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Perchè un ospedale non può essere una “azienda”

(nella foto Alberto Sordi nel film “Il medico della mutua”)

Le logiche “mercantili” tipiche dell’azienda non possono essere applicate ad un luogo di cura e assistenza come l’ospedale. Vediamo perchè in questo articolo

 

(Articolo aggiornato ottobre 2020)

Hanno destato molto scalpore le parole di Papa Bergoglio contro la mercificazione della sanità. La sanità, ha affermato il Papa, “ha posto in primo piano le esigenze di riduzione dei costi ” ponendo “in secondo piano l’attenzione alla persona”.[1] Continua a leggere Perchè un ospedale non può essere una “azienda”

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Infezioni correlate all’assistenza: quali responsabilità in caso di danno al paziente?

Ha fatto molto scalpore il recente rapporto “OsservaSalute” secondo il quale i morti per infezione in Italia sono raddoppiati negli ultimi anni. Vediamo quali sono le misure da adottare per la prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza e le responsabilità in caso di danno al paziente

 

Cosa sono le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA)?

Sotto il termine di Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) rientra qualsiasi tipo di infezione che può occorrere durante il ricovero o dopo le dimissioni di un paziente, della quale non c’era né manifestazione clinica né incubazione precedente all’ingresso in ospedale. Le ICA rappresentano, anche nei paesi sviluppati, la principale causa di morte e di aumento della morbosità per i pazienti ospedalizzati. Le ICA si possono riscontrare in tutti gli ambiti assistenziali: ospedali, pronto soccorso, day-hospital/day-surgery, lungodegenze, ambulatori, assistenza domiciliare e strutture residenziali territoriali. Continua a leggere Infezioni correlate all’assistenza: quali responsabilità in caso di danno al paziente?

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Quando l’emergenza è in reparto: il sistema di emergenza intraospedaliera

Mentre il sistema di emergenza 118 garantisce il soccorso sul territorio in pochi minuti, lo stesso non può dirsi in caso si verifichi un’emergenza in reparto, dove i tempi possono essere pericolosamente più lunghi

 

I pazienti ricoverati, specie se critici, possono andare incontro a complicanze o aggravamento delle condizioni durante il ricovero, non solo nei reparti intensivi ma anche nei normali reparti di degenza (il 30% degli arresti cardiaci avviene nelle aree non intensive). In tali casi è necessario agire immediatamente per ripristinare (o salvaguardare) le funzioni vitali (coscienza, respiro, circolo). Per rispondere a questa esigenza numerose linee guida nazionali e internazionali sono concordi affinchè la struttura sanitaria si doti di un sistema di emergenza intraospedaliera, per intervenire con prontezza in caso di necessità. Continua a leggere Quando l’emergenza è in reparto: il sistema di emergenza intraospedaliera

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Effetti del sovraffollamento sul mancato trattamento del dolore in Pronto Soccorso

 

Numerosi studi certificano che in caso di sovraffollamento in Pronto Soccorso i pazienti non ricevono un adeguato trattamento del dolore. Vediamo in questo articolo quali conseguenze ciò può comportare per pazienti ed operatori

 

Negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento esponenziale degli accessi in Pronto Soccorso (PS), determinando così il fenomeno del sovraffollamento.[1] Numerosi studi certificano che in caso di sovraffollamento in PS i pazienti non ricevono un adeguato trattamento del dolore mentre questo dovrebbe costituire una priorità per gli operatori sanitari considerando che il dolore rappresenta uno dei principali motivi di accesso. Continua a leggere Effetti del sovraffollamento sul mancato trattamento del dolore in Pronto Soccorso

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La prevenzione del rischio clinico nel codice deontologico dei medici e degli infermieri

L’erogazione di cure sicure che non causino danni al cittadino, in accordo con quanto stabilisce il codice deontologico del medico e dell’infermiere, rappresenta un principio fondamentale del diritto alla salute

 

La sicurezza del paziente è, per il medico e l’infermiere, un valore ed un impegno operativo da perseguire in ogni ambito del proprio agire. Un notevole contributo alla sicurezza delle cure è stato dato dai rispettivi codici deontologici che hanno introdotto tra i doveri dei professionisti sanitari la partecipazione ai programmi aziendali di gestione del rischio e la segnalazione degli errori al fine di analizzarli in un’ottica preventiva. Vediamo di seguito cosa prevedono i rispettivi codici dal punto di vista della prevenzione del rischio sanitario e la sicurezza delle cure. Continua a leggere La prevenzione del rischio clinico nel codice deontologico dei medici e degli infermieri

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Cadute dei pazienti in ospedale: si possono prevenire?

Le cadute dei pazienti rientrano tra gli eventi avversi più frequenti nelle strutture sanitarie. Vediamo brevemente quali interventi è possibile attuare ai fini della prevenzione di tale fenomeno

 

Le cadute dei pazienti in ospedale non sono da sottovalutare considerando che possono causare traumi anche gravi al paziente fino al decesso, per esempio in caso di trauma cranico. La maggior parte delle cadute si verificano nei pazienti anziani, in particolare quelli sottoposti a terapia con farmaci psicoattivi come le benzodiazepine o che hanno deficit in termini di forza, mobilità o equilibrio ma anche i pazienti giovani che sono gravemente malati sono a rischio di cadute. Continua a leggere Cadute dei pazienti in ospedale: si possono prevenire?

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La simulazione come strumento di prevenzione degli errori sanitari

La formazione basata sulla simulazione consente di ridurre i rischi di errori sanitari e aumentare la sicurezza per il paziente

 

Si calcola che siano un milione e duecentomila, ogni anno, nel mondo, i decessi legati al rischio clinico cioè alla possibilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie. Tali perdite potrebbero essere scongiurate attraverso interventi di adeguata prevenzione. La formazione continua assume, da questo punto di vista, particolare rilevanza. Continua a leggere La simulazione come strumento di prevenzione degli errori sanitari

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Errori in terapia farmacologica: dal Ministero nuove regole per prevenirli

L’uso di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli, può determinare errori in terapia e quindi danni ai pazienti. Ecco come fare per non sbagliarsi

 

Quasi la metà degli errori in sanità potrebbero essere evitati migliorando la comunicazione, non solo quella verbale, ma anche scritta.[1] La cattiva o incerta grafia è stata individuata infatti, sia dalla letteratura scientifica[2] che dalla casistica giurisprudenziale,[3] come una delle principali cause di errore.

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Che cos’è il rischio clinico e perchè riguarda tutti, pazienti, operatori e ospedali

Perché si verificano gli errori sanitari? E quali conseguenze hanno per pazienti, operatori e strutture sanitarie? 

 

Premessa

Il rischio clinico è la possibilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie. Purtroppo i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari, ancora oggi, non possiedono nessuna base di partenza sul rischio clinico dai propri studi universitari. Ciò assume particolare rilevanza considerando che la prevenzione del rischio si basa principalmente sulla conoscenza tra gli operatori degli elementi che lo costituiscono. Soprattutto a seguito dell’entrata in vigore della nuova legge 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria (più conosciuta come “legge Gelli”)[1] è necessario che le università, ma anche le aziende, si adeguino fornendo una maggiore formazione in questo campo. Continua a leggere Che cos’è il rischio clinico e perchè riguarda tutti, pazienti, operatori e ospedali

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Come migliorare la qualità dell’assistenza: l’Audit clinico

I professionisti e le organizzazioni sanitarie hanno l’obbligo di implementare le buone pratiche disponibili e di mettere in atto le iniziative per accrescere la sicurezza dei pazienti. In questo senso l’Audit clinico si pone come strumento di primaria importanza

 

La Legge 28 dicembre 2015, n. 208[1] impone alle strutture sanitarie l’”attivazione dei percorsi di audit o altre metodologie finalizzati allo studio dei processi interni e delle criticità più frequenti”. Continua a leggere Come migliorare la qualità dell’assistenza: l’Audit clinico

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Il sovraffollamento ospedaliero come causa di rischio sanitario

Il sovraffollamento ospedaliero influisce sulla sicurezza dei pazienti e sulla qualità delle cure. Vediamo perchè

 

La riduzione dei posti letto in ospedale, operata a partire dal 2012,[1] [2] ha comportato una sempre maggiore difficoltà a ricoverare i pazienti. La riorganizzazione dei posti letto ospedalieri aveva l’obiettivo di ricondurre ai servizi ambulatoriali, day-hospital e del territorio le prestazioni di minore gravità, lasciando le situazioni patologiche più acute alle strutture ospedaliere. Molte Regioni hanno ridotto i posti letto senza però porre prima le basi per il potenziamento dell’assistenza territoriale, presupposto necessario per l’applicazione della legge (es. Case della Salute). L’adozione di un’adeguata e funzionale assistenza sul territorio è ormai inderogabile per via del progressivo invecchiamento della popolazione: l’ultima indagine di “Italia Longeva” ha affermato che nei prossimi dieci anni otto milioni di anziani avranno almeno una malattia cronica grave. Cosi molti pazienti sono costretti a rivolgersi all’ospedale con tutto ciò che ne consegue in termine di sovraffollamento.[3] Continua a leggere Il sovraffollamento ospedaliero come causa di rischio sanitario

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Importanza del Governo Clinico nelle organizzazioni sanitarie

Il Governo clinico è un sistema che valorizza il ruolo e la responsabilità di tutti gli operatori sanitari per assicurare la qualità e la sicurezza delle prestazioni attraverso l’uso efficiente delle risorse

 

La sicurezza dei pazienti è uno dei fattori determinanti la qualità delle cure e pertanto è uno degli obiettivi prioritari che il Servizio Sanitario Nazionale si pone. Nel corso del tempo però gli strumenti tradizionali di gestione delle organizzazioni si sono dimostrati insufficienti a garantire adeguati livelli di sicurezza, come dimostra il numero sempre più alto di eventi avversi denunciato dai cittadini. Di conseguenza si è cercato di attuare un processo di modernizzazione del sistema sanitario adottando sistemi di gestione più sicuri ed efficienti, come quello denominato del “Governo clinico”, di derivazione anglosassone, di cui parliamo in questo articolo. Continua a leggere Importanza del Governo Clinico nelle organizzazioni sanitarie

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La check list come strumento di prevenzione degli errori in sala operatoria

 

La check list rientra tra le buone pratiche per la prevenzione degli errori in sala operatoria raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

 

Rispetto ad altri settori la sicurezza in sala operatoria si contraddistingue per la varietà degli ambiti in cui possono essere commessi eventuali errori: dalla identificazione del paziente alla correttezza del sito chirurgico, dalla appropriata sterilizzazione dello strumentario all’induzione dell’anestesia, ecc. Ma quali sono gli errori che più frequentemente si verificano in questo ambito? Il Ministero della Salute ha pubblicato nel 2015 il suo ultimo rapporto[1] relativo a tutti gli “eventi sentinella” (gli errori più gravi) segnalati dalle strutture sanitarie nel periodo dal  2005 al 2012. Gli errori più gravi in ambito chirurgico hanno riguardato: strumento o altro materiale lasciato all’interno del sito chirurgico (159 casi), morte o grave danno imprevisto conseguente ad intervento chirurgico (135 casi), intervento chirurgico in parte del corpo sbagliata (addirittura 26 casi). Continua a leggere La check list come strumento di prevenzione degli errori in sala operatoria

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Prevenzione degli errori in sanità: il metodo FMECA

Esistono sistemi di analisi che hanno il fine di individuare le criticità di sistema ed i possibili ambiti d’errore umano in una logica preventiva, quindi prima che essi accadano. Di questi il più utilizzato è il metodo FMECA

 

Dal momento che in ogni organizzazione sanitaria l’errore e la possibilità di un incidente non sono eliminabili, devono essere utilizzati tutti gli interventi possibili perché siano, per lo meno, prevenibili. Ma come è possibile, concretamente, identificare i pericoli e stimare i rischi in senso preventivo?  Continua a leggere Prevenzione degli errori in sanità: il metodo FMECA

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Sicurezza in ospedale: creazione di una rete di referenti per il rischio clinico

L’errore può divenire una straordinaria occasione di apprendimento se viene comunicato e condiviso all’interno dell’azienda. A tale scopo può essere efficace la costituzione di una rete di referenti aziendali per il rischio clinico

 

Il rischio clinico è la probabilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie. Una struttura sanitaria che intenda promuovere concretamente la prevenzione del rischio clinico deve coinvolgere, in modo sistemico e strutturato, tutte le articolazioni aziendali. Infatti nessun sistema di prevenzione sarà mai veramente efficace senza la piena partecipazione di tutti i Professionisti. Continua a leggere Sicurezza in ospedale: creazione di una rete di referenti per il rischio clinico

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Carenza di personale nella struttura sanitaria: quali conseguenze per pazienti, operatori e aziende?

La carenza di personale determina una serie di conseguenze negative per pazienti, professionisti e ospedali, vediamo quali

 

La gestione delle risorse umane costituisce uno dei più importanti strumenti di governo clinico e un fattore critico per la sicurezza delle cure. In questo settore la carenza di risorse può diventare un problema di grande rilevanza. I vincoli finanziari conseguenti alla crisi economica hanno portato molte strutture ad una riorganizzazione dei servizi che si è tradotta, nella maggioranza dei casi, in una riduzione del personale medico ed infermieristico.

In una situazione di carenza di personale aumenta il numero di attività alle quali i sanitari devono dedicarsi. Quando ciò avviene inevitabilmente diminuisce il tempo che possono dedicare ad ogni attività con tutto ciò che ne consegue in termini di rischi per la sicurezza. Vediamo di seguito quali sono le problematiche che insorgono, in caso di carenza di personale, per pazienti, operatori e strutture sanitarie. Continua a leggere Carenza di personale nella struttura sanitaria: quali conseguenze per pazienti, operatori e aziende?

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Un errore sanitario su due è causato da cattiva comunicazione: quali soluzioni?

La cattiva comunicazione è una delle cause principali di errori in sanità. Fino ad un errore sanitario su due potrebbe essere evitato con una buona comunicazione

 

Il linguaggio, si sa, si presta a fraintendimenti ed errori. Diceva Carmelo Bene: “Noi siamo nel linguaggio e il linguaggio crea dei guasti; anzi è fatto solo di buchi neri, di guasti”. La cattiva comunicazione ha un ruolo decisivo anche in sanità considerando che è una delle cause principali di errori e, di conseguenza, danni ai pazienti.[1] Continua a leggere Un errore sanitario su due è causato da cattiva comunicazione: quali soluzioni?

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Come avviene il monitoraggio degli errori ed eventi avversi in sanità

 

La conoscenza dei fattori che hanno contribuito all’accadimento di un evento avverso aiuta la struttura sanitaria o l’operatore a non ripetere lo stesso evento in futuro. A tal fine sono costituite speciali banche dati per la raccolta e il monitoraggio degli errori e degli eventi avversi in sanità

 

È ormai noto che gli eventi avversi sono legati a falle del sistema e per tale motivo vanno studiate le cause che li hanno determinati e i fattori che hanno contribuito al loro verificarsi. Attraverso il monitoraggio e lo studio di questi eventi si possono apportare dei correttivi per evitare in futuro il loro riaccadimento.

La normativa vigente in materia di rischio clinico prevede che le attività di monitoraggio degli errori ed eventi avversi in sanità debbano essere condotte secondo un criterio di controllo articolato su tre livelli: aziendale, regionale, nazionale.[1] Vediamoli di seguito brevemente.

Continua a leggere Come avviene il monitoraggio degli errori ed eventi avversi in sanità

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Come si analizzano gli eventi avversi in sanità?

L’analisi degli eventi avversi in sanità è finalizzata ad individuare e classificare i rischi sui quali occorre intervenire in modo prioritario al fine di prevenirne il riaccadimento futuro

 

Un evento avverso, secondo la definizione del Ministero della Salute, è un “Evento inatteso correlato al processo assistenziale e che comporta un danno al paziente, non intenzionale e indesiderabile..[1] Gli eventi avversi sono spesso il risultato di varie componenti: umane, tecnologiche, organizzative, procedurali e culturali. A causa di questa complessità, gli eventi avversi sono difficili da valutare e richiedono un attento studio, in modo da poter mettere in atto, quando prima, specifici interventi correttivi. Continua a leggere Come si analizzano gli eventi avversi in sanità?

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Perché è necessario legare la sicurezza delle cure alla valutazione dei manager delle ASL

 

E’ necessario che le attività volte alla prevenzione degli errori a alla sicurezza delle cure siano legate alla valutazione dei manager delle ASL. Vediamo perchè

 

La legge vigente[1] [2] stabilisce che all’atto della nomina dei manager delle ASL, le Regioni definiscano e assegnino a tali figure gli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi che dovranno raggiungere. La valutazione finale sul loro operato, al termine dell’incarico, sarà legata al raggiungimento di detti obiettivi. Tra gli obiettivi di salute designati e che hanno maggior peso ai fini della valutazione vi sono gli obiettivi relativi “alla sicurezza” (anche se non meglio specificati).[3] Continua a leggere Perché è necessario legare la sicurezza delle cure alla valutazione dei manager delle ASL