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E’ accertato: la carenza di personale infermieristico aumenta la mortalità

La riduzione del numero d’infermieri nelle corsie è costante. Ma a quali rischi vanno incontro i pazienti in caso di carenza di personale infermieristico? 

 

L’Ocse conferma che il numero d’infermieri in Italia è tra i più bassi d’Europa: ce ne sono 5,5 ogni 1.000 abitanti contro la media OCSE di 8,9.[1] In Italia vi sono la metà degli infermieri che in Francia. [2] 

La riduzione del numero d’infermieri ha implicazioni importanti per la qualità dell’assistenza e la sicurezza del paziente. Ma a quali rischi vanno incontro i pazienti in caso di carenza di personale infermieristico? Vediamo di seguito alcuni esempi. Continua a leggere E’ accertato: la carenza di personale infermieristico aumenta la mortalità

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Cassazione: infermiere responsabile se non si accorge dell’errore del medico

Per la Cassazione se il medico sbaglia è responsabile anche l’infermiere che non si accorge dell’errore. Vediamo perché in questo articolo

 

La figura infermieristica ha storicamente occupato un ruolo subordinato rispetto a quello del medico, dovendone seguire le direttive e ponendosi solo in funzione di esecutore. Negli ultimi decenni, con l’evoluzione della professione infermieristica e l’introduzione di nuove normative, le cose sono radicalmente cambiate. Come ha sancito la Cassazione oggi gli infermieri sono professionisti laureati (Dottori in Infermieristica), obbediscono ad obblighi giuridici autonomi rispetto a quelli del medico, e sono quindi pienamente responsabili delle proprie azioni, sia in ambito civile che penale.[1] [2] [3] Continua a leggere Cassazione: infermiere responsabile se non si accorge dell’errore del medico

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Colpa grave sanitaria: quali conseguenze per l’operatore?

Quali conseguenze comporta una condanna per colpa grave sanitaria dal punto di vista civile, penale e disciplinare?

 

Che cos’è la colpa?

Un evento si verifica per colpa e quindi si dice che è “colposo” in tutti i casi in cui il soggetto, pur potendo prevedere che la sua azione era tale da produrre conseguenze dannose o pericolose, ha agito con scarsa attenzione o con leggerezza, senza cioè adottare quelle precauzioni che avrebbero impedito il verificarsi dell’evento.

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Polizza tutela legale contro gli errori in corsia: ecco perché è indispensabile

L’assicurazione contro gli errori sanitari, resa obbligatoria dalla legge “Gelli”, non copre le spese legali, che possono essere anche ingenti. Ecco perché è necessario stipulare una apposita polizza per la tutela legale, che sollevi da tale rischio il medico o l’infermiere

 

L’evenienza per gli operatori sanitari di compiere un errore in corsia assume importanza non solo dal punto di vista etico ed umano, per i danni al paziente, ma anche per le conseguenze in termini di responsabilità civili e penali a cui possono andare incontro in caso di denuncia. Dal punto di vista penale gli operatori sanitari rispondono per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose mentre dal punto di vista civile per danno biologico e danno da morte. Ricordiamo che in sede penale il giudice si occupa di stabilire se un dato professionista ha commesso un reato mentre in sede civile si occupa di accertare e quantificare il danno ai fini del risarcimento al paziente. Continua a leggere Polizza tutela legale contro gli errori in corsia: ecco perché è indispensabile

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Guida semplice alla legge Gelli sulla responsabilità professionale sanitaria

La legge Gelli affronta importanti temi quali la sicurezza delle cure, la responsabilità civile e penale dell’esercente la professione sanitaria e della struttura sanitaria. Vediamo insieme i punti salienti della legge, articolo per articolo

 

La legge n. 24/2017 (più nota come legge Gelli)[1] sulla responsabilità professionale sanitaria, entrata in vigore il 01 aprile 2017, nata con l’obiettivo di combattere l’aumento indiscriminato del contenzioso medico-legale (i risarcimenti danno al paziente) e il fenomeno della “medicina difensiva” (ovvero l’esecuzione di prestazioni cliniche da parte dei medici al solo scopo di tutelarsi dal rischio di azioni legali), ha introdotto importanti novità in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità professionale degli operatori sanitari.

Vediamo di seguito quali sono, articolo per articolo, i punti salienti della legge accompagnati da un breve commento esplicativo. Continua a leggere Guida semplice alla legge Gelli sulla responsabilità professionale sanitaria

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Responsabilità professionale: in mancanza di linee guida accreditate valgono solo le buone pratiche

Una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che in mancanza di linee guida accreditate secondo i criteri della legge Gelli sono di riferimento le buone pratiche clinico-assistenziali

 

La legge n. 24/2017 (meglio nota come “legge Gelli”) sulla responsabilità professionale sanitaria[1] ha introdotto l’adesione alle linee guida come fattore esimente da responsabilità per gli operatori sanitari per i casi imperizia. La stessa legge prevede che in mancanza di linee guida l’operatore sanitario dovrà attenersi alle “buone pratiche clinico-assistenziali”.

La legge Gelli stabilisce che le linee guida potranno essere elaborate da enti e istituzioni pubblici e privati, società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in un apposito elenco istituito dal Ministro della Salute. Le linee guida, previa verifica della sussistenza di tutti i requisiti di legge, entreranno a far parte del Sistema nazionale per le linee guida (SNLG), organismo gestito dall’Istituto Superiore di Sanità. Continua a leggere Responsabilità professionale: in mancanza di linee guida accreditate valgono solo le buone pratiche

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Anche gli infermieri possono redigere perizie e consulenze nei giudizi per malpractice sanitaria

L’infermiere può affiancare il Giudice nel ruolo di Consulente Tecnico d’Ufficio o di Perito nell’ambito dei procedimenti aventi ad oggetto casi di malpractice sanitaria

 

Sia nell’ambito del processo civile che di quello penale, il magistrato può avvalersi dell’ausilio di un esperto, qualora la decisione di una causa richieda il possesso di particolari conoscenze tecnico-scientifiche in una determinata materia. Tale figura prende il nome di Perito in sede penale e di Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) in sede civile. Le due controparti chiamate in causa nel procedimento possono anch’esse avvalersi di un loro consulente che prende il nome di Consulente Tecnico di Parte (CTP). Ricordiamo che in sede penale il giudice si occupa di stabilire se un dato professionista ha commesso un reato mentre in sede civile si occupa di accertare un danno ai fini del risarcimento. Gli operatori sanitari, in caso di danno involontario al paziente, rispondono in sede penale per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose mentre in sede civile per danno biologico e danno da morte. Vediamo dunque brevemente chi sono e cosa fanno il Perito, il CTU e il CTP e infine in che modo queste figure si raccordano con la professione infermieristica. Continua a leggere Anche gli infermieri possono redigere perizie e consulenze nei giudizi per malpractice sanitaria

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Due miti da sfatare sulla legge “Gelli” (responsabilità professionale sanitaria)

 

Alcune false credenze sulla legge “Gelli”, la legge sulla responsabilità professionale sanitaria, rischiano di essere molto pericolose

 

Primo mito da sfatare: “Non c’è obbligo di assicurazione per gli operatori sanitari

Una sentenza[1] di questi giorni ha lasciato intendere che, nell’attesa della pubblicazione dei decreti attuativi previsti all’articolo 10 della legge n. 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria (c.d. legge “Gelli”),[2] non sia ancora obbligatorio assicurarsi contro eventuali richieste risarcimento danni da parte del paziente (i decreti attuativi stabiliranno i requisiti minimi che i nuovi contratti assicurativi dovranno avere). Continua a leggere Due miti da sfatare sulla legge “Gelli” (responsabilità professionale sanitaria)

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L’operatore sanitario non è responsabile del danno al paziente in caso di cattiva organizzazione della struttura

La giurisprudenza afferma che se l’ospedale è carente per strutture e organizzazione il sanitario non risponde per l’evento avverso: vediamo perchè 

 

Come dimostrato dalla letteratura internazionale, le cause degli errori e degli avvenimenti avversi in sanità sono spesso da ricercarsi nell’intera organizzazione del lavoro, che crea le condizioni favorevoli al verificarsi dell’errore, e non solo nel comportamento del singolo.[1] Ciò coinvolge anche il tema della responsabilità professionale perché, come è emerso da numerose sentenze di condanna per malpractice medico-sanitaria, se l’ospedale è carente per struttura e organizzazione il sanitario non risponde di eventuali eventi di danno al paziente. Continua a leggere L’operatore sanitario non è responsabile del danno al paziente in caso di cattiva organizzazione della struttura

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Omicidio colposo e responsabilità sanitaria: le sentenze degli ultimi anni

Presentiamo in questo articolo alcune sentenze emesse negli ultimi anni dalla Cassazione penale per il reato di omicidio colposo per responsabilità sanitaria

 

In caso di morte del paziente, laddove di evidenzino delle responsabilità, gli operatori sanitari rispondono in sede penale per il reato di omicidio colposo. Nel reato di omicidio colposo, come in tutti i reati colposi, il soggetto autore del reato non vuole intenzionalmente commettere il reato ma l’evento si verifica ugualmente a causa di negligenza, imperizia, imprudenza, oppure per inosservanza di leggi, ordini, regolamenti e discipline.[1] Continua a leggere Omicidio colposo e responsabilità sanitaria: le sentenze degli ultimi anni

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Quali elementi concorrono a provare la responsabilità penale dell’operatore sanitario?

Vediamo in questo articolo quali sono gli elementi necessari al Giudice per provare la responsabilità penale dell’operatore sanitario (medico, infermiere, ecc.)

 

L’art. 27 della Costituzione afferma che la responsabilità penale è personale. Significa che ognuno risponde penalmente dei propri comportamenti e non del fatto di altri. Lo stesso articolo afferma che l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva che interviene dopo essere stati condannati in 1° grado, in Appello e poi in Cassazione.
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Novità per la legge “Gelli” in ambito penale: il sanitario risponde per imperizia anche se sbaglia a scegliere le linee-guida o ad attuarle

La recente pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione chiarisce definitivamente l’interpretazione normativa del nuovo articolo 590 –sexies cod. pen. introdotto dall’art. 6 della legge 24/2017 (legge “Gelli”)

 

A seguito della pubblicazione della legge 24/2017 ( meglio nota come “legge Gelli”) [1] sulla responsabilità professionale sanitaria le Sezioni Unite penali della Cassazione hanno ritenuto recentemente di dover intervenire per fornire una sorta di “interpretazione autentica” della nuova normativa. Questa si è resa necessaria alla luce di dubbi interpretativi su quale fosse, in tema di responsabilità colposa dell’esercente la professione sanitaria per morte o lesioni personali, l’ambito di esclusione della punibilità previsto dall’art. 590-sexies cod. pen. introdotto dall’art. 6 della legge. Continua a leggere Novità per la legge “Gelli” in ambito penale: il sanitario risponde per imperizia anche se sbaglia a scegliere le linee-guida o ad attuarle

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E’ obbligatorio assicurarsi per responsabilità professionale sanitaria?

Negli ultimi anni i casi di denunce per responsabilità professionale sanitaria sono aumentati. Per contrastare il fenomeno la legge “Gelli” richiede di stipulare un’adeguata polizza assicurativa. Ma è già obbligatorio assicurarsi? 

 

(Ultimo aggiornamento il 03/08/2019)

Premessa

Il primo aprile 2017 è entrata in vigore la Legge n. 24/2017 denominata “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale sanitaria“, anche nota come legge “Gelli” (1). La Legge ha apportato notevoli modifiche alla responsabilità professionale sanitaria. Una delle più importati è l’obbligo per tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private di assicurarsi per responsabilità civile contro terzi anche per danni causati dal proprio personale.  Continua a leggere E’ obbligatorio assicurarsi per responsabilità professionale sanitaria?

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Inadeguata compilazione della documentazione sanitaria: quali conseguenze alla luce della normativa sulla responsabilità professionale?

Il professionista sanitario deve essere a conoscenza dei pericoli che può comportare una inadeguata compilazione della documentazione sanitaria anche alla luce delle gravi sanzioni che sono previste in caso di inadempienza

 

È fondamentale, in un‘ottica preventiva, che i professionisti siano consapevoli dell’importanza della corretta compilazione della documentazione sanitaria e dei pericoli che può comportare una inadeguata compilazione. Continua a leggere Inadeguata compilazione della documentazione sanitaria: quali conseguenze alla luce della normativa sulla responsabilità professionale?

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Mancato rispetto delle linee guida da parte dell’operatore sanitario: quali conseguenze alla luce della nuova legge 24/2017 (legge “Gelli)?

Il mancato rispetto delle linee guida può avere importanti conseguenze per il personale sanitario

 

Le responsabilità civile e penale degli operatori sanitari sono notevoli: rispondono in sede civile dei danni cagionati al paziente ed in sede penale per le condotte previste dall’ordinamento giuridico come reati. L’espressione “responsabilità professionale” indica l’eventualità che il professionista sia chiamato a rispondere ad una qualche autorità giudicante di una condotta riprovevole. La recente Legge n. 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria ha segnato una sostanziale rivoluzione in materia di responsabilità civile e penale degli operatori sanitari. In questo articolo analizzeremo la legge dal punto di vista penale, con particolare riferimento alle conseguenze del mancato rispetto delle linee guida. Continua a leggere Mancato rispetto delle linee guida da parte dell’operatore sanitario: quali conseguenze alla luce della nuova legge 24/2017 (legge “Gelli)?

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La responsabilità amministrativa dell’operatore sanitario con particolare riferimento all’azione di Rivalsa

 

Vediamo in cosa consiste la cosiddetta “rivalsa” cioè l’azione di recupero che viene posta in essere dall’azienda nei confronti dell’operatore sanitario per l’importo eventualmente versato al paziente o ai suoi familiari a seguito di un errore sanitario 

 

La responsabilità amministrativa: profili generali

In via generale la responsabilità è l’onere che incombe ad un soggetto di rispondere del proprio operato. La responsabilità amministrativa si configura a seguito di un danno alla pubblica amministrazione per opera di un suo dipendente. Tale danno, cosi come nella responsabilità civile, comporta un risarcimento.  Continua a leggere La responsabilità amministrativa dell’operatore sanitario con particolare riferimento all’azione di Rivalsa

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Mancata adozione delle procedure operative nella Centrale Operativa 118: quali conseguenze per il Responsabile del servizio?

La mancata adozione delle procedure può esporre il personale della Centrale Operativa 118 a responsabilità rilevanti

 

Le responsabilità civile e penale degli operatori dell’emergenza sanitaria extra-ospedaliera sono notevoli, con ripercussioni rilevanti da un punto di vista giuridico. In base al DPR 27 marzo 1992 art. 4, la responsabilità delle centrali operative compete ad un medico per la parte medico organizzativa, mentre la responsabilità operativa ad un infermiere (ancorché addestrato) che agisce nell’ambito di protocolli decisi dal medico responsabile della centrale operativa. La decisione finale sul tipo di intervento spetta all’infermiere dopo aver consultato il medico, con le relative conseguenze in termini di responsabilità professionale, in caso di errore.

Spesso il processo decisionale si realizza con un limite temporale ridotto che costringe a prendere decisioni in tempi brevi. Uno strumento di tutela da tali rischi è rappresentato dalla predisposizione di documenti elaborati attraverso criteri di medicina dell’evidenza come le procedure o i protocolli. Ciò si è dimostrato efficace nel prevenire errori causati da carenze di conoscenza, da incertezze nella attribuzione di responsabilità e da difetti di comunicazione. Al contrario l’assenza di procedure specifiche può confondere gli operatori ed indurli a fraintendimenti ed errori. Continua a leggere Mancata adozione delle procedure operative nella Centrale Operativa 118: quali conseguenze per il Responsabile del servizio?

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Responsabilità professionale sanitaria: principali modifiche apportate dalla Legge 24/2017 (legge “Gelli)

La recente Legge n. 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria ha segnato una sostanziale rivoluzione in materia di responsabilità civile e penale degli operatori sanitari

 

L’espressione “ responsabilità professionale ” indica l’eventualità che il professionista sia chiamato a rispondere ad una qualche autorità giudicante di una condotta riprovevole. Le responsabilità civile e penale degli operatori sanitari sono notevoli: rispondono in sede civile dei danni cagionati al paziente ed in sede penale per le condotte previste dall’ordinamento giuridico come reati.

Continua a leggere Responsabilità professionale sanitaria: principali modifiche apportate dalla Legge 24/2017 (legge “Gelli)