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Stanchezza degli operatori e rischio sanitario: quale rapporto?

L’eccessivo carico di lavoro produce accumulo di fatica e stress per gli operatori sanitari. Ma quali rischi comporta? E quali responsabilità?

 

Molti sono i fattori che impattano maggiormente, talvolta in modo molto grave, sulla sicurezza delle cure, non ultimo lo stato di salute fisica e mentale degli operatori. Da questo punto di vista un maggior carico di lavoro e gli orari prolungati e/o irregolari costituiscono un fattore di rischio ben documentato.[1]

La stanchezza del personale e la deprivazione del riposo e gli orari prolungati di lavoro possono non solo causare malcontento e stress ma anche un incremento degli eventi avversi e del rischio sanitario per i pazienti.[2] Il 41% dei medici in formazione negli Stati Uniti ha indicato la fatica conseguente al superlavoro come causa dei loro errori più gravi (il 31% di questi errori ha comportato il decesso del paziente).[3] Una recente indagine condotta su 3133 infermieri in Nuova Zelanda ha mostrato come il 30,8% degli errori nei 6 mesi precedenti erano correlati alla fatica associata ai turni eccessivi e al sonno perso.[4] Continua a leggere Stanchezza degli operatori e rischio sanitario: quale rapporto?

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L’importanza della comunicazione del rischio in sanità

Una comunicazione efficace dei rischi all’interno dell’organizzazione aiuta a prevenire gli eventi avversi. Vediamo perchè

 

L’incidente di Chernobyl, avvenuto nel 1986 in Unione sovietica, è stato l’incidente nucleare più grave capitato nella storia eppure i sovietici cercarono di nascondere l’accaduto in ogni modo fino a quando la nube radioattiva non si sparse sull’Europa. A questo punto, non potendo più negare, cercarono di sminuire l’accaduto e la sua gravità. In Italia, a Seveso, nel 1976 una nube altamente tossica si levò nell’aria a causa di un guasto in una fabbrica chimica. Anche in quella circostanza gli abitanti furono tenuti all’oscuro per oltre una settimana. Continua a leggere L’importanza della comunicazione del rischio in sanità

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Dove non potè la politica (purtroppo e per fortuna) potè il Coronavirus

Paradossalmente il Coronavirus ha spinto la sanità italiana a varare riforme attese da vent’anni

 

In un mondo in cui i cambiamenti avvengono molto velocemente è necessario aver la capacità di guardare oltre il presente e programmare politiche e interventi lungimiranti. La crisi drammatica determinata dal Coronavirus ha fatto emergere la mancanza di un disegno politico di lungo termine nei confronti della sanità pubblica italiana. La pandemia ha fatto emergere (purtroppo) con forza l’esigenza di rivedere il sistema sanitario, dimostratosi nell’occasione ordinariamente obsoleto, inadatto e insufficiente a fronteggiare eventuali minacce. Un esempio per tutti: mentre dal 2008 al 2018 in Francia la spesa sanitaria pubblica è aumentata del 26 percento, in Italia è aumentata solo del 5,33 percento.[1] Continua a leggere Dove non potè la politica (purtroppo e per fortuna) potè il Coronavirus

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Rischio sanitario e impreparazione dei dirigenti: quale rapporto?

La gestione del rischio sanitario consente di aumentare la sicurezza per pazienti e operatori. Ma qual’è la preparazione dei nostri dirigenti in merito?

 

Il rischio clinico è la possibilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie. In realtà sarebbe più corretto parlare di rischio sanitario in quanto i rischi riguardano tutta l’organizzazione, e non solo di rischio clinico, che riguarda i danni ai pazienti. L’implementazione di un sistema di gestione del rischio nelle strutture sanitarie ha come obiettivo quello di migliorare la qualità delle prestazioni e aumentare la sicurezza per pazienti e operatori (medici, infermieri, ecc.).[1] [2]  Continua a leggere Rischio sanitario e impreparazione dei dirigenti: quale rapporto?