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Lesioni a neonato: ostetrica colpevole se non segue le linee guida

Per la Cassazione ostetrica colpevole se omette di applicare durante il parto le manovre previste nelle linee guida, causando danni al nascituro

 

Il comportamento colposo che perlopiù si riscontra, in ambito sanitario, è quello legato ad imperizia. L’art. 6 della legge n. 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria (più nota come “legge Gelli”)[1] ha introdotto il rispetto delle linee guida o delle buone pratiche assistenziali come criterio di esclusione dalla responsabilità penale nei casi di imperizia per lesioni personali colpose e omicidio colposo. Continua a leggere Lesioni a neonato: ostetrica colpevole se non segue le linee guida

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E’ accertato: la carenza di personale infermieristico aumenta la mortalità

La riduzione del numero d’infermieri nelle corsie è costante. Ma a quali rischi vanno incontro i pazienti in caso di carenza di personale infermieristico? 

 

L’Ocse conferma che il numero d’infermieri in Italia è tra i più bassi d’Europa: ce ne sono 5,5 ogni 1.000 abitanti contro la media OCSE di 8,9.[1] In Italia vi sono la metà degli infermieri che in Francia. [2] 

La riduzione del numero d’infermieri ha implicazioni importanti per la qualità dell’assistenza e la sicurezza del paziente. Ma a quali rischi vanno incontro i pazienti in caso di carenza di personale infermieristico? Vediamo di seguito alcuni esempi. Continua a leggere E’ accertato: la carenza di personale infermieristico aumenta la mortalità

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Aggressioni ai sanitari in Pronto Soccorso: ecco perché il carcere non risolve il problema

(fotogramma tratto dal video pubblicato sul Corriere della Sera online)

Per contrastare il fenomeno delle aggressioni ai sanitari è in via di approvazione una legge che inasprisce le pene fino a 16 anni di carcere. Riteniamo che tale provvedimento sia poco utile, perchè non risolutivo del problema. Spieghiamo i motivi in questo articolo

 

Numerosi studi[1] certificano che le aggressioni ai sanitari sono in continuo aumento e di sempre maggior gravità. Tra questi, gli operatori di Pronto Soccorso (PS) risultano essere tra quelli più a rischio in virtù del tipo di attività svolta. Diciamo subito che tale fenomeno, anche se si manifesta nei PS, non dipende da problematiche dei PS, ma da cause più generali, che vediamo di seguito. Continua a leggere Aggressioni ai sanitari in Pronto Soccorso: ecco perché il carcere non risolve il problema

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Cassazione: infermiere responsabile se non si accorge dell’errore del medico

Per la Cassazione se il medico sbaglia è responsabile anche l’infermiere che non si accorge dell’errore. Vediamo perché in questo articolo

 

La figura infermieristica ha storicamente occupato un ruolo subordinato rispetto a quello del medico, dovendone seguire le direttive e ponendosi solo in funzione di esecutore. Negli ultimi decenni, con l’evoluzione della professione infermieristica e l’introduzione di nuove normative, le cose sono radicalmente cambiate. Come ha sancito la Cassazione oggi gli infermieri sono professionisti laureati (Dottori in Infermieristica), obbediscono ad obblighi giuridici autonomi rispetto a quelli del medico, e sono quindi pienamente responsabili delle proprie azioni, sia in ambito civile che penale.[1] [2] [3] Continua a leggere Cassazione: infermiere responsabile se non si accorge dell’errore del medico

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Colpa grave sanitaria: quali conseguenze per l’operatore?

Quali conseguenze comporta una condanna per colpa grave sanitaria dal punto di vista civile, penale e disciplinare?

 

Che cos’è la colpa?

Un evento si verifica per colpa e quindi si dice che è “colposo” in tutti i casi in cui il soggetto, pur potendo prevedere che la sua azione era tale da produrre conseguenze dannose o pericolose, ha agito con scarsa attenzione o con leggerezza, senza cioè adottare quelle precauzioni che avrebbero impedito il verificarsi dell’evento.

Continua a leggere Colpa grave sanitaria: quali conseguenze per l’operatore?

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Polizza tutela legale contro gli errori in corsia: ecco perché è indispensabile

L’assicurazione contro gli errori sanitari, resa obbligatoria dalla legge “Gelli”, non copre le spese legali, che possono essere anche ingenti. Ecco perché è necessario stipulare una apposita polizza per la tutela legale, che sollevi da tale rischio il medico o l’infermiere

 

L’evenienza per gli operatori sanitari di compiere un errore in corsia assume importanza non solo dal punto di vista etico ed umano, per i danni al paziente, ma anche per le conseguenze in termini di responsabilità civili e penali a cui possono andare incontro in caso di denuncia. Dal punto di vista penale gli operatori sanitari rispondono per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose mentre dal punto di vista civile per danno biologico e danno da morte. Ricordiamo che in sede penale il giudice si occupa di stabilire se un dato professionista ha commesso un reato mentre in sede civile si occupa di accertare e quantificare il danno ai fini del risarcimento al paziente. Continua a leggere Polizza tutela legale contro gli errori in corsia: ecco perché è indispensabile

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Sicurezza in sanità: l’importanza delle Raccomandazioni Ministeriali

Le Raccomandazioni ministeriali per la sicurezza sono volte a fornire agli operatori sanitari indicazioni per prevenire gli errori e gli eventi avversi

 

La legge n. 24/2017 (meglio nota come “legge Gelli”) sulla responsabilità professionale sanitaria ha rafforzato la necessità di fare riferimento a buone pratiche e linee guida nello svolgimento delle attività sanitarie per la prevenzione di errori ed eventi avversi.[1] Da questo punto di vista anche le Raccomandazioni ministeriali possono essere annoverate tra le “buone pratiche” previste dalla legge Gelli in quanto documenti finalizzati alla prevenzione degli errori e alla sicurezza sul lavoro. Per gli operatori sanitari la prevenzione di tali fenomeni assume importanza non solo dal punto di vista etico, per i danni al paziente, ma anche per le conseguenze in termini di responsabilità civili e penali a cui possono andare incontro in caso di denuncia da parte del paziente o i suoi familiari. Continua a leggere Sicurezza in sanità: l’importanza delle Raccomandazioni Ministeriali

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Rischi legati alla conduzione dei mezzi di soccorso 118

Sempre più numerosi sono gli incidenti stradali correlati alla conduzione di veicoli dedicati al soccorso 118

 

L’infortunio stradale è probabilmente il più grave dei problemi per la sicurezza e la salute dei lavoratori del soccorso 118. Come è emerso dalla presentazione dei risultati dell’analisi condotta dalI’INAIL, nel 2017 in Italia gli infortuni sul lavoro accertati “con mezzo di trasporto” sono stati circa 65mila, pari al 15% del totale. Concentrando l’attenzione sui casi mortali, però, la stessa percentuale sale al 57%. Gli infortuni con esito mortale con mezzo di trasporto, infatti, sono stati 373 su un totale di 660.[1] Questi dati danno la dimensione e la gravità del fenomeno rendendo gli operatori dell’emergenza la categoria con il più alto tasso di rischio rispetto alle altre categorie professionali. Continua a leggere Rischi legati alla conduzione dei mezzi di soccorso 118

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Assistenza territoriale socio-sanitaria: quale futuro?

L’invecchiamento progressivo della popolazione impone la necessità di adottare nuovi modelli di assistenza territoriale per l’assistenza alle persone fragili e affette da patologie a lungo termine

 

L’invecchiamento progressivo della popolazione italiana e il conseguente incremento delle patologie cronico degenerative costituiscono un problema da affrontare per il nostro sistema sanitario: secondo studi recenti in Italia, nei prossimi dieci anni, otto milioni di anziani avranno almeno una malattia cronica grave.[1] È necessario pertanto intervenire sulla prevenzione implementando dei sistemi di assistenza territoriale finalizzati alla presa in carico delle persone fragili e affette da patologie a lungo termine. Ciò anche al fine di ridurre i tassi di ricovero e le liste di attesa.[2] Continua a leggere Assistenza territoriale socio-sanitaria: quale futuro?

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Il sovraffollamento in Pronto Soccorso costituisce un pericolo per pazienti e operatori: le evidenze scientifiche

Tutte le strutture sanitarie, per garantire una buona assistenza, debbono operare secondo criteri di efficienza, qualità e sicurezza delle cure. Tali principi sono messi in discussione quando i pazienti sono costretti ad aspettare molte ore per ricevere assistenza come succede oggi nei nostri Pronto Soccorso

 

Negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento esponenziale degli accessi in Pronto Soccorso (PS), determinando così il fenomeno del sovraffollamento. Le cause dell’aumentato afflusso di pazienti sono molte. Tra i fattori in “ingresso” l’incidenza maggiore è da ascriversi al progressivo invecchiamento della popolazione e quindi al maggior numero di pazienti affetti da patologie croniche che si rivolge al sistema dell’emergenza. Tra i fattori di “permanenza” quello che incide maggiormente sul progressivo aumento dei tempi di stazionamento in PS è la necessità di attivare consulenze specialistiche ed accertamenti diagnostici strumentali, in particolare quelli di livello più avanzato (es. TAC). Tra i fattori in “uscita” il fattore che pesa maggiormente è la difficoltà a ricoverare tempestivamente i pazienti, per carenza di posti letto disponibili.

Il fenomeno del sovraffollamento in Pronto Soccorso (PS) si verifica tecnicamente quando il numero di pazienti in attesa di essere visitati, quelli in corso di valutazione o di trattamento e quelli in attesa di collocamento appropriato, eccede la disponibilità di letti e/o le capacità operative del personale in servizio, limitando seriamente la qualità delle cure erogate.[1]

Il sovraffollamento ha conseguenze negative non solo sui pazienti ma anche sugli operatori sanitari e, di riflesso, sul sistema di emergenza 118. Vediamo di seguito i vari ambiti, trattati singolarmente. Continua a leggere Il sovraffollamento in Pronto Soccorso costituisce un pericolo per pazienti e operatori: le evidenze scientifiche

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La valutazione tecnologica in sanità: l’Health Technology Assessment

L’innovazione tecnologica è essenziale in un sistema sanitario. Vediamo brevemente in cosa consiste il processo di valutazione delle nuove tecnologie in sanità (anche detto di Health Technology Assessment)

 

La legge 24/2017 (più nota come legge “Gelli”) prevede che “La sicurezza delle cure si realizza anche mediante l’insieme di tutte le attività finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all’erogazione di prestazioni sanitarie e l’utilizzo appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative“.[1] Da questo punto di vista, nel momento in cui una nuova tecnologia sanitaria diviene una pratica standard in un particolare settore, non adottarla potrebbe configurare un comportamento negligente da parte delle organizzazioni sanitarie. Continua a leggere La valutazione tecnologica in sanità: l’Health Technology Assessment

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Perchè l’aziendalizzazione in sanità è un rischio per pazienti e operatori

L’obiettivo della sanità pubblica non è creare profitto ma creare valore per tutta la società, attraverso la soddisfazione dei bisogni di salute dei cittadini-utenti

 

Hanno destato molto scalpore in questi giorni le parole del Papa contro l’aziendalizzazione della sanità. La sanità, ha affermato il Papa, “ha posto in primo piano le esigenze di riduzione dei costi e razionalizzazione dei servizi” ponendo “in secondo piano l’attenzione alla persona”.[1] Continua a leggere Perchè l’aziendalizzazione in sanità è un rischio per pazienti e operatori

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Come funziona il sistema sanitario statunitense, dopo la riforma Obama?

Il sistema sanitario statunitense offre cure gratuite solo ai più poveri e gli anziani, il resto è affidato alle assicurazioni private

 

Negli Usa non esiste un sistema sanitario nazionale come in Italia che garantisce cure mediche universali e viene finanziato attraverso la fiscalità generale, cioè con le tasse e con i ticket pagati dai cittadini. Il sistema sanitario statunitense è basato sulle polizze assicurative private. Qualora non si possedesse una copertura assicurativa o questa non fosse abbastanza completa, il paziente dovrà far fronte a tutte le spese con i propri mezzi (ad esempio, per un’appendicectomia, si arriva a pagare 30.000 dollari).  Continua a leggere Come funziona il sistema sanitario statunitense, dopo la riforma Obama?

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Infezioni correlate all’assistenza: quali responsabilità in caso di danno al paziente?

Ha fatto molto scalpore il recente rapporto “OsservaSalute” secondo il quale i morti per infezione in Italia sono raddoppiati negli ultimi anni. Vediamo quali sono le misure da adottare per la prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza e le responsabilità in caso di danno al paziente

 

Cosa sono le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA)?

Sotto il termine di Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) rientra qualsiasi tipo di infezione che può occorrere durante il ricovero o dopo le dimissioni di un paziente, della quale non c’era né manifestazione clinica né incubazione precedente all’ingresso in ospedale. Le ICA rappresentano, anche nei paesi sviluppati, la principale causa di morte e di aumento della morbosità per i pazienti ospedalizzati. Le ICA si possono veri care in tutti gli ambiti assistenziali: ospedali, pronto soccorso, day-hospital/day-surgery, lungodegenze, ambulatori, assistenza domiciliare e strutture residenziali territoriali. Continua a leggere Infezioni correlate all’assistenza: quali responsabilità in caso di danno al paziente?

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Telemedicina: rischi e vantaggi delle nuove tecnologie in sanità

La telemedicina ha molti vantaggi e può migliorare la nostra vita. Ma può presentare anche dei rischi. Vediamo quali sono in quest’articolo

 

La telemedicina è l’insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza. Gli studi hanno dimostrato che la telemedicina favorisce la continuità delle cure e ne riduce il costo, migliora l’autogestione del paziente e gli esiti clinici nel loro insieme. L’Italia ne ha riconosciuto da subito i vantaggi tanto che è il secondo Paese in Europa per utilizzo della telemedicina, alle spalle della Germania.[1] La telemedicina è impiegata con successo in molti campi, vediamone di seguito due esempi pratici, insieme ad una breve analisi dei vantaggi e dei rischi di questa nuova tecnologia. Continua a leggere Telemedicina: rischi e vantaggi delle nuove tecnologie in sanità

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Segnalazioni obbligatorie per medici ed infermieri: tempistiche e sanzioni

Quali sono le segnalazioni obbligatorie che riguardano medici ed infermieri? Quali tempistiche? Quali sanzioni in caso di inadempienza? 

 

Il medico, come l’infermiere, deve ottemperare ad altre attività oltre quelle tipicamente assistenziali. Tali attività, che possiamo definire di tipo medico-legale (denunce/comunicazioni/segnalazioni), sono obbligatorie per legge, e quindi è opportuno conoscerle per non andare incontro ad eventuali sanzioni. Vediamole di seguito. Continua a leggere Segnalazioni obbligatorie per medici ed infermieri: tempistiche e sanzioni

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Emergenza 118: un’insufficiente dotazione di personale costituisce un pericolo per la sicurezza

Quali rischi presenta il trasporto del paziente in emergenza 118 con un numero insufficiente di operatori? Cosa prevede la normativa da questo punto di vista? Vediamolo in questo articolo

 

Nell’ambito della bozza di riforma del sistema di emergenza 118 della Regione Toscana una delle proposte ha riguardato la riduzione del numero dei componenti degli equipaggi delle ambulanze che dovrebbero passare dalle attuali tre unità a due (oltre la componente sanitaria, medico o infermiere). Sulla questione sono intervenuti 300 tra medici e infermieri del servizio di emergenza 118 che hanno evidenziato, in una lettera aperta,[1] come tale modifica possa costituire un pericolo per lo svolgimento del soccorso in condizioni di sicurezza (puoi leggere il testo integrale della lettera al seguente link). Continua a leggere Emergenza 118: un’insufficiente dotazione di personale costituisce un pericolo per la sicurezza

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“Droni defibrillatore” per combattere l’arresto cardiaco: ma quali rischi?

I “droni defibrillatore” consentirebbero di risparmiare tempo prezioso in caso di arresto cardiaco. Numerose sono però le questioni di carattere legale e di sicurezza relative all’utilizzo di questi apparecchi. Vediamo quali sono in questo articolo 

 

(Ultimo aggiornamento 03-08-2019)

Pazienti cardiopatici, ma non solo, possono andare incontro ad aritmie cardiache incompatibili con la vita come la tachicardia ventricolare senza polso e la fibrillazione ventricolare. Queste aritmie sono letali perché determinano l’incapacità del cuore di contrarsi e pompare il sangue come dovrebbe. Il defibrillatore semiautomatico (Dae) è un apparecchio capace di riconoscere queste aritmie erogando, in caso di necessità, uno shock elettrico in grado di ripristinare il normale ritmo cardiaco. L’uso del defibrillatore è importante per prevenire non solo i decessi ma anche per ridurre i rischi dei danni cerebrali irreversibili che possono manifestarsi dopo appena 5-6 minuti dopo l’arresto cardiaco. I “droni defibrillatore”, da questo punto di vista, consentirebbero di risparmiare tempo prezioso.  Continua a leggere “Droni defibrillatore” per combattere l’arresto cardiaco: ma quali rischi?

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Sistema di emergenza intraospedaliera: ridurre mortalità e danni ai pazienti è possibile

Mentre il sistema di emergenza 118 garantisce il soccorso in ambiente extraospedaliero in pochi minuti, lo stesso non può dirsi qualora accada un’emergenza intraospedaliera, dove i tempi possono risultare pericolosamente più lunghi

 

I pazienti ricoverati, specie se critici, possono andare incontro a complicanze o aggravamento delle condizioni durante il ricovero, non solo nei reparti intensivi ma anche nei reparti di degenza (il 30% degli arresti cardiaci avviene nelle aree ospedaliere non intensive). In tali casi è necessario agire immediatamente per ripristinare (o salvaguardare) le funzioni vitali (coscienza, respiro, circolo). Per rispondere a questa esigenza numerose linee guida nazionali e internazionali consigliano l’adozione di un sistema di emergenza intraospedaliera, che intervenga con prontezza per la risoluzione del caso. Continua a leggere Sistema di emergenza intraospedaliera: ridurre mortalità e danni ai pazienti è possibile

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Effetti del sovraffollamento sul mancato trattamento del dolore in Pronto Soccorso

 

Numerosi studi certificano che in caso di sovraffollamento in Pronto Soccorso i pazienti non ricevono un adeguato trattamento del dolore. Vediamo in questo articolo quali conseguenze può comportare per pazienti ed operatori

 

Negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento esponenziale degli accessi in Pronto Soccorso (PS), determinando così il fenomeno del sovraffollamento.[1] Numerosi studi certificano che in caso di sovraffollamento in Pronto Soccorso i pazienti non ricevono un adeguato trattamento del dolore mentre questo dovrebbe costituire una priorità per gli operatori sanitari considerando che il dolore rappresenta uno dei sintomi principali lamentati da chi accede in PS. Continua a leggere Effetti del sovraffollamento sul mancato trattamento del dolore in Pronto Soccorso