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La valutazione delle nuove tecnologie in sanità (Health Technology Assessment)

L’innovazione tecnologica è essenziale in un sistema sanitario. Vediamo brevemente in cosa consiste il processo di valutazione delle nuove tecnologie in sanità (anche detto di Health Technology Assessment)

 

La legge 24/2017 (più nota come legge “Gelli”) prevede che “La sicurezza delle cure si realizza anche mediante l’insieme di tutte le attività finalizzate alla prevenzione e alla gestione del rischio connesso all’erogazione di prestazioni sanitarie e l’utilizzo appropriato delle risorse strutturali, tecnologiche e organizzative“.[1] Da questo punto di vista, nel momento in cui una nuova tecnologia sanitaria diviene una pratica standard in un particolare settore, non adottarla potrebbe configurare un comportamento negligente da parte delle organizzazioni sanitarie.

Per decidere se adottare o meno una innovazione tecnologica occorre procedere preliminarmente ad una valutazione per analizzare e rappresentarsi tutti i possibili costi, rischi e benefici.[2] [3] L’Health Technology Assessment (HTA) consiste nel valutare caratteristiche tecniche, sicurezza, fattibilità, efficacia clinica, costo-efficacia, implicazioni e ricadute organizzative, sociali, legali e etiche di una tecnologia sanitaria. Si deve considerare che in questo ambito per “tecnologie sanitarie” si intendono non solo le apparecchiature ma tutti gli interventi sanitari, siano essi farmaci, strumenti diagnostici, dispositivi medici o modelli organizzativo-gestionali di servizi assistenziali, adottati per migliorare il decorso di una patologia o di un problema clinico e, più genericamente, la qualità dell’assistenza.

L’HTA incide direttamente sul processo decisionale sia a livello macro (es. Regioni), che micro (es. aziende sanitarie) in quanto consente di compiere scelte di politica sanitaria basate sulle evidenze scientifiche prevenendo l’erogazione di prestazioni inefficaci, inappropriate o superflue, contenendo anche la spesa che le stesse richiedono.[4]

L’HTA può essere utilizzata, per esempio, per comprendere l’efficacia e la sicurezza di un farmaco o per valutare l’accuratezza diagnostica e l’impatto economico di una nuova procedura.[5]

In breve, il processo di Health Technology Assessment è caratterizzato da tre fasi:

  • Raccolta e revisione critica delle evidenze scientifiche, utile a definire l’utilità dell’innovazione rispetto alla situazione precedente
  • Valutazione tecnica delle varie dimensioni (sociale, etica, economica, di sicurezza, etc.), necessaria a dimostrare le potenzialità ipotizzate dell’innovazione
  • Efficace implementazione dell’innovazione.

L’importanza di un efficace utilizzo dell’HTA in sanità si comprende appieno alla luce di nuove evidenze scientifiche secondo le quali quasi 400 fra pratiche mediche, terapie e dispositivi sono in realtà dei ‘medical reversals’, cioè delle azioni che non portano alcun beneficio rispetto agli standard precedenti. Lo ha scoperto uno studio dell’università dell’Oregon pubblicato dalla rivista eLife, secondo cui l’abbandono di queste pratiche andrebbe a vantaggio dei pazienti e delle casse dei servizi sanitari.[6]

 

In un altro articolo abbiamo parlato dei rischi e vantaggi delle nuove tecnologie in sanità (qui).

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BIBLIOGRAFIA

[1]  Legge n. 24/2017. “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Art. 1

[2] Carta di Trento sulla valutazione delle tecnologie sanitarie in Italia. 2006

[3] Legge Finanziaria 2007

[4] Ministero della Salute. “Bozza nuovo Patto per la salute 2019-2021“. Art. 2 (Garanzia dei Lea e Governance del Ssn)

[5] Agenas. I quaderni di Monitor, Trimestrale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, 4° Supplemento al numero 23, 2009. Pag. 10

[6]In medicina 400 pratiche inutili, da farmaci a dispositivi“. Articolo pubblicato on line sul sito dell’Ansa in data 14 giugno 2019 (link)

 

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