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Sicurezza in ospedale: creazione di una rete di referenti aziendali per il rischio clinico

L’errore può divenire una straordinaria occasione di apprendimento se viene comunicato e condiviso all’interno dell’azienda. A tale scopo può essere efficace la costituzione di una rete di referenti aziendali per il rischio clinico

 

Una struttura sanitaria che intenda promuovere concretamente la prevenzione del rischio clinico deve coinvolgere, in modo sistemico e strutturato, tutte le articolazioni aziendali. Infatti nessun sistema di prevenzione sarà mai veramente efficace senza la piena partecipazione di tutti i Professionisti (ricordiamo che il rischio clinico è la possibilità che un paziente subisca un danno involontario imputabile alle cure sanitarie). 

Un’azione efficace in tal senso, già sperimentata con successo da anni in alcune aziende sanitarie del nord Italia,[1]  [2] consiste nell’individuare, in ogni unità operativa aziendale, un “referente” (anche detto “facilitatore”) per il rischio clinico che costituisca l’ideale collegamento con la Direzione Sanitaria oppure, ove presente, con l’ufficio aziendale di Risk Management. L’ideale sarebbe avere un referente medico e un referente infermiere (o altra figura del Comparto) per ogni unità operativa. 

Il referente dovrà essere un professionista sensibile agli aspetti di gestione della qualità e della sicurezza, con capacità di lavorare in team e con buone abilità relazionali.

I referenti per il rischio clinico dovrebbero svolgere le seguenti funzioni:

  • Promuovere la cultura della sicurezza nell’ambito del proprio servizio
  • Promuovere l’invio delle segnalazioni di eventi avversi da parte del personale (in assenza del facilitatore l’operatore può comunque segnalare l’evento direttamente, anche in forma anonima)
  • Aiutare il personale coinvolto in un evento nella compilazione della scheda di segnalazione (incident reporting)
  • Promuovere la partecipazione degli interessati agli “audit” organizzati dalla Direzione Sanitaria o dal risk management (l’audit è sostanzialmente una riunione in cui viene analizzato il caso al fine di individuare i fattori che hanno contribuito o causato il determinarsi dell’evento avverso al fine di evitarne il riaccadimento futuro)
  • Promuovere la partecipazione del personale alle attività di formazione ed aggiornamento in tema di rischio clinico
  • Supportare la direzione aziendale per l’attuazione dei programmi di rischio clinico nel proprio reparto.

Naturalmente per l’acquisizione di dette competenze i referenti dovranno seguire uno specifico corso di formazione riguardante il rischio clinico a cura della Direzione Sanitaria o del risk management aziendale, ove presente.

 

In un’altro articolo abbiamo parlato del sistema di segnalazione volontario degli eventi avversi da parte degli operatori sanitari (qui).

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BIBLIOGRAFIA

[1] Tartaglia R, Vannucci A. Prevenire gli eventi avversi nella pratica clinica. Springer Edizioni, 2013. Pag. 318

[2]Gestione del rischio in Emilia-Romagna 1999-2007” Sussidi per la gestione del rischio n. 8. Dossier a cura del Sistema comunicazione, documentazione, formazione dell’Agenzia sanitaria regionale dell’Emilia-Romagna. Bologna, maggio 2007. Pag. 18

 

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