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Il sistema di emergenza urgenza in Italia

Vediamo come è strutturato, nei suoi tratti principali, il sistema di emergenza urgenza attualmente operante nel nostro paese, sia in ambito ospedaliero che extra-ospedaliero

 

Il sistema di emergenza urgenza attualmente operante nel nostro paese si articola in una fase di allarme e risposta territoriale e in una fase di risposta ospedaliera che coinvolge le strutture ospedaliere dell’emergenza (DEA/PS). La risposta territoriale all’emergenza viene garantita dalle Centrali Operative 118, dove si riceve e si processa la richiesta telefonica di soccorso, e le postazioni territoriali dove stazionano i mezzi di soccorso in attesa di essere attivati per l’intervento (ambulanze, auto mediche ed eliambulanze). La risposta ospedaliera viene garantita dalla rete dei presidi ospedalieri (PS, DEA I e DEA II). Vediamo di seguito i due ambiti, quello dell’emergenza ospedaliera e extraospedaliera.

EMERGENZA OSPEDALIERA

Il modello organizzativo adottato è quello di una rete di intervento territoriale imperniato sul Servizio di Emergenza del 118 cui si affianca una rete inter-ospedaliera coordinata, secondo il modello hub and spoke nel quale l’ospedale hub fa da centro di riferimento per gli spokes periferici con i quali resta strettamente interconnesso sulla base di protocolli diagnostico-terapeutici concordati (l’Hub è il DEA di II livello, gli Spoke sono i DEA di I livello edi Pronto Soccorso). Il modello di rete hub e spoke ha l’obiettivo di portare il paziente dal luogo dell’evento al centro più appropriato per livello di gravità e complessità clinica per consentire un rapido accesso alla terapia definitiva attraverso un percorso di continuità assistenziale tra il servizio di soccorso extraospedaliero e la rete di emergenza ospedaliera. Secondo questo modello quando un ospedale Spoke ha un paziente troppo complesso per le sue capacità lo deve trasferire obbligatoriamente all’ospedale Hub di riferimento. 

Tale rete si articola in:

Ospedale sede di Pronto Soccorso (spoke): è la struttura organizzativa ospedaliera deputata ad effettuare in emergenza-urgenza stabilizzazione clinica, procedure diagnostiche, trattamenti terapeutici, ricovero oppure trasferimento urgente al DEA di livello superiore di cura, in continuità di assistenza, secondo protocolli concordati per patologia.

Ospedale sede di D.E.A. di I Livello (spoke): la struttura ospedaliera sede di DEA di I livello esegue tutti gli interventi previsti per l’ospedale sede di Pronto Soccorso e svolge funzioni di accettazione in emergenza urgenza per patologie di maggiore complessità, di osservazione breve intensiva e di medicina di urgenza e, ove necessario, trasferisce in continuità di assistenza, al DEA di II Livello (hub), superiore per livello di cura.

Ospedale D.E.A. di II Livello (hub): la struttura ospedaliera sede di DEA di II livello esegue tutti gli interventi previsti nell’ospedale sede di DEA di I livello ed è sede di discipline di riferimento per le reti delle patologie complesse; effettua, oltre agli interventi previsti per il DEA di I livello, le funzioni di accettazione in emergenza- urgenza per il trattamento delle patologie acute ad elevata complessità, in particolare per quanto attiene alle alte specialità o alle specialità che fanno riferimento a centri regionali o sovra regionali (Centro ustioni, Centro trapianti, Unità spinali, Cardiochirurgia, Neurochirurgia).

 

EMERGENZA EXTRAOSPEDALIERA

Le Centrali Operative 118

Le Centrali Operative (C.O.) hanno il compito di organizzare e gestire, nell’ambito territoriale di riferimento, le attività di emergenza sanitaria, di garantire il coordinamento di tutti gli interventi dal momento in cui accade l’evento sino alla collocazione del paziente nella destinazione definitiva. La responsabilità della C.O. compete ad un medico per la parte medico organizzativa, mentre per la parte operativa ad infermieri che agiscono nell’ambito di protocolli decisi dal Responsabile del servizio. Il personale infermieristico della C.O. è composto da infermieri professionali con esperienza nell’area critica, o che abbiano seguito corsi di formazione nel settore dell’emergenza. L’attività della C.O. inizia nel momento della risposta alla chiamata (triage) e termina con l’attivazione del mezzo di soccorso più appropriato per il tipo di urgenza (dispatch). Nella maggior parte delle C.O. l’operatore che gestisce il triage telefonico gestisce anche l’attribuzione del codice-colore e contatta il mezzo più idoneo da inviare sull’evento. Con il supporto del medico di sala gli infermieri della C.O. danno istruzioni di comportamento al chiamante o alle persone a lui vicine nell’attesa dell’arrivo del mezzo di soccorso sul luogo dell’evento (istruzioni pre-arrivo). Alla centrale operativa 118 sono assegnate, altresì, le funzioni di coordinamento sanitario in occasione di maxi-emergenza.

Le postazioni e i mezzi di soccorso

Le postazioni territoriali, che ospitano i mezzi e gli equipaggi di soccorso, sono distribuite in modo da fornire il miglior standard di risposta professionale possibile al cittadino-utente in evidente/potenziale pericolo di vita, in conformità agli standards operativi temporali di intervento previsti dalla Legge. Tali postazioni hanno sedi fisiche determinate dalla programmazione regionale o locale sulla base di criteri strategici. L’ubicazione viene determinata in funzione della densità abitativa, della rete stradale e della rete ospedaliera. Pertanto l’ubicazione delle postazioni resta vincolato al rispetto della tempistica di arrivo dei mezzi di soccorso, ovvero 8 minuti nelle aree urbane e 20 minuti nelle aree extraurbane. Il personale che opera sui mezzi di soccorso è rappresentato da Medici, Infermieri, Autisti/barellieri tutti, ai vari livelli, formati ed addestrati all’emergenza sanitaria. L’equipaggio del mezzo di soccorso (medicalizzato, infermieristico, infermieristico con rendez-vous con mezzo medicalizzato, eliambulanza) identifica la patologia riscontrata (es. politrauma, sindrome coronarica acuta, crisi asmatica), esegue la valutazione/rivalutazione sanitaria sulla base di protocolli operativi e procedure istruite ad hoc, definisce la priorità dell’intervento, attribuisce il codice colore rispetto al livello di criticità rilevato (codice di triage). Con l’esito della missione (es. trasporto in Pronto Soccorso, trattamento sul posto senza trasporto) termina l’intervento di soccorso.  

Numero Unico di Emergenza (NUE) 112

E’ in via di implementazione su tutto il territorio nazionale il numero unico di emergenza 112 (attualmente presente solo in alcune Regioni). L’istituzione definitiva del numero unico di soccorso, come richiesto dalle normative europee, consentirà di razionalizzare il coordinamento dei soccorsi territoriali e la loro interfaccia con il Pronto Soccorso ospedaliero, con un atteso e significativo incremento dell’efficienza e una contestuale riduzione delle criticità.  

 

 

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BIBLIOGRAFIA

  • DPR 27 marzo 1992.  “Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza“. Gazzetta Ufficiale 31 marzo 1992, n. 76.
  • Atto d’intesa tra Stato e Regioni di approvazione delle linee guida sul sistema di emergenza sanitaria in applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992 pubblicato su Gazzetta Ufficiale N. 114 Serie Generale del 17 maggio 1996
  • Decreto Ministeriale n.  70/2015 “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”. Punto 9
  • Dpcm 12 gennaio 2017. “Defi nizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502”. GU n.65 del 18­3­2017 ­ Suppl. Ordinario n. 15. Art. 7 (Emergenza sanitaria territoriale)
  • Ministero della Salute. Morte o grave danno conseguente a una non corretta attribuzione del codice triage nella Centrale Operativa 118 e/o all’interno del Pronto Soccorso. Raccomandazione n. 15, 2010
  • Tartaglia R., Vannucci A. “Prevenire gli eventi avversi nella pratica clinica”. Ed. Springer Italia, 2013, pag. 104

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