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Arresto cardiaco, abolita la respirazione “bocca a bocca” in attesa del 118

Anche il semplice cittadino può intervenire in caso di arresto cardiaco. Le ultime evidenze facilitano ulteriormente tale intervento abolendo la cosiddetta respirazione “bocca a bocca”, in favore delle sole compressioni toraciche

 

È ancora nella nostra memoria l’episodio del calciatore danese Eriksen accasciatosi improvvisamente durante una recente partita degli europei di calcio. Tempestive manovre salvavita hanno permesso al calciatore, colpito da arresto cardiaco, di riprendere conoscenza e di essere oggi fuori pericolo. Tali manovre non sono appannaggio solo degli operatori sanitari ma possono essere messe in pratica da chiunque nell’attesa del mezzo di soccorso 118. Spesso uno dei limiti all’intervento è, per il comune cittadino, la paura, il non sapere cosa fare. È invece sufficiente chiamare il 118 e affidarsi alla voce degli operatori i quali forniranno le istruzioni necessarie sulle semplici manovre da compiere.

Nell’arresto cardiaco il cuore perde la sua funzione di “pompare” il sangue in circolo e quindi far giungere l’ossigeno ai vari distretti corporei, primo tra tutti il cervello che già dopo pochi minuti va in sofferenza, fino a subire, se non si interviene, danni irreversibili. Questo giustifica un intervento immediato da parte di chi si trova ad assistere ad un evento del genere dato che ogni minuto di ritardo riduce le possibilità di farcela.

Le ultime evidenze scientifiche suggeriscono che le sole compressioni toraciche sono sufficienti a sostenere le funzioni vitali, evitando l’insufflazione di aria nella bocca del paziente, la cosiddetta respirazione “bocca a bocca”. Infatti la compressione esercitata sul torace determina l’apertura e chiusura del torace e quindi l’entrata e uscita di aria dai polmoni, imitando gli atti respiratori, favorendo in tal modo l’ossigenazione del sangue. Ciò rappresenta un’importante novità in quanto spesso le persone presenti sul posto non intervenivano nel prestare soccorso frenati dal timore di dover compiere un gesto poco “attraente” come la respirazione bocca a bocca e non privo di rischi, soprattutto in tempo di pandemia. Naturalmente questo approccio riguarda il normale cittadino e non gli operatori sanitari (medici, infermieri, ecc.) che operano secondo altri schemi e procedure.

Una volta constatato che il soggetto non è cosciente e non respira, per attuare le compressioni toraciche basta posizionare le mani al centro dello torace, intrecciando le mani una sull’altra, con il palmo della mano sullo sterno, e comprimere ininterrottamente ad una profondità di 5 centimetri, continuando le compressioni fin quando il paziente non riprende a respirare o fin quando non giunge il mezzo di soccorso 118. Questo breve video mostra una persona che effettua le manovre sotto la guida telefonica del 118.

Benchè indispensabili è difficile che le sole compressioni facciano ripartire il cuore. Un’ulteriore operazione necessaria al ripristino della funzione cardiaca consiste nella defibrillazione, che anche il comune cittadino può eseguire senza difficoltà, guidato sempre telefonicamente dagli operatori del 118. Sono infatti disponibili e sempre più diffusi capillarmente sul territorio, un pò come gli estintori contro gli incendi, piccoli apparecchi di facile utilizzo chiamati DAE (iniziali per defibrillatore semiautomatico esterno) che hanno la capacità di far “ripartire” il cuore attraverso l’erogazione di una piccola scarica elettrica. Questo altro breve video mostra come si utilizza il DAE.

L’insieme combinato di compressioni e utilizzo del DAE può salvare la vita di migliaia di persone, come dimostrano gli studi scientifici più recenti.

 

 

In un altro articolo abbiamo parlato della nuova legge che consente a chiunque di poter utilizzare il defibrillatore (DAE) in attesa del 118 (link)

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RIFERIMENTI

Mario Balzanelli, Direttore Centrale Operativa 118 Taranto. Partecipazione a trasmissione Rai del 09-09-2021 “Elisir”

Disegno di legge n. 1441 “Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero” (link)

Olasveengen T.M., Semeraro F., Ristagno G. et al., “European Resuscitation Council Guidelines 2021: Basic Life Support, Resuscitation (2021)”. Versione originale tradotta con integrazioni a cura di Italian Resuscitation Council). Cap. 4 “Supporto vitale di base”, pagg. 12, 19 e 23 (link)

 

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