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Non segnalare incidenti connessi all’uso dei dispositivi medici è sanzionabile penalmente: ecco come segnalare

La normativa sancisce l’obbligo per tutti gli operatori sanitari pubblici e privati di segnalare al Ministero della Salute eventuali incidenti connessi all’uso di dispositivi medici

 

Alcune volte gli eventi avversi sono da porre in correlazione al cattivo funzionamento di dispositivi necessari a prestare le cure al paziente. Cosa fare in caso si osservi un incidente durante l’uso di dispositivi medici? La normativa stabilisce che tutti gli operatori sanitari pubblici o privati che nell’esercizio della loro attività rilevino un incidente (o mancato incidente) che ha visto l’uso di un dispositivo medico sono tenuti a darne immediata comunicazione al Ministero della Salute.[1] [2] Il rischio associato può essere distinto in due categorie: rischio diretto, di tipo infortunistico, agente indifferentemente su pazienti ed operatori sanitari e rischio indiretto conseguente alla non corretta funzionalità dei dispositivi medici e sostanzialmente riferito alle ripercussioni dannose nei processi di diagnosi, assistenza e cura rivolti al malato (si pensi, per esempio, alla mancata erogazione della scarica da parte di un defibrillatore).[3] Continua a leggere Non segnalare incidenti connessi all’uso dei dispositivi medici è sanzionabile penalmente: ecco come segnalare

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Stress lavoro correlato: quali effetti per operatori, pazienti e aziende?

In sanità i rischi e le conseguenze dello stress lavoro correlato sono molteplici determinando effetti negativi su lavoratori, pazienti e aziende

 

Cos’è lo stress lavoro correlato?

Per stress lavoro correlato si intende quella particolare forma di stress legata specificamente all’ambito professionale. Secondo l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro si ha stress lavoro correlato quando “le richieste dell’ambiente di lavoro vanno oltre le capacità del dipendente di superarle o controllarle”.[1] [2]

Lo stress può riguardare ogni luogo di lavoro ed ogni lavoratore, indipendentemente dalle dimensioni aziendali o dalla tipologia di lavoro. I lavori più a rischio di stress sono quelli assistenziali, basati sulla relazione d’aiuto come nel caso di medici, infermieri, insegnanti, forze dell’ordine, assistenti sociali, ecc.

In Italia la legge[3] [4] prevede l’obbligo per il datore di lavoro di valutare lo stress lavoro correlato. Anche il Codice Civile tutela dal rischio stress lavoro correlato attraverso l’articolo 2087 il quale prevede il diritto-dovere per il datore di lavoro di garantire “l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. Continua a leggere Stress lavoro correlato: quali effetti per operatori, pazienti e aziende?

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Sicurezza in sanità: la maggior parte degli incidenti rimane nascosta

La famosa metafora dell’iceberg evidenzia come per ogni incidente rilevante ce ne siano stati migliaia non accaduti solo per caso o perchè intercettati in tempo dagli operatori

 

William Herbert Heinrich è stato un ingegnere americano pioniere della sicurezza del lavoro. Nel 1931 pubblicò il suo libro ““Industrial Accident Prevention”, da molti considerato una pietra miliare perché conteneva quella che sarebbe divenuta nota come la “legge di Heinrich”: Secondo tale teoria esiste un rapporto ben definito tra gli eventi che possono avvenire in una organizzazione: la logica dell’1-29-300. Ciò significa che, per ogni evento molto grave, ne esistono 29 di gravità minore e 300 senza danno.[1] Ciò vuol dire che per ogni incidente rilevante ci sono stati migliaia di segnali deboli che lo potevano preannunciare. Heinrich giunse a questa conclusione dopo aver esaminato oltre 50.000 accadimenti incidentali presenti all’epoca nel database della società nella quale lavorava, individuando una tendenza nel rapporto tra infortuni gravi, infortuni lievi ed incidenti. Continua a leggere Sicurezza in sanità: la maggior parte degli incidenti rimane nascosta

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Quale relazione tra stress e salute nel personale dell’emergenza?

 

Vediamo in questo articolo quali sono le principali fonti di stress negli operatori dell’emergenza e le conseguenze che possono avere in termini di danni per la salute

 

Il lavoro in emergenza presenta specifici e rilevanti fattori di rischio professionale. Uno di questi è il rischio stress lavoro correlato che influenza non solo il benessere e la produttività ma anche la salute trasformando il personale del soccorso da soccorritore a vittima. Essere quotidianamente chiamato a gestire situazioni caratterizzate dalla presenza di sentimenti ed emozioni forti, il tempo che incalza, le richieste pressanti, il contatto con il dolore e la sofferenza, i ritmi di lavoro serrati che non permettono di staccare emotivamente, sono tutte variabili che possono penalizzare l’equilibrio emotivo del personale di emergenza ed incidere sulla salute del lavoratore. Vediamo di seguito quali sono le principali fonti di stress negli operatori dell’emergenza e le conseguenze che possono avere in termini di danni per la salute. Continua a leggere Quale relazione tra stress e salute nel personale dell’emergenza?

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SGSL: un modello di gestione per la sicurezza totale delle ASL

Il Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro (SGSL) ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza, la qualità e ridurre le probabilità di errore nelle strutture sanitarie pubbliche

 

L’ultimo triennio ha visto aumentare di un terzo il numero delle aziende che hanno scelto di certificare il proprio sistema di gestione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Le aziende che hanno adottato un modello di gestione integrata della sicurezza hanno conseguito una riduzione del numero di infortuni del 16%.[1]

In Sanità gli ambienti e le prassi non sicure per i lavoratori producono sempre effetti negativi sulla qualità e sicurezza delle prestazioni effettuate. Un ambiente sicuro, e “percepito” come tale da lavoratori, pazienti e visitatori riduce invece l’assenteismo e il contenzioso e contiene il fenomeno delle aggressioni agli operatori. In tale ottica molte Regioni italiane hanno emanato apposite linee di indirizzo alle Aziende Sanitarie pubbliche per richiedere l’adozione di sistemi certificati in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la Regione Puglia. [2]  Continua a leggere SGSL: un modello di gestione per la sicurezza totale delle ASL

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Aggressione sul lavoro in sanità, come comportarsi?

Le aggressioni agli operatori sanitari sono sempre più frequenti. Vediamo n questo articolo quale comportamento è opportuno adottare in caso di aggressione

 

Premessa

ll National Institute of Occupational Safety and Health (NIOSH) definisce la violenza nel posto di lavoro come: “ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica nel posto di lavoro”. Il personale sanitario, in particolar modo quello operante nei servizi psichiatrici, di Pronto Soccorso e servizio 118, è esposto maggiormente, in virtù del tipo di attività svolta, al rischio di aggressione.  Continua a leggere Aggressione sul lavoro in sanità, come comportarsi?

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Importanza della “Cultura della sicurezza” negli ambienti di lavoro

È dimostrato che la “cultura della sicurezza”, in contrapposizione alla “cultura della colpa”, favorisce la segnalazioni degli errori nelle strutture sanitarie

 

È un fatto riconosciuto che i sistemi di gestione della sicurezza non sono semplicemente un insieme di procedure ed istruzioni operative, ma sistemi che devono sfruttare anomalie e mancati eventi segnalati dai lavoratori per garantire una aggiornata conoscenza di tutti i pericoli. Continua a leggere Importanza della “Cultura della sicurezza” negli ambienti di lavoro

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Aghi e taglienti: allarme sicurezza per gli operatori sanitari

Le ferite con aghi e taglienti sono sempre più frequenti tra gli operatori sanitari. Vediamo cosa è possibile fare ai fini della prevenzione

 

Premessa

Gli operatori sanitari sono tra i lavoratori a maggior rischio di punture con aghi e taglienti. Come sappiamo il contatto con sangue o fluidi biologici espone a numerose infezioni trasmesse per via ematica, quali epatiti (B, C, D) e l’immunodeficenza acquisita. Delle 64.841 esposizioni percutanee verificatesi nel nostro Paese tra giugno 1994 e gennaio 2009 il 20,5% ha comportato la comparsa di sieropositività per almeno uno dei microrganismi patogeni testati (HIV, HCV e HBV).[2]

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Apparecchiature elettromedicali: quali responsabilità per i sanitari in caso di mancato controllo?

 
 

Vediamo quali sono gli aspetti legali e i profili di responsabilità in ordine alla mancata verifica dei dispositivi medici e apparecchiature elettromedicali

 

In questo articolo ci occuperemo degli adempimenti previsti per operatori e strutture sanitarie in ordine alla verifica della corretta funzionalità dei dispositivi medici e delle conseguenze che il mancato controllo può comportare dal punto di vista della responsabilità professionale. 

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Sicurezza sul lavoro in sanità: come si valutano i rischi?

Uno dei punti essenziali del sistema di Prevenzione e Protezione dei rischi delineato dal testo unico sulla sicurezza sul lavoro D.Lgs 81/2008 è quello relativo ai rischi che i lavoratori corrono negli ambienti di lavoro, della loro individuazione e valutazione e delle conseguenti misure preventive e protettive messe in atto

 

Il D.Lgs 81/2008 (1), entrato in vigore il 15 maggio 2008 per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, prevede tra gli obblighi del datore di lavoro la valutazione dei rischi e la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) definito anche “mappatura dei rischi”. Continua a leggere Sicurezza sul lavoro in sanità: come si valutano i rischi?

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Quale relazione tra benessere nei luoghi di lavoro (Benessere Organizzativo) ed efficienza, sicurezza e affidabilità delle cure?

Il benessere sul luogo di lavoro (Benessere Organizzativo) è importante perchè è ormai accertato che le organizzazioni più efficienti sono quelle con dipendenti soddisfatti e un clima interno sereno e partecipativo

 

Per Benessere Organizzativo si intende lo stato di salute di un’organizzazione relativamente alla qualità della vita, al grado di benessere psicologico, fisico e sociale dei lavoratori finalizzato ad un miglioramento qualitativo e quantitativo dei propri risultati. (1) Il benessere organizzativo affonda le sue radici nella Costituzione della Repubblica Italiana che contiene principi fondamentali e inderogabili quali la tutela del lavoro in tutte le sue forme (art. 35) ed il riconoscimento della tutela della salute come diritto dell’individuo e fondamentale interesse della società (art. 32). Continua a leggere Quale relazione tra benessere nei luoghi di lavoro (Benessere Organizzativo) ed efficienza, sicurezza e affidabilità delle cure?