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Perchè osservare le linee guida tutela gli operatori sanitari

Con la legge Gelli la violazione delle linee guida acquisisce rilevanza penale. E’ opportuno pertanto rispettarle per non incorrere in problematiche di questa natura 

 

Le linee guida rappresentano una vera e propria “guida” per i professionisti sanitari per orientare le scelte di cura e le modalità di assistenza, in modo che siano quelle più appropriate e sicure, nelle diverse situazioni cliniche che si trovano ad affrontare.

È bene sapere che con la legge Gelli la violazione delle linee guida acquisisce rilevanza penale. La legge Gelli sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale ha introdotto l’adesione alle linee guida come fattore esimente da responsabilità per gli operatori sanitari per i casi di imperizia, decretando di fatto l’obbligatorietà per gli esercenti le professioni sanitarie di attenersi alle buone pratiche clinico-assistenziali e alle raccomandazioni indicate dalle linee guida.[1] [2] Questo significa in pratica che i medici, gli infermieri e gli altri operatori sanitari non saranno più perseguibili penalmente se il loro comportamento sarà stato conforme alle linee guida o, in loro mancanza, alle buone pratiche clinico-assistenziali (in pratica, le evidenze scientifiche).[3]

Nel portale del nuovo Sistema Nazionale Linee Guida (link) dell’Istituto Superiore di Sanità sono pubblicate le linee guida validate cui debbono fare riferimento gli operatori sanitari nell’ambito delle loro attività.[4] [5]

Le procedure/protocolli aziendali, che rappresentano la declinazione a livello locale delle linee guida, dovranno pertanto essere rispondenti a quanto previsto nelle linee guida ed essere periodicamente aggiornate. Infatti, in un ipotetico procedimento penale, sia il consulente del Giudice che il consulente del paziente danneggiato avranno cura di verificare soprattutto l’eventuale mancato rispetto delle linee guida da parte dell’operatore sanitario. Ciò assume particolare importanza considerando che in uno studio[6] gli autori, dopo aver revisionato 6712 cartelle cliniche per valutare se le cure somministrate ai pazienti erano basate su linee guida oppure no, hanno concluso che solo il 54% dei pazienti aveva ricevuto assistenza basata sulle linee guida. 

Sulla base di tali considerazioni tutti i professionisti della salute sono tenuti, anche a propria tutela oltre che del paziente, a fare riferimento alle linee guida nell’ambito della propria attività, per non incorrere in problematiche di natura legale.

 

 

In un altro articolo abbiamo parlato delle linee guida dal punto di vista degli adempimenti della struttura sanitaria (qui). 

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BIBLIOGRAFIA

[1] Legge n. 24/2017. “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Art. 6, comma 1

[2] Corte di Cassazione penale, sentenza n. 28314/2020

[3] Benci L., Bernardi A., Fiore A., et al. “Sicurezza delle cure e responsabilità sanitaria” (Commentario alla legge 24/2017). Edizioni Quotidiano Sanità. Roma 2017, pagg. 72-79

[4] Legge n. 24/2017. “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Art. 5, comma 3

[5] Decreto del Ministero della Salute 27 febbraio 2018 “Istituzione del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG)

[6] McGlynn E., Asch S., Adams J. et al. “The Quality of Health Care Delivered to Adults in the United States“. N Engl J Med 2003; 348:2635-2645

 

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