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Nuove linee guida in telemedicina e aspetti medico legali

La pandemia da Covid-19 ha reso indispensabile ripensare l’organizzazione del servizio sanitario, in particolare a livello territoriale. A tal fine sono state approvate le linee guida sulla telemedicina, vediamo quali sono le novità dal punto di vista della responsabilità professionale degli operatori sanitari (medici, infermieri, ecc.) 

 

Nell’ottica di limitare il contagio, nella prima fase di gestione dell’emergenza sanitaria, sono state sospese le visite specialistiche, di controllo, gli interventi di elezione; questa riduzione delle attività ordinarie ha comportato una diminuzione dell’assistenza rivolta alle persone con patologie croniche o malattie oncologiche, aumentandone la condizione di fragilità.

Questa situazione di indubbia criticità rende necessario un rinnovamento organizzativo e culturale teso a garantire contemporaneamente la massima continuità assistenziale sul territorio, con il minimo rischio di diffusione del virus ad utenti, operatori e familiari.

A tal fine sono da poco state approvate le linee guida sulla telemedicina del Ministero della salute che sono così entrate a far parte, ufficialmente, del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).[1] Vediamo quali sono le novità.

 

Questi i nuovi servizi

La telemedicina rappresenta un approccio innovativo alla pratica sanitaria consentendo l’erogazione di servizi a distanza attraverso l’uso di dispositivi digitali, internet, software e reti di telecomunicazione.

Attraverso la telemedicina è possibile garantire la fruizione di servizi sanitari senza che il paziente o l’assistito debba recarsi presso le strutture sanitarie, rendendo accessibili le cure attraverso uno scambio sicuro di dati, immagini, documenti e videochiamate, tra i professionisti sanitari e i pazienti, garantendo in alcune situazioni clinico-assistenziali lo svolgimento delle prestazioni professionali equivalenti alle visite in presenza.

I vantaggi della telemedicina sono noti già da tempo: riduzione del tasso di ospedalizzazione dei malati cronici, riduzione delle liste di attesa, riduzione delle visite ambulatoriali, riduzione degli accessi in Pronto Soccorso, riduzione dei ricoveri in case di cura e case di riposo degli anziani, riduzione della spesa sanitaria.

Con la telemedicina le informazioni sono accessibili al sanitario in ogni momento, evitando inutili perdite di tempo per reperire documenti o altri dati sanitari che riguardano il paziente (es. cartella clinica, referti medici, analisi di laboratorio, ecc.).

In particolare, i nuovi servizi di tipo ambulatoriale, che potranno avvenire a distanza tra medico e paziente oppure tra medici oppure tra medici e altri operatori sanitari, sono i seguenti:

Televisita: è un atto medico in cui il professionista interagisce a distanza con il paziente. Il collegamento avviene in tempo reale e consente di vedere il paziente e interagire con esso, eventualmente, qualora necessario, anche avvalendosi del supporto di un caregiver (es. parente o badante) o di un operatore sanitario presso l’abitazione del paziente. La televisita non potrà essere utilizzata per la prima visita, ma solo per le successive visite di controllo (es. follow up di patologia già nota, cambiamento della terapia in corso, verifica da parte del medico di un esame effettuato dal paziente, ecc.). 

Teleconsulto: è un atto medico in cui il professionista interagisce a distanza con uno o più medici per discutere, anche tramite una videochiamata, la situazione clinica di un paziente, basandosi primariamente sulla condivisione di tutti i dati clinici, i referti, le immagini, gli audio-video riguardanti il caso specifico. Quando il paziente è presente al teleconsulto, allora esso si svolge in tempo reale in maniera analoga alla televisita, assumendo i caratteri di una visita multispecialistica.

Teleconsulenza: è un‘attività sanitaria, non necessariamente medica ma comunque specifica delle professioni sanitarie, che si svolge a distanza ed è eseguita da due o più persone che hanno differenti responsabilità rispetto al caso specifico. Essa consiste nella richiesta di supporto durante lo svolgimento di attività sanitarie, a cui segue una videochiamata in cui il professionista sanitario interpellato fornisce all’altro, o agli altri, indicazioni per la presa di decisione e/o per la corretta esecuzione di azioni assistenziali rivolte al paziente.

Teleassistenza da parte di professioni sanitarie (infermiere/fisioterapista/logopedista/ecc.): è un atto professionale di pertinenza della relativa professione sanitaria e si basa sull’interazione a distanza tra il professionista e paziente/caregiver per mezzo di una videochiamata, alla quale si può all’occorrenza aggiungere la condivisione di dati, referti o immagini. Lo scopo della teleassistenza è quello di agevolare il corretto svolgimento di attività assistenziali, eseguibili prevalentemente a domicilio.

Telerefertazione: è una relazione rilasciata dal medico che ha sottoposto un paziente a un esame clinico o strumentale il cui contenuto è quelle tipico delle refertazioni eseguite in presenza e che viene scritta e trasmessa per mezzo di sistemi digitali e di telecomunicazione.

È escluso per il momento il telemonitoraggio (trasmissione continua di parametri vitali attraverso sensori posti sul paziente a domicilio) che sarà oggetto di successiva regolamentazione da parte del Ministero della salute.

Dal momento che non esistono ancora esperienze significative pregresse le linee guida sulla telemedicina sconsigliano, a titolo precauzionale, l‘erogazione di prestazioni di telemedicina nel caso di pazienti con patologie acute o riacutizzazioni di patologie croniche in atto oltre che nel caso di pazienti con patologie croniche e fragilità o con disabilità che rendano imprudente la permanenza a domicilio.

 

Aspetti medico-legali della telemedicina

I requisiti che le strutture sanitarie sono chiamati a rispettare nell’erogazione dei servizi di telemedicina sono molto impegnativi e, ove non adeguatamente garantiti, possono dare adito a nuove e ulteriori forme di responsabilità sanitaria.[2]

Alle attività sanitarie in telemedicina si applicano tutte le norme legislative e deontologiche proprie delle professioni sanitarie, nonché i documenti d’indirizzo di bioetica. La normativa più recente sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale (cosiddetta legge “Gelli-Bianco”) ha previsto che la copertura assicurativa degli esercenti la professione sanitaria da parte della struttura di appartenenza operi anche durante le attività di telemedicina,[3] cosi come l’obbligo, per i sanitari stessi, di stipulare una adeguata polizza per colpa grave che li tuteli durante l’esecuzione di dette prestazioni.[4] 

Resta infine nella responsabilità del sanitario la valutazione, al termine di una prestazione erogata a distanza, sul grado di raggiungimento degli obiettivi che la prestazione stessa si prefiggeva e, ovvero in caso di insufficienza del risultato per qualunque motive (tecnico, legato alle condizioni riscontrate del paziente o altro) l’obbligo della riprogrammazione della prestazione in presenza.

Ai fini della gestione del rischio clinico e della responsabilità sanitaria, il corretto atteggiamento professionale consiste nelle scegliere le soluzioni operative che, dal punto di vista medico-assistenziale, offrano le migliori garanzie di proporzionalità, appropriatezza, efficacia e sicurezza e nel rispetto dei diritti della persona.

Nel momento in cui la telemedicina diviene una pratica standard in un particolare settore, non usarla potrebbe configurare un comportamento legalmente perseguibile. Un comportamento negligente potrebbe ravvisarsi, per esempio, nel caso in cui si ometta di eseguire un tracciato elettrocardiografico, refertabile telematicamente, a un individuo la cui condizione patologica ne richiederebbe l’esecuzione (es. ambulanza 118 a domicilio).[5]

Dal punto di vista della responsabilità civile sappiamo che la struttura sanitaria risponde di eventuali danni causati per colpa dei professionisti nello svolgimento della propria attività.[6] Con la “legge Gelli-Bianco” qualora il paziente decida di rivalersi sulla struttura sanitaria spetterà all’azienda ospedaliera o alla Asl provare di non avere responsabilità per i danni subiti dal paziente. In questo caso sarà fondamentale per la struttura provare, attraverso idonea documentazione, anche video, la corretta esecuzione della prestazione. 

Si consideri che la registrazione delle immagini e l’immodificabilità delle stesse certificano la possibilità di garantire un’obiettiva ricostruzione dei fatti in caso di denuncia da parte del paziente. I professionisti sanitari nell’esecuzione delle prestazioni dovranno pertanto attenersi, al fine di non incorrere in eventuali problematiche di natura legale, al rispetto delle linee guida, cosi come richiesto dalla legge “Gelli-Bianco”.[7]

A fini preventivi gli enti erogatori delle prestazioni (ASL, Aziende ospedaliere, ecc.) dovranno prevedere la presenza di procedure di mitigazione dei rischi di eventuali eventi avversi oltre che l‘esplicitazione delle modalità di segnalazione di eventuali incidenti o mancati incidenti.

 

 

In un altro articolo abbiamo visto i campi di applicazione della blockchain in sanità (link).

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BIBLIOGRAFIA

[1] Ministero della salute. “Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni in telemedicina”. Dicembre 2020 (link)

[2] Zeppilli V. “Responsabilità medica: telemedicina nel SSN”. Articolo pubblicato online sul sito “StudioCataldi” il 04 gennaio 2021 (link)

[3] Legge 24/2017. “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Art. 7, comma 2

[4] Legge 24/2017. Art. 10

[5] Responsabilità professionale per condotta omissiva

[6] Legge 24/2017. Art. 7, comma 1

[7] Legge 24/2017. Art. 6

 

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