Posted on

E’ accertato: la carenza di personale infermieristico aumenta la mortalità

La riduzione del numero d’infermieri nelle corsie è costante. Ma a quali rischi vanno incontro i pazienti in caso di carenza di personale infermieristico? 

 

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) conferma che il numero d’infermieri in Italia è tra i più bassi d’Europa: ce ne sono 5,5 ogni 1.000 abitanti contro la media OCSE di 8,9.[1] Solo per fare un esempio in Italia gli infermieri sono la metà che in Francia.[2] 

La riduzione del numero d’infermieri ha implicazioni importanti per la qualità dell’assistenza e la sicurezza del paziente. Ma a quali rischi vanno incontro i pazienti in caso di carenza di personale infermieristico? Vediamo di seguito alcuni esempi.

Uno studio, volto ad identificare gli ostacoli ad un’efficace gestione del dolore nei reparti di chirurgia, ha indicato come una delle principali barriere sia rappresentata dalla carenza di personale infermieristico.[3]

Un altro studio, finalizzato ad individuare le barriere all’attivazione del “Team di emergenza intraospedaliera” (è una squadra di pronto intervento attivata dagli infermieri in caso di emergenza in reparto), ha rilevato come tra queste vi sia un eccessivo carico di lavoro per il personale infermieristico.[4]

In Pronto Soccorso si è dimostrato che un eccessivo carico di lavoro per il personale sanitario, che deve occuparsi anche di 30-40-50 malati che stazionano nell’area di emergenza, comporta un aumento del rischio di errori sanitari.[5]

Analizzando retrospettivamente la mortalità dei pazienti in una terapia  intensiva, è stata dimostrata un’associazione significativa tra mortalità e carico di lavoro.[6]  

Secondo una ricerca italiana un terzo del tempo lavorativo degli infermieri è dedicato ad attività “non infermieristiche”. Questo aggrava ulteriormente la carenza di cure infermieristiche di cui i pazienti avrebbero bisogno.[7]

La carenza di personale infermieristico può causare difetti di vigilanza nei confronti dei pazienti con le conseguenze che ne derivano in termini di rischi e pericoli per la sicurezza. Pensiamo, ad esempio, al rischio di cadute, uno degli eventi avversi più frequenti negli ospedali,[8] [9] ma anche infezioni del tratto urinario, infezione del catetere centrale, errori di somministrazione del farmaco, ecc.[10] 

Molte sono le attività non svolte per mancanza di tempo dagli infermieri. Una di queste è il cambio della postura del paziente per la prevenzione delle lesioni da pressione (piaghe da decubito).[11] 

 

La carenza di infermieri aumenta la mortalità

Un recente studio,[12] condotto a livello europeo e mondiale, ha confermato che i tassi di mortalità subiscono incrementi notevoli in caso di carenza di personale infermieristico. Tale studio, denominato RN4CAST, ha fornito risultati sorprendenti: quando il rapporto tra infermieri e pazienti ricoverati è superiore a 1:6 aumenta la probabilità di morte del 7 per cento per ogni paziente in più che viene assistito. Oggi in Italia nelle regioni più virtuose il rapporto è di 1:8, ma nelle regioni in difficoltà si arriva anche a un infermiere ogni 18 assistiti.[13] Secondo la Federazione Italiana delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) se il rapporto infermieri pazienti scendesse al livello auspicato dallo studio RN4CAST sarebbero evitabili almeno 3.500 morti l’anno.[14] [15]

Il rischio riguarda anche i bambini. Negli ospedali pediatrici italiani ogni infermiere assiste in media 2,6 pazienti in più rispetto a quanto stabilito dagli standard internazionali, esponendo così i piccoli ricoverati ad un aumento del rischio di mortalità anche del 25-26% (link).

 

In un altro articolo abbiamo visto le responsabilità della struttura sanitaria per danni al paziente causati da insufficiente organizzazione (qui).

Siamo anche su Facebook (qui). Puoi condividere il presente articolo attraverso i pulsanti che trovi in basso.

 

BIBLIOGRAFIA

[1] OECD Health Statistics 2019 (link)

[2]  “Dati OCSE 2019/2. In Italia pochi infermieri mentre il rapporto medici/abitanti è ancora sopra la media. Sotto anche per i posti letto ospedalieri mentre la superiamo per numero di Rmn e Tac”. Articolo pubblicato sul portale di informazione sanitaria “QuotidianoSanità” in data 09-07-2019 e disponibile al seguente link  

[3] Schafheutle EI, Cantrill JA, Noyce PR (2001) “Why is pain management suboptimal on surgical wards?” Journal of Advanced Nursing. 33, 6, 728‑737

[4] M, Victor C, Oliver D. “Nurses’ role in detecting deterioration in ward patients: systematic literature review”. J Adv Nurs 2009; 65: 1992-2006

[5] Lovato E, Minniti D, Giacometti M, Barberis B, Pasqualucci A et al. “Il sovraffollamento nel dipartimento di emergenza: efficacia di una strategia multifattoriale isorisorse”. Evidence 2013

[6] Ministero della salute. “Risk management in sanità, il problema degli errori“. Allegato 5. Roma, marzo 2004

[7] Grosso S., Tonet S., Bernard I. et al. “Strategie per prevenire le attività ‘non infermieristiche’: risultati di uno studio descrittivo“. Rivista L’infermiere n. 1, 2019

[8] Ministero della Salute. “Monitoraggio degli eventi sentinella. 5° Rapporto (settembre 2005-dicembre 2012)”. Roma, 2015

[9] Marsh Risk Consulting. “Medmal Claims Italia”. Decima edizione, 2019

[10] Mauceri F., Mameli F. “Qualità dell’assistenza infermieristica in un reparto di medicina, carico di lavoro e rapporto infermieri/pazienti“. Rivista L’Infermiere n°3 / 2019, pag. 44

[11] Sasso L., Bagnasco A., Catania G. et al. “Il numero di pazienti assistiti da ogni infermiere, le cure mancate, la qualità dell’assistenza e la sicurezza dei pazienti. Alcuni dati italiani dello studio RN4CAST per una riflessione condivisa”. Rivista L’Infermiere n°3 / 2019

[12] Sasso L, Bagnasco AM, Zanini M, Catania G. “The general results of the RN4CAST survey in Italygeneral results of the RN4CAST survey in Italy”. Journal of Advanced Nursingnursing, 2017; 73.9:2028-2030.

[13]I contributi dei protagonisti raccolti da quotidianosanità.it durante la Maratona di ascolto per la definizione del nuovo Patto per la Salute 2019-2021”. Quotidianosanità Edizioni, Roma, luglio 2019. Pag. 57

[14] Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI). “Carenza infermieri: ne mancano oltre 50mila. Rischio servizi in calo e mortalità in aumento“. Articolo pubblicato sul sito della FNOPI il 06/09/2018

[15] Aiken L., Sloane D., Bruyneel L. et al. ”Nurse staffing and education and hospital mortality in nine European countries: a retrospective observational study“. The Lncet, volume 383, ISSUE 9931, P1824-1830, MAY 24, 2014

 

Creative Commons License