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Ambulanze bloccate in ospedale, quali rischi per pazienti e soccorritori?

Ambulanze bloccate fuori dagli ospedali perchè costrette a fare la fila per poter scaricare il paziente, quali rischi per pazienti e soccorritori?

 

Il Servizio Sanitario Nazionale è un sistema di strutture e servizi che hanno lo scopo di garantire a tutti i cittadini una buona assistenza, nel rispetto di criteri di efficienza, qualità e sicurezza delle cure. Tali principi vengono messi in discussione quando i pazienti sono costretti ad aspettare molte ore per ricevere assistenza come succede oggi nei nostri Pronto Soccorso (PS). Continua a leggere Ambulanze bloccate in ospedale, quali rischi per pazienti e soccorritori?

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“Body cam” per il 118 contro le aggressioni, anche in Italia?

È sempre più diffuso, nei servizi d’emergenza di tutto il mondo, l’utilizzo di telecamere indossabili (body-cam) a fini legali e di sicurezza. La proposta di dotare di body-cam anche i soccorritori italiani prende l’avvio dall’aumentato numero di aggressioni che si è verificato negli ultimi anni. Ma cosa sono, esattamente?

 

Le videocamere sono utilizzate già da tempo nei campi più svariati per incentivare (o disincentivare, a seconda dei casi) i comportamenti delle persone. Per esempio l’uso delle telecamere semaforiche, utilizzate per aumentare la percezione nei conducenti del rischio di essere multati in caso di infrazione, ha ridotto notevolmente le violazioni al codice della strada. Continua a leggere “Body cam” per il 118 contro le aggressioni, anche in Italia?

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Aggressioni ai sanitari: ecco perchè una legge non basta

La recente legge varata per prevenire le aggressioni ai sanitari è utile e importante ma non può risolvere da sola il problema, ecco perchè

 

L’inadeguatezza della medicina territoriale (medici di base, ambulatori, distretti, ecc.) costringe sempre più cittadini a rivolgersi ai Pronto Soccorso (PS) per soddisfare i propri bisogni di salute generando il fenomeno del sovraffollamento e delle lunghe attese. Secondo uno studio[1] il 20% degli accessi in PS sono “evitabili“, “inadeguati” o “non urgenti“, con tutto ciò che questo comporta per pazienti e operatori sanitari. Chiunque sia stato in un PS avrà avuto modo di constatare le difficili condizioni in cui versano i pazienti e lavorano gli operatori sanitari, con sale per lo stazionamento dei pazienti gremite di barelle, spesso accatastate le une vicino alle altre, senza privacy tra uomini e donne, con aumento rilevante del rischio sanitario,[2] situazione oggi ancora più aggravata dal Coronavirus. Continua a leggere Aggressioni ai sanitari: ecco perchè una legge non basta

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Aggressioni agli operatori sanitari: poche idee, ma confuse!

Solo palliativi per risolvere il gravissimo problema delle aggressioni agli operatori sanitari. A quando la prima vittima?

 

La riduzione dei posti letto, non compensata da un sufficiente rafforzamento dei servizi territoriali, ha provocato il sovraffollamento dei Pronto Soccorso e i conseguenti sempre più frequenti episodi di aggressione nei confronti degli operatori sanitari. Continua a leggere Aggressioni agli operatori sanitari: poche idee, ma confuse!

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Aggressioni in Pronto Soccorso: le soluzioni devono venire dal territorio

 

È necessario prevenire le aggressioni in Pronto Soccorso eliminando le condizioni che le favoriscono, in particolare il sovraffollamento e le lunghe attese

 

L’impiego delle telecamere ed altri sistemi di sorveglianza contro le aggressioni in Pronto Soccorso (PS) sono utili ma non bastano perché non risolvono il problema a monte cioè il fenomeno del sovraffollamento e delle lunghe attese che esasperando il cittadino favoriscono l’innescarsi di comportamenti aggressivi. Vediamo quali sono le possibili soluzioni a questo annoso problema

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