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Rischio sanitario e impreparazione dei dirigenti: quale rapporto?

La gestione del rischio sanitario consente di aumentare la sicurezza per pazienti e operatori. Ma qual’è la preparazione dei nostri dirigenti in merito?

 

Il rischio clinico è la possibilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie. In realtà sarebbe più corretto parlare di rischio sanitario in quanto i rischi riguardano tutta l’organizzazione, e non solo di rischio clinico, che riguarda i danni ai pazienti. L’implementazione di un sistema di gestione del rischio nelle strutture sanitarie ha come obiettivo quello di migliorare la qualità delle prestazioni e aumentare la sicurezza per pazienti e operatori (medici, infermieri, ecc.).[1] [2] 

È fondamentale che tutti i professionisti mirino a tale obiettivo, a partire dalla dirigenza, sia medica che infermieristica. Purtroppo spesso, ancora oggi, i vertici aziendali (Direttore Generale, Direttore Sanitario, Direttore Amministrativo), cosi come le altre figure coinvolte nella dirigenza (Direttori di U.O., Coordinatori infermieristici) possiedono scarse conoscenze in materia di rischio clinico, situazione che porta inevitabilmente a sottovalutare il fenomeno. Infatti la prevenzione del rischio si basa principalmente sulla conoscenza tra gli operatori degli elementi che lo costituiscono. La scarsa attenzione al tema del rischio sanitario si evince indirettamente guardando i dati riguardanti strutture sanitarie pubbliche e private: alto numero di eventi avversi prevenibili, scarsa formazione sul rischio clinico per il personale sanitario, mancata segnalazione degli eventi avversi da parte degli Operatori, aumento esponenziale delle richieste risarcimento danni per malpractice, scarsa sensibiità della dirigenza al tema del rischio sanitario, mancato rispetto delle normative in materia di sicurezza delle cure.

Sarebbe auspicabile per il futuro che la gestione del rischio sanitario sia incluso tra gli argomenti obbligatori dei programmi di formazione dei dirigenti delle ASL e Aziende Ospedaliere, in primis i dirigenti apicali. Ciò avrebbe l’effetto di rendere più sicuri i percorsi organizzativi, gestionali e di assistenza, migliorando la qualità dei servizi offerti al paziente e riducendo il rischio sanitario.

Un’ulteriore spinta all’implementazione di adeguati sistemi di gestione del rischio nelle strutture sanitarie verrebbe dal rendere il rischio sanitario un obiettivo obbligatorio per i Direttori Generali all’atto della nomina da parte delle Regioni, pena il mancato rinnovo dell’incarico. 

 

In un altro articolo abbiamo parlato dei costi economici degli errori sanitari (qui). 

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BIBLIOGRAFIA

[1] Reason J. Human error: models and management”. Bmj, 2000

[2] Legge 24/2017. “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Pubblicata su GU Serie Generale n.64 del 17-3-2017. Art. 1

 

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