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Aggressioni ai sanitari in Pronto Soccorso: ecco perché il carcere non risolve il problema

(fotogramma tratto dal video pubblicato sul Corriere della Sera online)

Per contrastare il fenomeno delle aggressioni ai sanitari è in via di approvazione una legge che inasprisce le pene fino a 16 anni di carcere. Riteniamo che tale provvedimento sia poco utile, perchè si concentra solo sugli effetti e non sulle cause del problema

 

Numerosi studi[1] certificano che le aggressioni ai sanitari sono in continuo aumento e di sempre maggior gravità. Tra questi, gli operatori di Pronto Soccorso (PS) risultano essere tra quelli più a rischio in virtù del tipo di attività svolta. Diciamo subito che tale fenomeno, anche se si manifesta nei PS, non dipende da problematiche dei PS, ma da cause più generali, che vediamo di seguito. Continua a leggere Aggressioni ai sanitari in Pronto Soccorso: ecco perché il carcere non risolve il problema

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Sicurezza in sanità: l’importanza delle Raccomandazioni Ministeriali

Le Raccomandazioni ministeriali per la sicurezza sono volte a fornire agli operatori sanitari indicazioni per prevenire gli errori e gli eventi avversi

 

La legge n. 24/2017 (meglio nota come “legge Gelli”) sulla responsabilità professionale sanitaria ha rafforzato la necessità di fare riferimento a buone pratiche e linee guida nello svolgimento delle attività sanitarie per la prevenzione di errori ed eventi avversi.[1] Da questo punto di vista anche le Raccomandazioni ministeriali possono essere annoverate tra le “buone pratiche” previste dalla legge Gelli in quanto documenti finalizzati alla prevenzione degli errori e alla sicurezza sul lavoro. Per gli operatori sanitari la prevenzione di tali fenomeni assume importanza non solo dal punto di vista etico, per i danni al paziente, ma anche per le conseguenze in termini di responsabilità civili e penali a cui possono andare incontro in caso di denuncia da parte del paziente o i suoi familiari. Continua a leggere Sicurezza in sanità: l’importanza delle Raccomandazioni Ministeriali

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Il sovraffollamento in Pronto Soccorso costituisce un pericolo per pazienti e operatori: le evidenze scientifiche

Tutte le strutture sanitarie, per garantire una buona assistenza, debbono operare secondo criteri di efficienza, qualità e sicurezza delle cure. Tali principi sono messi in discussione quando i pazienti sono costretti ad aspettare molte ore in Pronto Soccorso per ricevere assistenza come succede oggi nei nostri ospedali

 

Negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento esponenziale degli accessi in Pronto Soccorso (PS), determinando così il fenomeno del sovraffollamento. Le cause dell’aumentato afflusso di pazienti sono molte. Tra i fattori in “ingresso” l’incidenza maggiore è da ascriversi al progressivo invecchiamento della popolazione e quindi al maggior numero di pazienti affetti da patologie croniche che si rivolge al sistema dell’emergenza. Tra i fattori di “permanenza” quello che incide maggiormente sul progressivo aumento dei tempi di stazionamento in PS è la necessità di attivare consulenze specialistiche ed accertamenti diagnostici strumentali, in particolare quelli di livello più avanzato (es. TAC). Tra i fattori in “uscita” il fattore che pesa maggiormente è la difficoltà a ricoverare tempestivamente i pazienti, per carenza di posti letto disponibili.

Il fenomeno del sovraffollamento in Pronto Soccorso (PS) si verifica tecnicamente quando il numero di pazienti in attesa di essere visitati, quelli in corso di valutazione o di trattamento e quelli in attesa di collocamento appropriato, eccede la disponibilità di letti e/o le capacità operative del personale in servizio, limitando seriamente la qualità delle cure erogate.[1]

Il sovraffollamento ha conseguenze negative non solo sui pazienti ma anche sugli operatori sanitari e, di riflesso, sul sistema di emergenza 118. Vediamo di seguito i vari ambiti, trattati singolarmente. Continua a leggere Il sovraffollamento in Pronto Soccorso costituisce un pericolo per pazienti e operatori: le evidenze scientifiche

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Perchè l’aziendalizzazione in sanità è un rischio per pazienti e operatori

L’obiettivo della sanità pubblica non è creare profitto ma creare valore per tutta la società, attraverso la soddisfazione dei bisogni di salute dei cittadini-utenti

 

Hanno destato molto scalpore in questi giorni le parole del Papa contro l’aziendalizzazione della sanità. La sanità, ha affermato il Papa, “ha posto in primo piano le esigenze di riduzione dei costi e razionalizzazione dei servizi” ponendo “in secondo piano l’attenzione alla persona”.[1] Continua a leggere Perchè l’aziendalizzazione in sanità è un rischio per pazienti e operatori

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Infezioni correlate all’assistenza: quali responsabilità in caso di danno al paziente?

Ha fatto molto scalpore il recente rapporto “OsservaSalute” secondo il quale i morti per infezione in Italia sono raddoppiati negli ultimi anni. Vediamo quali sono le misure da adottare per la prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza e le responsabilità in caso di danno al paziente

 

Cosa sono le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA)?

Sotto il termine di Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) rientra qualsiasi tipo di infezione che può occorrere durante il ricovero o dopo le dimissioni di un paziente, della quale non c’era né manifestazione clinica né incubazione precedente all’ingresso in ospedale. Le ICA rappresentano, anche nei paesi sviluppati, la principale causa di morte e di aumento della morbosità per i pazienti ospedalizzati. Le ICA si possono veri care in tutti gli ambiti assistenziali: ospedali, pronto soccorso, day-hospital/day-surgery, lungodegenze, ambulatori, assistenza domiciliare e strutture residenziali territoriali. Continua a leggere Infezioni correlate all’assistenza: quali responsabilità in caso di danno al paziente?

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Sistema di emergenza intraospedaliera: ridurre mortalità e danni ai pazienti è possibile

Mentre il sistema di emergenza 118 garantisce il soccorso in ambiente extraospedaliero in pochi minuti, lo stesso non può dirsi qualora accada un’emergenza intraospedaliera, dove i tempi possono risultare pericolosamente più lunghi

 

I pazienti ricoverati, specie se critici, possono andare incontro a complicanze o aggravamento delle condizioni durante il ricovero, non solo nei reparti intensivi ma anche nei reparti di degenza (il 30% degli arresti cardiaci avviene nelle aree ospedaliere non intensive). In tali casi è necessario agire immediatamente per ripristinare (o salvaguardare) le funzioni vitali (coscienza, respiro, circolo). Per rispondere a questa esigenza numerose linee guida nazionali e internazionali consigliano l’adozione di un sistema di emergenza intraospedaliera, che intervenga con prontezza per la risoluzione del caso. Continua a leggere Sistema di emergenza intraospedaliera: ridurre mortalità e danni ai pazienti è possibile

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Effetti del sovraffollamento sul mancato trattamento del dolore in Pronto Soccorso

 

Numerosi studi certificano che in caso di sovraffollamento in Pronto Soccorso i pazienti non ricevono un adeguato trattamento del dolore. Vediamo in questo articolo quali conseguenze può comportare per pazienti ed operatori

 

Negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento esponenziale degli accessi in Pronto Soccorso (PS), determinando così il fenomeno del sovraffollamento.[1] Numerosi studi certificano che in caso di sovraffollamento in Pronto Soccorso i pazienti non ricevono un adeguato trattamento del dolore mentre questo dovrebbe costituire una priorità per gli operatori sanitari considerando che il dolore rappresenta uno dei sintomi principali lamentati da chi accede in PS. Continua a leggere Effetti del sovraffollamento sul mancato trattamento del dolore in Pronto Soccorso

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La prevenzione del rischio clinico nel codice deontologico dei medici e degli infermieri

L’erogazione di cure sicure che non causino danni al cittadino, in accordo con quanto stabilisce il codice deontologico del medico e dell’infermiere, rappresenta un principio fondamentale del diritto alla salute

 

La sicurezza del paziente è, per il medico e l’infermiere, un valore ed un impegno operativo da perseguire in ogni ambito del proprio agire. Un notevole contributo alla sicurezza delle cure è stato dato dai rispettivi codici deontologici che hanno introdotto tra i doveri dei professionisti sanitari la partecipazione ai programmi aziendali di gestione del rischio e la segnalazione degli errori al fine di analizzarli in un’ottica preventiva. Vediamo di seguito cosa prevedono i rispettivi codici dal punto di vista della prevenzione del rischio clinico e la sicurezza delle cure (si ricorda che il codice deontologico, sia medico che infermieristico, hanno natura di norma giuridica vincolante per la professione). Continua a leggere La prevenzione del rischio clinico nel codice deontologico dei medici e degli infermieri

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Cadute dei pazienti in ospedale: si possono prevenire?

Le cadute dei pazienti rientrano tra gli eventi avversi più frequenti nelle strutture sanitarie. Vediamo brevemente quali interventi è possibile attuare ai fini della prevenzione di tale fenomeno

 

Premessa

Le cadute dei pazienti in ospedale non sono da sottovalutare considerando che possono causare traumi anche gravi al paziente fino al decesso, per esempio in caso di trauma cranico. La maggior parte delle cadute si verificano nei pazienti anziani, in particolare quelli sottoposti a terapia con farmaci psicoattivi come le benzodiazepine o che hanno deficit in termini di forza, mobilità o equilibrio. Anche i pazienti non anziani che sono gravemente malati sono a rischio di cadute.  Continua a leggere Cadute dei pazienti in ospedale: si possono prevenire?

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La simulazione come strumento di prevenzione degli errori sanitari

La formazione basata sulla simulazione consente di ridurre i rischi di errori sanitari e aumentare la sicurezza per il paziente

 

Si calcola che siano un milione e duecentomila, ogni anno, nel mondo, i decessi legati al rischio clinico cioè alla possibilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie. Tali perdite potrebbero essere scongiurate attraverso interventi di adeguata prevenzione. La formazione continua assume, da questo punto di vista, particolare rilevanza considerando che la prevenzione del rischio si basa principalmente sulla conoscenza tra gli operatori degli elementi che lo costituiscono. Continua a leggere La simulazione come strumento di prevenzione degli errori sanitari

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Errori in terapia farmacologica: dal Ministero nuove regole per prevenirli

L’uso di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli, può determinare errori in terapia e quindi danni ai pazienti. Ecco come fare per non sbagliarsi

 

Quasi la metà degli errori in sanità potrebbero essere evitati migliorando la comunicazione, non solo quella verbale, ma anche scritta.[1] La cattiva o incerta grafia è stata individuata infatti, sia dalla letteratura scientifica[2] che dalla casistica giurisprudenziale,[3] come una delle principali cause di errore.

Continua a leggere Errori in terapia farmacologica: dal Ministero nuove regole per prevenirli

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Che cos’è il rischio clinico e perchè riguarda tutti, pazienti e ospedali

Perché si verificano gli errori sanitari? E quali conseguenze hanno per pazienti, operatori e strutture sanitarie? Vediamolo in quest’articolo

 

Premessa

Il rischio clinico è la possibilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie. Purtroppo i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari, ancora oggi, non possiedono nessuna base di partenza sul rischio clinico dai propri studi universitari. Ciò assume particolare rilevanza considerando che la prevenzione del rischio si basa principalmente sulla conoscenza tra gli operatori degli elementi che lo costituiscono. Soprattutto a seguito dell’entrata in vigore della nuova legge 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria (più conosciuta come “legge Gelli”)[1] è necessario che le università, ma anche le aziende, si adeguino fornendo una maggiore formazione in questo campo. Continua a leggere Che cos’è il rischio clinico e perchè riguarda tutti, pazienti e ospedali

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Come migliorare la qualità dell’assistenza: l’Audit clinico

I professionisti e le organizzazioni sanitarie hanno l’obbligo di implementare le buone pratiche disponibili e di mettere in atto le iniziative per accrescere la sicurezza dei pazienti. In questo senso l’Audit clinico si pone come strumento di primaria importanza

 

La Legge 28 dicembre 2015, n. 208[1] impone alle strutture sanitarie l’”attivazione dei percorsi di audit o altre metodologie finalizzati allo studio dei processi interni e delle criticità più frequenti”. Continua a leggere Come migliorare la qualità dell’assistenza: l’Audit clinico

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Il sovraffollamento ospedaliero come causa di rischio clinico

Il sovraffollamento ospedaliero influisce sulla sicurezza dei pazienti e sulla qualità delle cure. Vediamo perchè

 

La riduzione dei posti letto in ospedale, operata a partire dal 2012,[1] [2] ha comportato una sempre maggiore difficoltà a ricoverare i pazienti. La riorganizzazione dei posti letto ospedalieri aveva l’obiettivo di ricondurre ai servizi ambulatoriali, day-hospital e del territorio le prestazioni di minore gravità, lasciando le situazioni patologiche più acute alle strutture ospedaliere. Molte Regioni hanno ridotto i posti letto senza però porre prima le basi per il potenziamento dell’assistenza territoriale, presupposto necessario per l’applicazione della legge (es. Case della Salute). L’adozione di un’adeguata e funzionale assistenza sul territorio è ormai inderogabile per via del progressivo invecchiamento della popolazione: l’ultima indagine di “Italia Longeva” ha affermato che nei prossimi dieci anni otto milioni di anziani avranno almeno una malattia cronica grave. Cosi molti pazienti sono costretti a rivolgersi all’ospedale con tutto ciò che ne consegue in termine di sovraffollamento. Solo per fare un esempio, il Pronto Soccorso dell’ospedale San Camillo di Roma accoglie in media 27 malati al giorno in attesa di ricovero).[3] Continua a leggere Il sovraffollamento ospedaliero come causa di rischio clinico

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Importanza del Governo Clinico nelle organizzazioni sanitarie

Il Governo clinico è un sistema che valorizza il ruolo e la responsabilità di tutti gli operatori sanitari per assicurare la qualità e la sicurezza delle prestazioni attraverso l’uso efficiente delle risorse

 

La sicurezza dei pazienti è uno dei fattori determinanti la qualità delle cure e pertanto è uno degli obiettivi prioritari che il Servizio Sanitario Nazionale si pone. Nel corso del tempo però gli strumenti tradizionali di gestione delle organizzazioni si sono dimostrati insufficienti a garantire adeguati livelli di sicurezza, come dimostra il numero sempre più alto di eventi avversi denunciato dai cittadini. Di conseguenza si è cercato di attuare un processo di modernizzazione del sistema sanitario adottando sistemi di gestione più sicuri ed efficienti, come quello denominato del “Governo clinico”, di derivazione anglosassone, di cui parliamo in questo articolo. Continua a leggere Importanza del Governo Clinico nelle organizzazioni sanitarie

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La check list come strumento di prevenzione degli errori in sala operatoria

La check list rientra tra le buone pratiche per la prevenzione degli errori in sala operatoria raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

 

Considerate nel complesso, le discipline chirurgiche sono le più coinvolte nella segnalazione degli eventi avversi. Il Ministero della Salute ha pubblicato nel 2015 il suo ultimo rapporto[1] relativo a tutti gli eventi sentinella segnalati dalle strutture sanitarie nel periodo dal settembre 2005 al dicembre 2012. Gli errori più gravi in ambito chirurgico hanno riguardato: strumento o altro materiale lasciato all’interno del sito chirurgico (159 casi), morte o grave danno imprevisto conseguente ad intervento chirurgico (135 casi), intervento chirurgico in parte del corpo sbagliata (addirittura 26 casi). Continua a leggere La check list come strumento di prevenzione degli errori in sala operatoria

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Prevenzione degli errori in sanità: il metodo FMECA

Esistono sistemi di analisi che hanno il fine di individuare le criticità di sistema ed i possibili ambiti d’errore umano in una logica preventiva, quindi prima che essi accadano. Di questi il più utilizzato è il metodo FMECA

 

Dal momento che in ogni organizzazione sanitaria l’errore e la possibilità di un incidente non sono eliminabili, devono essere utilizzati tutti gli interventi possibili perché siano, per lo meno, prevenibili. Ma come è possibile, concretamente, identificare i pericoli e stimare i rischi in senso preventivo?  Continua a leggere Prevenzione degli errori in sanità: il metodo FMECA

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Sicurezza in ospedale: creazione di una rete di referenti aziendali per il rischio clinico

L’errore può divenire una straordinaria occasione di apprendimento se viene comunicato e condiviso all’interno dell’azienda. A tale scopo può essere efficace la costituzione di una rete di referenti aziendali per il rischio clinico

 

Una struttura sanitaria che intenda promuovere concretamente la prevenzione del rischio clinico deve coinvolgere, in modo sistemico e strutturato, tutte le articolazioni aziendali. Infatti nessun sistema di prevenzione sarà mai veramente efficace senza la piena partecipazione di tutti i Professionisti (ricordiamo che il rischio clinico è la possibilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie).  Continua a leggere Sicurezza in ospedale: creazione di una rete di referenti aziendali per il rischio clinico

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Carenza di personale nella struttura sanitaria: quali conseguenze per pazienti, operatori e aziende?

La carenza di personale determina una serie di conseguenze negative per pazienti, professionisti e ospedali, vediamo quali

 

La gestione delle risorse umane costituisce uno dei più importanti strumenti di governo clinico e un fattore critico per la sicurezza delle cure. In questo settore la carenza di risorse può diventare un problema di grande rilevanza. I vincoli finanziari conseguenti alla crisi economica hanno portato molte strutture ad una riorganizzazione dei servizi che si è tradotta, nella maggioranza dei casi, in una riduzione del personale medico ed infermieristico.

In una situazione di carenza di personale aumenta il numero di attività alle quali i sanitari devono dedicarsi. Quando ciò avviene inevitabilmente diminuisce il tempo che possono dedicare ad ogni attività con tutto ciò che ne consegue in termini di rischi per la sicurezza. Vediamo di seguito quali sono le problematiche che insorgono, in caso di carenza di personale, per pazienti, operatori e strutture sanitarie. Continua a leggere Carenza di personale nella struttura sanitaria: quali conseguenze per pazienti, operatori e aziende?

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Un errore sanitario su due è causato da cattiva comunicazione: quali soluzioni?

La cattiva comunicazione è una delle cause principali di errori in sanità. Fino ad un errore sanitario su due potrebbe essere evitato con una buona comunicazione

 

Il linguaggio e la comunicazione hanno da sempre interessato l’uomo, in ogni tempo. Queste sono le parole che il grande drammaturgo Luigi Pirandello fa dire ad un suo personaggio in “Sei personaggi in cerca d’autore”: “…come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!”. In maniera analoga si esprimeva Carmelo Bene, altro grande autore di teatro: “Noi siamo nel linguaggio e il linguaggio crea dei guasti; anzi è fatto solo di buchi neri, di guasti”.

Gli studi su tale materia dimostrano che la comunicazione assume un ruolo importantissimo in ambiente sanitario, sia con i pazienti che con i colleghi. Continua a leggere Un errore sanitario su due è causato da cattiva comunicazione: quali soluzioni?