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Infezioni Correlate all’Assistenza: quali responsabilità in caso di danno al paziente?

Ha fatto molto scalpore il recente rapporto “OsservaSalute” secondo il quale i morti per infezione in Italia sono raddoppiati negli ultimi anni. Vediamo quali sono le misure da adottare per la prevenzione delle Infezioni Correlate all’Assistenza e le responsabilità in caso di danno al paziente

 

Cosa sono le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA)?

Sotto il termine di Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA) rientra qualsiasi tipo di infezione che può occorrere durante il ricovero o dopo le dimissioni di un paziente, della quale non c’era né manifestazione clinica né incubazione precedente all’ingresso in ospedale. Le ICA rappresentano, anche nei paesi sviluppati, la principale causa di morte e di aumento della morbosità per i pazienti ospedalizzati. Secondo il recente “Rapporto OsservaSalute 2018” in Italia si è passati in pochi anni dai 18.668 morti del 2003 ai 49.301 del 2016, più del doppio.[1] Secondo l’autorevole European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) in Europa ogni anno circa 4,1 milioni di pazienti contraggono un’infezione correlata all’assistenza, cioè circa il 7% dei ricoveri ospedalieri.[2] Il problema ha ormai assunto dimensioni tali da non poter essere più ignorato o sottovalutato. Anche se non tutte le ICA sono prevenibili, si stima che una quota superiore al 50% sia evitabile con una corretta adesione alle linee guida di prevenzione.[3] Continua a leggere Infezioni Correlate all’Assistenza: quali responsabilità in caso di danno al paziente?

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Telemedicina: rischi e vantaggi delle nuove tecnologie in sanità

La telemedicina ha molti vantaggi e può migliorare la nostra vita. Ma può presentare anche dei rischi. Vediamo quali sono in quest’articolo

 

La telemedicina è l’insieme di tecniche mediche ed informatiche che permettono la cura di un paziente a distanza. Gli studi hanno dimostrato che la telemedicina favorisce la continuità delle cure e ne riduce il costo, migliora l’autogestione del paziente e gli esiti clinici nel loro insieme. L’Italia ne ha riconosciuto da subito i vantaggi tanto che è il secondo Paese in Europa per utilizzo della telemedicina, alle spalle della Germania.[1] La telemedicina è impiegata con successo in molti campi, vediamone di seguito alcuni esempi pratici, insieme ad una breve analisi dei vantaggi e dei rischi di questa nuova tecnologia. Continua a leggere Telemedicina: rischi e vantaggi delle nuove tecnologie in sanità

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Segnalazioni obbligatorie per medici ed infermieri: tempistiche e sanzioni

Quali sono le segnalazioni obbligatorie che riguardano medici ed infermieri? Quali tempistiche? Quali sanzioni in caso di inadempienza? 

 

Il medico, come l’infermiere, deve ottemperare ad altre attività oltre quelle tipicamente assistenziali. Tali attività, che possiamo definire di tipo medico-legale (denunce/comunicazioni/segnalazioni), sono obbligatorie per legge, e quindi è opportuno conoscerle per non andare incontro ad eventuali sanzioni. Vediamole di seguito. Continua a leggere Segnalazioni obbligatorie per medici ed infermieri: tempistiche e sanzioni

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Emergenza 118: un’insufficiente dotazione organica costituisce un pericolo per la sicurezza

Quali rischi presenta il trasporto del paziente in emergenza 118 con un numero insufficiente di operatori? Cosa prevede la normativa da questo punto di vista? Vediamolo in questo articolo

 

Nell’ambito della bozza di riforma del sistema di emergenza 118 della Regione Toscana è stata proposta la riduzione del numero dei componenti degli equipaggi delle ambulanze che dovrebbero passare dalle attuali tre unità a due (oltre la componente sanitaria, medico o infermiere). Sulla questione sono intervenuti 300 tra medici e infermieri del servizio di emergenza 118 che hanno evidenziato, in una lettera aperta,[1] come tale modifica possa costituire un pericolo per lo svolgimento del soccorso in condizioni di sicurezza. Continua a leggere Emergenza 118: un’insufficiente dotazione organica costituisce un pericolo per la sicurezza

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“Droni defibrillatore” per combattere l’arresto cardiaco: ma quali rischi?

I “droni defibrillatore” consentirebbero di risparmiare tempo prezioso in caso di arresto cardiaco. Numerose sono però le questioni di carattere legale e di sicurezza relative all’utilizzo di questi apparecchi. Vediamo quali sono in questo articolo 

 

Pazienti cardiopatici, ma non solo, possono andare incontro ad aritmie cardiache incompatibili con la vita come la tachicardia ventricolare senza polso e la fibrillazione ventricolare. Queste aritmie sono letali perché determinano l’incapacità del cuore di contrarsi e pompare il sangue come dovrebbe. Il defibrillatore semiautomatico (Dae) è un apparecchio capace di riconoscere queste aritmie erogando, in caso di necessità, uno shock elettrico in grado di ripristinare il normale ritmo cardiaco. L’uso del defibrillatore è importante per prevenire non solo i decessi ma anche per ridurre i rischi dei danni cerebrali irreversibili che possono manifestarsi dopo appena 5-6 minuti dopo l’arresto cardiaco. I “droni defibrillatore”, da questo punto di vista, consentirebbero di risparmiare tempo prezioso.  Continua a leggere “Droni defibrillatore” per combattere l’arresto cardiaco: ma quali rischi?

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Sistema di emergenza intraospedaliera: ridurre mortalità e danni ai pazienti è possibile

L’assenza di un sistema di emergenza intraospedaliera per la risposta alle emergenze in reparto può arrecare gravi al paziente fino al decesso

 

I pazienti ricoverati, specie se critici, possono andare incontro a complicanze o aggravamento delle condizioni durante il ricovero, non solo nei reparti intensivi ma anche nei reparti di degenza. È un dato ormai universalmente riconosciuto che il 30% degli arresti cardiaci avviene nelle aree ospedaliere non intensive. In tali casi è necessario agire immediatamente per ripristinare (o salvaguardare) le funzioni vitali (coscienza, respiro, circolo). Continua a leggere Sistema di emergenza intraospedaliera: ridurre mortalità e danni ai pazienti è possibile

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Effetti del sovraffollamento sul mancato trattamento del dolore in Pronto Soccorso

 

Numerosi studi certificano che in caso di sovraffollamento in Pronto Soccorso i pazienti non ricevono un adeguato trattamento del dolore. Vediamo in questo articolo quali conseguenze può comportare per pazienti ed operatori

 

Negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento esponenziale degli accessi in Pronto Soccorso (PS), determinando così il fenomeno del sovraffollamento. Le cause dell’aumentato afflusso di pazienti sono molte. Tra i fattori in “ingresso” l’incidenza maggiore è da ascriversi al progressivo invecchiamento della popolazione e quindi al maggior numero di pazienti affetti da patologie croniche che si rivolge al sistema dell’emergenza. Tra i fattori di “permanenza” quello che incide maggiormente sul progressivo aumento dei tempi di stazionamento in PS è la necessità di attivare consulenze specialistiche ed accertamenti diagnostici strumentali, in particolare quelli di livello più avanzato (es. TAC). Tra i fattori in “uscita” il fattore che pesa maggiormente è la difficoltà a ricoverare tempestivamente i pazienti, per carenza di posti letto disponibili. Continua a leggere Effetti del sovraffollamento sul mancato trattamento del dolore in Pronto Soccorso

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Non segnalare incidenti connessi all’uso dei dispositivi medici è sanzionabile penalmente: ecco come segnalare

La normativa sancisce l’obbligo per tutti gli operatori sanitari pubblici e privati di segnalare al Ministero della Salute eventuali incidenti connessi all’uso di dispositivi medici

 

Alcune volte gli eventi avversi sono da porre in correlazione al cattivo funzionamento di dispositivi necessari a prestare le cure al paziente. Cosa fare in caso si osservi un incidente durante l’uso di dispositivi medici? La normativa stabilisce che tutti gli operatori sanitari pubblici o privati che nell’esercizio della loro attività rilevino un incidente (o mancato incidente) che ha visto l’uso di un dispositivo medico sono tenuti a darne immediata comunicazione al Ministero della Salute.[1] [2] Il rischio associato può essere distinto in due categorie: rischio diretto, di tipo infortunistico, agente indifferentemente su pazienti ed operatori sanitari e rischio indiretto conseguente alla non corretta funzionalità dei dispositivi medici e sostanzialmente riferito alle ripercussioni dannose nei processi di diagnosi, assistenza e cura rivolti al malato (si pensi, per esempio, alla mancata erogazione della scarica da parte di un defibrillatore).[3] Continua a leggere Non segnalare incidenti connessi all’uso dei dispositivi medici è sanzionabile penalmente: ecco come segnalare

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La prevenzione del rischio clinico nel codice deontologico dei medici e degli infermieri

L’erogazione di cure sicure che non causino danni al cittadino, in accordo con quanto stabilisce il codice deontologico del medico e dell’infermiere, rappresenta un principio fondamentale del diritto alla salute

 

La sicurezza del paziente è, per il medico e l’infermiere, un valore ed un impegno operativo da perseguire in ogni ambito del proprio agire. Un notevole contributo alla sicurezza delle cure è stato dato dai rispettivi codici deontologici che hanno introdotto tra i doveri dei professionisti sanitari la partecipazione ai programmi aziendali di gestione del rischio e la segnalazione degli errori al fine di analizzarli in un’ottica preventiva. Vediamo di seguito cosa prevedono i rispettivi codici dal punto di vista della prevenzione del rischio clinico e la sicurezza delle cure (si ricorda che il codice deontologico, sia medico che infermieristico, hanno natura di norma giuridica vincolante per la professione). Continua a leggere La prevenzione del rischio clinico nel codice deontologico dei medici e degli infermieri

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Linee guida: prove scientifiche o interessi commerciali?

L’interesse primario delle società medico-scientifiche deve essere la tutela della salute pubblica, conseguito attraverso attività di ricerca, pubblicazioni su riviste scientifiche e stesura di linee-guida. Gli interessi commerciali possono però comprometterne l’indipendenza e, di conseguenza, influire sulla qualità generale delle cure e dell’assistenza ai pazienti

 

Le linee guida consistono in raccomandazioni di comportamento clinico, redatte sulla base di  aggiornati processi di rielaborazione della migliore letteratura scientifica, rivolte ai  sanitari, allo scopo di suggerire loro le modalità di intervento più appropriate in specifiche circostanze cliniche.[1] 

In materia di linee guida la legge n. 24/2017 (più nota come “legge Gelli”) sulla responsabilità professionale sanitaria[2] ha introdotto due importanti elementi di novità. In primo luogo la legge consente la pubblicazione delle linee guida alle società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in un apposito elenco istituito dal Ministro della Salute.[3] In secondo luogo rende il rispetto delle linee guida di fatto obbligatorio per gli esercenti la professione sanitaria in quanto prevede l’esclusione della responsabilità penale nei casi di imperizia qualora siano state rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida.[4] 

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Contenzione fisica: quali responsabilità per medici ed infermieri dopo la sentenza n. 50497/2018?

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione commettono il reato di “Sequestro di persona” i medici e gli infermieri che applicano o mantengono la contenzione fisica al paziente senza giustificato motivo. Vediamo le ragioni della sentenza in quest’articolo

 

La contenzione fisica è una pratica utilizzata soprattutto in ambito psichiatrico e geriatrico per evitare le cadute dal letto o atti di auto/eterolesionismo in pazienti con alterazione dello stato di coscienza e/o alterazioni della funzione motoria. La contenzione fisica avviene bloccando o inibendo il movimento con apposite tecniche di immobilizzazione e applicando al corpo della persona, o nello spazio circostante, dei dispositivi fisici e meccanici quali corpetti con bretelle e cinture, bracciali o fettucce per polsi e caviglie, cinture di sicurezza o spondine per il letto.[1] Continua a leggere Contenzione fisica: quali responsabilità per medici ed infermieri dopo la sentenza n. 50497/2018?

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Informare i pazienti di un errore previene il rischio di denunce

Al contrario di quello che si potrebbe pensare informare i pazienti di un errore sanitario previene il rischio di un’azione legale nei nostri confronti. Vediamo perchè

 

Gli errori nelle cure mediche sono purtroppo comuni ed hanno importanti conseguenze per i pazienti ma anche per gli operatori sanitari. Ma si devono rivelare ai pazienti gli errori commessi nelle cure? La risposta è affermativa. Continua a leggere Informare i pazienti di un errore previene il rischio di denunce

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Cadute dei pazienti in ospedale: si possono prevenire?

Le cadute dei pazienti rientrano tra gli eventi avversi più frequenti nelle strutture sanitarie. Vediamo brevemente quali interventi è possibile attuare ai fini della prevenzione di tale fenomeno

 

Premessa

Le cadute dei pazienti in ospedale non sono da sottovalutare considerando che possono causare traumi anche gravi al paziente fino al decesso, per esempio in caso di trauma cranico. La maggior parte delle cadute si verificano nei pazienti anziani, in particolare quelli sottoposti a terapia con farmaci psicoattivi come le benzodiazepine o che hanno deficit in termini di forza, mobilità o equilibrio. Anche i pazienti non anziani che sono gravemente malati sono a rischio di cadute.  Continua a leggere Cadute dei pazienti in ospedale: si possono prevenire?

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Errore sanitario: come ottenere il risarcimento dei danni?

Nell’eventualità di un errore sanitario, cosa è necessario fare per ottenere il risarcimento dei danni?  Ecco una breve guida

 

Dal punto di vista della responsabilità civile, nell’eventualità di un errore che causi un danno al paziente, l’azienda sanitaria è tenuta a garantire il diritto dei pazienti danneggiati e dei loro familiari ad un equo risarcimento del danno. In tali casi l’ospedale risponde non solo dell’operato dei propri dipendenti,[1] ma anche del proprio operato qualora i danni al paziente siano dipesi dall’inadeguatezza della struttura.[2] Continua a leggere Errore sanitario: come ottenere il risarcimento dei danni?

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La simulazione come strumento di prevenzione degli errori sanitari

La formazione basata sulla simulazione consente di ridurre i rischi di errori sanitari e aumentare la sicurezza per il paziente

 

Si calcola che siano un milione e duecentomila, ogni anno, nel mondo, i decessi legati al rischio clinico cioè alla possibilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie. Tali perdite potrebbero essere scongiurate attraverso interventi di adeguata prevenzione. La formazione continua assume, da questo punto di vista, particolare rilevanza considerando che la prevenzione del rischio si basa principalmente sulla conoscenza tra gli operatori degli elementi che lo costituiscono. Continua a leggere La simulazione come strumento di prevenzione degli errori sanitari

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Scrivere male è pericoloso per il paziente: nuove regole per prevenire gli errori in terapia

L’uso di abbreviazioni, acronimi, sigle e simboli, può determinare errori in terapia e quindi danni ai pazienti. Ecco come fare per non sbagliarsi

 

Quasi la metà degli errori in sanità potrebbero essere evitati migliorando la comunicazione, non solo quella verbale, ma anche scritta.[1] La cattiva o incerta grafia è stata individuata infatti, sia dalla letteratura scientifica[2] che dalla casistica giurisprudenziale,[3] come possibile causa di errore.

Continua a leggere Scrivere male è pericoloso per il paziente: nuove regole per prevenire gli errori in terapia

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Il sistema di emergenza urgenza in Italia

Vediamo come è strutturato, nei suoi tratti principali, il sistema di emergenza urgenza attualmente operante nel nostro paese

 

Il sistema di emergenza urgenza attualmente operante nel nostro paese si articola in una fase di allarme e risposta territoriale e da una fase di risposta ospedaliera che coinvolge le strutture ospedaliere dell’emergenza (DEA/PS). La risposta territoriale all’emergenza viene garantita dalle Centrali Operative 118, dove si riceve e si processa la richiesta telefonica di soccorso, e le postazioni territoriali dove stazionano i mezzi di soccorso in attesa di essere attivati per l’intervento (ambulanze, auto mediche ed eliambulanze). La risposta ospedaliera viene garantita dalla rete dei presidi ospedalieri (PS, DEA I e DEA II). Vediamo di seguito i due ambiti, quello dell’emergenza ospedaliera e extraospedaliera. Continua a leggere Il sistema di emergenza urgenza in Italia

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Guida semplice alla legge Gelli sulla responsabilità professionale sanitaria

La legge Gelli affronta importanti temi quali la sicurezza delle cure, la responsabilità civile e penale dell’esercente la professione sanitaria e della struttura sanitaria. Vediamo insieme i punti salienti della legge, articolo per articolo

 

La legge n. 24/2017 (più nota come legge Gelli)[1] sulla responsabilità professionale sanitaria, entrata in vigore il 01 aprile 2017, nata con l’obiettivo di combattere l’aumento indiscriminato del contenzioso medico-legale (i risarcimenti danno al paziente) e il fenomeno della “medicina difensiva” (ovvero l’esecuzione di prestazioni cliniche da parte dei medici al solo scopo di tutelarsi dal rischio di azioni legali), ha introdotto importanti novità in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli operatori sanitari.

Vediamo di seguito quali sono, articolo per articolo, i punti salienti della legge accompagnati da un breve commento esplicativo. Continua a leggere Guida semplice alla legge Gelli sulla responsabilità professionale sanitaria

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Il Consenso informato in emergenza urgenza 118

Con questo articolo poniamo l’attenzione sul problema del Consenso informato in emergenza urgenza 118

 

Il 31 gennaio 2018 è entrata in vigore la legge 219/2017 contenente “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento[1] che ha disciplinato le modalità di espressione e di revoca del consenso informato del paziente ai trattamenti sanitari e agli accertamenti diagnostici. Continua a leggere Il Consenso informato in emergenza urgenza 118

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Che cos’è il rischio clinico e perchè riguarda tutti, pazienti, operatori e aziende sanitarie

Perché si verificano gli errori sanitari? E quali conseguenze hanno per pazienti, operatori e aziende sanitarie? Vediamolo in quest’articolo

 

Premessa

Il rischio clinico è la possibilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie. Purtroppo i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari, ancora oggi, non possiedono nessuna base di partenza sul rischio clinico dai propri studi universitari. Ciò assume particolare rilevanza considerando che la prevenzione del rischio si basa principalmente sulla conoscenza tra gli operatori degli elementi che lo costituiscono. Soprattutto a seguito dell’entrata in vigore della nuova legge 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria (più conosciuta come “legge Gelli”)[1] è necessario che le università, ma anche le aziende, si adeguino fornendo una maggiore formazione in questo campo. Continua a leggere Che cos’è il rischio clinico e perchè riguarda tutti, pazienti, operatori e aziende sanitarie