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Applicazione del sondino naso-gastrico: tecnica ed esecuzione

Vediamo in questo articolo che cos’è il sondino naso-gastrico e come si applica

 

L’introduzione del sondino naso-gastrico è una delle procedure più comuni in terapia intensiva, pronto soccorso e reparti ospedalieri. Con questa procedura il medico o l’infermiere inseriscono un sottile tubo di plastica attraverso la narice, lungo l’esofago fino ad arrivare nello stomaco (foto sotto).

 

Il sondino naso-gastrico può essere utilizzato nella nutrizione enterale, nella decompressione gastrica (per risolvere un’eventuale ostruzione intestinale), nel lavaggio dello stomaco da sostanze tossiche pericolose (lavanda gastrica) o per somministrare farmaci. Nella chirurgia addominale l’uso di routine del sondino naso gastrico non è più sostenuto da evidenze e dovrebbe essere abbandonato in favore di un uso più “al bisogno” in presenza di sintomi gastrici.

In genere è utilizzato un sondino nasogastrico a lume singolo, del diametro di circa di 6-7 millimetri, noto come sondino di Levin (foto sotto).

I sondini nasogastrici sono controindicati in presenza di gravi traumi facciali o di sospetta frattura della base cranica per il rischio di errato posizionamento. In questo caso il sondino può essere inserito dal cavo orale.(1) 

 

Procedura e tecnica

La posizione più comoda per il paziente è quella semiseduta. E’ errore frequente quello di non  misurare la lunghezza del sondino prima di introdurlo. Per stabilire la lunghezza del sondino si misura la distanza che intercorre tra la punta del naso e il lobo dell’orecchio e da qui all’ombelico (foto sotto). Una volta individuata la porzione di sondino che deve essere introdotta, è bene contrassegnare la lunghezza con un pennarello in modo da sapere quando saremo arrivati nello stomaco.

Il sondino naso-gastrico si inserisce dal naso, con l’aiuto di un gel lubrificante ad effetto analgesico per intorpidire l’area (es. Luan). Se il paziente è collaborante, dopo aver introdotto la parte iniziale nel naso, chiedere quando ne sente la presenza nella gola, a questo punto far tenere un pò d’acqua in bocca da deglutire al momento opportuno per agevolare il passaggio in esofago, anche dopo il passaggio dovrà continuare a deglutire per facilitare l’inserimento.

Una volta introdotto il sondino è necessario procedere alla conferma del corretto inserimento. Questo rischio è maggiore in pazienti con compromissione neurologica: nel 2022 un medico è stato condannato per omicidio colposo per imperizia e negligenza per non aver eseguito i necessari controlli atti a verificare il corretto posizionamento del sondino in un paziente neuroleso.(2) Per verificare un corretto inserimento si può usare un “siringone” per aspirare i succhi gastrici, controllando il ph del materiale aspirato con una cartina “tornasole”. Il metodo più sicuro per accertare il corretto posizionamento del sondino rimane comunque la radiografia (il sondino infatti è radiopaco).

Il sondino si fissa poi al naso applicando il cerotto lungo tutto il dorso del naso, fissandone la parte eccedente al sondino stesso (foto sotto).

Attenzione che il peso della busta collegata al sondino non ne provochi la fuoriuscita dal naso (soprattutto nei pazienti occlusi si riempie abbastanza velocemente). Per evitarlo si può fare un ancoraggio provvisorio di sicurezza del tubo con cerotto alla spondina del letto o avvolgere con cerotto il sondino per poi fissarlo con una spilla ai vestiti del paziente.

 

 

In un altro articolo abbiamo visto le modalità di esecuzione della lavanda gastrica in emergenza (link).

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BIBLIOGRAFIA

(1) James R. Roberts, Jerris R. Hedges. “Medicina d’urgenza e pronto soccorso. Procedure, tecniche, manovre“. UTET Torino, 2^ ed., 2000

(2) Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 39015/2022 (link)

 

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