Pubblicato il

Errori sanitari: come affrontare un’eventuale denuncia penale?

Per fortuna la maggior parte delle cause contro i sanitari in ambito penale si risolve in un’assoluzione, è tuttavia necessario conoscere quali strumenti si hanno a disposizione per difendersi in caso si venga a conoscenza di un’eventuale denuncia penale posta in essere nei propri confronti

 

Quali sono le modalità con cui un sanitario viene a conoscenza di essere coinvolto in un procedimento penale?

Un sanitario viene notiziato dell’esistenza di un procedimento penale a proprio carico in due modi: o attraverso la notifica di elezione di domicilio in cui viene avvisato che può nominare un difensore di fiducia o un avvocato d’ufficio, o, più frequentemente, attraverso la notifica dell’avviso di garanzia.

Quest’ultimo caso è previsto nei casi in cui il pubblico ministero abbia deciso di svolgere un’attività di indagine per la quale è prevista necessariamente la presenza del difensore per esempio nell’ipotesi in cui venga disposta l’autopsia del paziente deceduto o si voglia effettuare un interrogatorio dell’indagato o ancora nel caso di perquisizioni o sequestri. In questo caso è opportuno per il sanitario rivolgersi immediatamente ad un legale che a sua volta si incaricherà di nominare un consulente tecnico, in genere un medico legale, il quale si avvarrà per la sua attività della collaborazione di un professionista esperto della materia oggetto del contendere (es. cardiologo, infermiere, ostetrica, ecc.). Al medico legale spetta il compito di determinare il nesso tra evento e malattia, fondamentale in tutti quei casi in cui è necessario pervenire a una attribuzione di responsabilità civile e penale e alla conseguente riparazione del danno.

Al termine delle indagini preliminari si aprono due scenari diversi per il sanitario indagato. Il pubblico ministero può, sulla base dei rapporti dei propri consulenti, chiedere l’archiviazione del caso qualora ritenga che non vi siano elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio, oppure al contrario, qualora ritenga che vi siano profili di reità a carico dell’indagato, chiedere la citazione in giudizio dello stesso e quindi dare avvio alla fase dibattimentale e quindi al processo vero e proprio.

Le prove che il sanitario imputato, insieme al suo difensore, può portare a sua difesa sono prove documentali (cartella clinica e tutta la documentazione sanitaria relativa alla gestione del caso clinico), prove dichiarative cioè testimoni che possano aiutare a ricostruire il fatto storico nella sua interezza (es. anestesista, ferrista, ecc.). La prova principe rimane comunque la prova scientifica cosi che vengono ad assumere importanza fondamentale il medico legale e il consulente sanitario, i quali, attraverso un’accurata e attenta disamina e valutazione dell’accaduto, comparando l’operato del sanitario alle evidenze scientifiche più recenti e accreditate, possono smentire eventuali accuse a carico del sanitario che si trovano a difendere e certificare la validità del suo operato.

 

Nel corso di un processo penale qual è il ruolo del paziente o dei familiari del paziente?

L’ordinamento consente in caso di lesioni, al paziente, o in caso di decesso del paziente ai familiari della vittima di costituirsi parte civile nel processo penale ovvero di partecipare al processo attraverso la nomina di un difensore per la presentazione di una richiesta risarcimento danni. A tal fine, analogamente a quanto previsto per l’imputato, anche il paziente può disporre di prove documentali, dichiarative e scientifiche.

 

Quali richieste può avanzare la parte civile?

La parte civile può avanzare una richiesta di risarcimento danni che può essere formulata in termini generici e in questo caso, in caso di condanna penale del sanitario al termine dei tre gradi di giudizio, viene riconosciuto un generico diritto della parte civile a ricevere un risarcimento del danno che sarà quantificato successivamente in sede civile, o può avanzare una richiesta di provvisionale cioè la richiesta di una parte del risarcimento che sarà immediatamente esecutiva e che potrà essere quantificata direttamente dal giudice penale e liquidata subito dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado.

 

Qual è il ruolo della struttura sanitaria e dell’assicurazione?

Si parla in questo caso dell’istituto del “responsabile civile” cioè colui che paga economicamente per il fatto commesso dall’imputato. Nel caso della responsabilità sanitaria qualora il sanitario commetta il fatto quale dipendente di una struttura pubblica e quindi di un ospedale o di una ASL, in questo caso il responsabile civile sarà la struttura o la ASL di cui il sanitario è dipendente. Qualora il sanitario invece abbia commesso il fatto in una casa di cura privata come libero professionista o nel suo studio privato il responsabile civile sarà la compagnia assicurativa con cui il sanitario avrà in precedenza stipulato la propria polizza professionale.

 

In caso di richiesta risarcitoria come e quando bisogna avvisare la propria compagnia assicurativa?

Il sanitario che venga a conoscenza di una richiesta risarcitoria deve avvisare per iscritto la propria compagnia assicurativa con raccomandata o posta elettronica certificata (PEC) entro 72 ore.

 

In caso di condanna al pagamento della provvisionale deve pagarla il sanitario o la struttura per il quale il professionista lavora?

Qualora la parte civile abbia citato regolarmente il responsabile civile quindi la struttura sanitaria di cui il medico risulta dipendente deve pagare detta provvisionale la struttura sanitaria. Bisogna però sapere che la struttura sanitaria potrà rivalersi sul professionista in caso di condanna per colpa grave o dolo. Diversamente, qualora la parte civile non abbia citato il responsabile civile la provvisionale dovrà essere pagata dal sanitario.

Il processo penale a carico del sanitario può concludersi in una condanna o in una sentenza di assoluzione. In quest’ultimo caso è importante che il sanitario conosca la formula assolutoria perchè nel caso sia assolto per insufficienza probatoria questo consentirà alla parte civile di iniziare un successivo giudizio davanti al giudice civile nel quale verrà nuovamente disposto l’accertamento dei fatti nei suoi confronti. In caso di sentenza di condanna (ipotesi più rara) il sanitario potrò vedersi condannato, oltre che ad una pena detentiva, anche al risarcimento del danno che, come abbiamo detto, potrà essere formulato sia in termini generici che di pagamento di una provvisionale.

Il rimedio, nell’ipotesi della sentenza di condanna, è l’impugnazione tempestiva della sentenza sia per quanto riguarda il profilo della responsabilità sia per quanto riguarda il profilo risarcitorio questo perchè il sanitario in secondo grado potrebbe essere assolto con la possibilità di richiedere indietro gli importi eventualmente pagati con la provvisionale.

 

In un altro articolo abbiamo parlato del Consulente Tecnico di Parte nei giudizi per responsabilità sanitaria (link).

Siamo anche su Facebook (qui). Puoi condividere il presente articolo attraverso i pulsanti che trovi in basso.

 

 

FONTE

Rodinò Toscano, G. Ciucci. “Questioni Pratiche in tema di Responsabilità Penale degli Operatori Sanitari”. Webinar Consulcesi & Partner, luglio 2021 (link)

 

Creative Commons License