parte del Sistema nazionale per le linee guida (SNLG), organismo gestito dall’Istituto Superiore di Sanità. Continua a leggere Responsabilità professionale: in mancanza di linee guida accreditate valgono solo le buone pratiche

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Anche gli infermieri possono redigere perizie e consulenze nei giudizi per malpractice sanitaria

L’infermiere può affiancare il Giudice nel ruolo di Consulente Tecnico d’Ufficio o di Perito nell’ambito dei procedimenti aventi ad oggetto casi di malpractice sanitaria

 

Sia nell’ambito del processo civile che di quello penale, il magistrato può avvalersi dell’ausilio di un esperto, qualora la decisione di una causa richieda il possesso di particolari conoscenze tecnico-scientifiche in una determinata materia. Tale figura prende il nome di Perito in sede penale e di Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) in sede civile. Le due controparti chiamate in causa nel procedimento possono anch’esse avvalersi di un loro consulente che prende il nome di Consulente Tecnico di Parte (CTP). Ricordiamo che in sede penale il giudice si occupa di stabilire se un dato professionista ha commesso un reato mentre in sede civile si occupa di accertare un danno ai fini del risarcimento. Gli operatori sanitari, in caso di danno involontario al paziente, rispondono in sede penale per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose mentre in sede civile per danno biologico e danno da morte. Vediamo dunque brevemente chi sono e cosa fanno il Perito, il CTU e il CTP e infine in che modo queste figure si raccordano con la professione infermieristica. Continua a leggere Anche gli infermieri possono redigere perizie e consulenze nei giudizi per malpractice sanitaria

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Quando l’operatore sanitario è chiamato a risarcire: la responsabilità civile

Illustriamo in questo articolo le principali caratteristiche della responsabilità civile degli operatori sanitari e le principali modifiche che sono state apportate su tale materia dalla Legge n. 24/2017 (legge “Gelli”)

 

Il diritto civile ha un diverso ambito e una diversa finalità rispetto al diritto penale. Mentre il diritto penale, che è un diritto pubblico, punta a reprimere le violazioni dell’ordine giuridico generale mediante punizioni, il diritto civile è un diritto privato e si pone come finalità la tutela degli interessi privati e la reintegrazione del patrimonio della persona lesa attraverso il risarcimento dei danni.[1]

Tradizionalmente la distinzione della responsabilità civile viene operata tra responsabilità contrattuale e responsabilità extracontrattuale. Questi termini, che potrebbero apparire ad un primo impatto astrusi, in realtà non lo sono. Continua a leggere Quando l’operatore sanitario è chiamato a risarcire: la responsabilità civile

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Due miti da sfatare sulla legge “Gelli” (responsabilità professionale sanitaria)

 

Alcune false credenze sulla legge “Gelli”, la legge sulla responsabilità professionale sanitaria, rischiano di essere molto pericolose

 

Primo mito da sfatare: “Non c’è obbligo di assicurazione per gli operatori sanitari

Una sentenza[1] di questi giorni ha lasciato intendere che, nell’attesa della pubblicazione dei decreti attuativi previsti all’articolo 10 della legge n. 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria (c.d. legge “Gelli”),[2] non sia ancora obbligatorio assicurarsi contro eventuali richieste risarcimento danni da parte del paziente (i decreti attuativi stabiliranno i requisiti minimi che i nuovi contratti assicurativi dovranno avere). Continua a leggere Due miti da sfatare sulla legge “Gelli” (responsabilità professionale sanitaria)

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Quali responsabilità per operatori e aziende in caso di caduta del paziente in ospedale?

Vediamo in questo articolo quali sono le conseguenze civili e penali alle quali vanno incontro gli operatori e la struttura sanitaria in caso di caduta del paziente in ospedale

 

La caduta dei pazienti è uno degli eventi avversi maggiormente ricorrenti in ambito intraospedaliero. Il Ministero della Salute ha pubblicato nel 2015 il suo ultimo rapporto[1] relativo a tutti gli eventi sentinella segnalati dalle strutture sanitarie e raccolti nel SIMES (Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità) dal settembre 2005 al dicembre 2012. In sette anni il maggior numero di segnalazioni ha riguardato l’evento caduta dei pazienti con 451 casi, indicando come il problema delle cadute sia ancora rilevante nelle strutture sanitarie. Continua a leggere Quali responsabilità per operatori e aziende in caso di caduta del paziente in ospedale?

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Quali sono gli errori in sanità più gravi accaduti negli ultimi anni?

Vediamo quali sono gli errori in sanità più gravi accaduti negli ultimi anni, segnalati dalle stesse strutture sanitarie al Ministero della Salute

 

Nel 2009 il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha istituito il SIMES (Sistema Informativo per il Monitoraggio degli Errori in Sanità)[1], un sistema informatico centralizzato in grado di raccogliere tutte le informazioni relative agli eventi sentinella e alle denunce dei sinistri provenienti dalle strutture sanitarie a livello nazionale con lo scopo di consentire il monitoraggio completo di tali eventi.

Per evento sentinella si intende un “evento avverso di particolare gravità, potenzialmente evitabile, che può comportare morte o grave danno al paziente e che determina una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del servizio sanitario”.[2] Continua a leggere Quali sono gli errori in sanità più gravi accaduti negli ultimi anni?

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Linee guida, protocolli, procedure: quale obbligo per le aziende sanitarie dopo la legge “Gelli”?

Con l’approvazione della legge 24/2017 (legge “Gelli”) l’aderenza alle linee guida ed alle buone pratiche clinico-assistenziali ha un risvolto dal punto di vista legale. In quali conseguenze incorre l’azienda che non si sia adeguata alle nuove norme? E quali ricadute sugli operatori sanitari?

 

Per prima cosa è meglio chiarire i termini di linee guida, protocolli e procedure visto che spesso vengono usati come sinonimi mentre in realtà hanno significati diversi. Continua a leggere Linee guida, protocolli, procedure: quale obbligo per le aziende sanitarie dopo la legge “Gelli”?

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Inadeguata gestione dell’emergenza in reparto: quali responsabilità per il personale sanitario?

L’emergenza in reparto è un evento improvviso e drammatico, che richiede un intervento tempestivo per salvare la vita del paziente. In quali responsabilità incorre il personale sanitario, in caso di inadeguata gestione dell’emergenza?

 

Mentre il sistema di emergenza 118 garantisce il soccorso in ambiente extraospedaliero in pochi minuti, lo stesso non può dirsi in caso si verifichi un’emergenza in reparto. Ancora oggi si assiste a situazioni in cui, durante un’emergenza in reparto, nessuno sa cosa fare, chi chiamare, con il carrello delle emergenze magari impolverato, sprovvisto del materiale o addirittura chiuso a chiave. E’ necessario sapere che il mancato controllo delle strumentazioni e delle apparecchiature elettromedicali può comportare conseguenze penali per il personale sanitario. Continua a leggere Inadeguata gestione dell’emergenza in reparto: quali responsabilità per il personale sanitario?

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L’operatore sanitario non è responsabile del danno al paziente in caso di cattiva organizzazione della struttura

La giurisprudenza afferma che se l’ospedale è carente per strutture e organizzazione il sanitario non risponde per l’evento avverso: vediamo perchè 

 

Come dimostrato dalla letteratura internazionale, le cause degli errori e degli avvenimenti avversi in sanità sono spesso da ricercarsi nell’intera organizzazione del lavoro, che crea le condizioni favorevoli al verificarsi dell’errore, e non solo nel comportamento del singolo.[1] Ciò coinvolge anche il tema della responsabilità professionale perché, come è emerso da numerose sentenze di condanna per malpractice medico-sanitaria, se l’ospedale è carente per struttura e organizzazione il sanitario non risponde di eventuali eventi di danno al paziente. Continua a leggere L’operatore sanitario non è responsabile del danno al paziente in caso di cattiva organizzazione della struttura

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Omicidio colposo e responsabilità sanitaria: le sentenze degli ultimi anni

Presentiamo in questo articolo alcune sentenze emesse negli ultimi anni dalla Cassazione penale per il reato di omicidio colposo per responsabilità sanitaria

 

In caso di morte del paziente, laddove di evidenzino delle responsabilità, gli operatori sanitari rispondono in sede penale per il reato di omicidio colposo. Nel reato di omicidio colposo, come in tutti i reati colposi, il soggetto autore del reato non vuole intenzionalmente commettere il reato ma l’evento si verifica ugualmente a causa di negligenza, imperizia, imprudenza, oppure per inosservanza di leggi, ordini, regolamenti e discipline.[1] Continua a leggere Omicidio colposo e responsabilità sanitaria: le sentenze degli ultimi anni

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Quali elementi concorrono a provare la responsabilità penale dell’operatore sanitario?

Vediamo in questo articolo quali sono gli elementi necessari al Giudice per provare la responsabilità penale dell’operatore sanitario (medico, infermiere, ecc.)

 

L’art. 27 della Costituzione afferma che la responsabilità penale è personale. Significa che ognuno risponde penalmente dei propri comportamenti e non del fatto di altri. Lo stesso articolo afferma che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva che interviene dopo essere stati condannati in 1° grado, in Appello e poi in Cassazione.
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Nuova legge sul Consenso Informato: quali profili di responsabilità per l’operatore sanitario?

Il mancato rispetto delle volontà espresse dal paziente con il consenso informato espone il sanitario (il medico ma anche l’infermiere nei contesti in cui agisce da solo) a responsabilità civile e penale 

 

Il consenso informato costituisce l’atto primario del processo di cura poiché la Costituzione (Art. 32) impone l’assenso del paziente a qualsivoglia intervento diagnostico e terapeutico. E’ stata da poco emanata la legge n. 219/2017 denominata “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” anche chiamata legge sul “biotestamento”.[1] La nuova legge interviene in tema di consenso informato del paziente ai trattamenti sanitari e agli accertamenti diagnostici. Per la prima volta il consenso informato diventa legge ordinaria recependo quanto di fatto già riconosciuto negli anni in materia dalla dottrina giuridica e dalla giurisprudenza. Continua a leggere Nuova legge sul Consenso Informato: quali profili di responsabilità per l’operatore sanitario?

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Si può essere licenziati a causa di un errore sanitario?

Tra i licenziamenti motivati da responsabilità disciplinare troviamo anche quelli dovuti a errore sanitario

 

La responsabilità disciplinare è una forma di responsabilità aggiuntiva rispetto a quella penale, civile e amministrativa nella quale incorre il lavoratore, sia esso pubblico che privato, nel momento in cui non osservi gli obblighi previsti dalla normativa legislativa e contrattuale. Continua a leggere Si può essere licenziati a causa di un errore sanitario?

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Novità per la legge “Gelli” in ambito penale: il sanitario risponde per imperizia anche se sbaglia a scegliere le linee-guida o ad attuarle

La recente pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione chiarisce definitivamente l’interpretazione normativa del nuovo articolo 590 –sexies cod. pen. introdotto dall’art. 6 della legge 24/2017 (legge “Gelli”)

 

A seguito della pubblicazione della legge 24/2017 ( meglio nota come “legge Gelli”) [1] sulla responsabilità professionale sanitaria le Sezioni Unite penali della Cassazione hanno ritenuto recentemente di dover intervenire per fornire una sorta di “interpretazione autentica” della nuova normativa. Questa si è resa necessaria alla luce di dubbi interpretativi su quale fosse, in tema di responsabilità colposa dell’esercente la professione sanitaria per morte o lesioni personali, l’ambito di esclusione della punibilità previsto dall’art. 590-sexies cod. pen. introdotto dall’art. 6 della legge. Continua a leggere Novità per la legge “Gelli” in ambito penale: il sanitario risponde per imperizia anche se sbaglia a scegliere le linee-guida o ad attuarle

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Quale tutela per l’operatore sanitario in caso di richiesta risarcimento danni da parte del paziente?

 

Cosa può fare in concreto l’ospedale a difesa del sanitario in caso di richiesta risarcimento danni da parte del paziente?

 

Negli ultimi anni le azioni giudiziarie civili intentate nei confronti degli operatori sanitari sono aumentate. L’azienda dovrebbe cercare di prevenire l’avvio di azioni legali da parte dei cittadini in caso di errore sanitario. A tal fine è molto importante fornire informazioni alle persone che, a torto o a ragione, si ritengono vittime di un danno ingiusto e chiedono all’azienda una spiegazione. Questo atteggiamento soddisfa il cittadino e riduce sensibilmente il desiderio di rivalersi sulla struttura o sul personale sanitario laddove invece la mancanza di ascolto può tradursi facilmente in una richiesta di risarcimento danni.[1] Qualora tale attività di prevenzione fallisca l’azienda può intervenire con una serie di strumenti a tutela degli operatori coinvolti. Vediamoli di seguito. Continua a leggere Quale tutela per l’operatore sanitario in caso di richiesta risarcimento danni da parte del paziente?