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La check list come strumento di prevenzione degli errori in sala operatoria

La check list rientra tra le buone pratiche per la prevenzione degli errori in sala operatoria raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

 

Considerate nel complesso, le discipline chirurgiche sono le più coinvolte nella segnalazione degli eventi avversi. Il Ministero della Salute ha pubblicato nel 2015 il suo ultimo rapporto[1] relativo a tutti gli eventi sentinella segnalati dalle strutture sanitarie nel periodo dal settembre 2005 al dicembre 2012. Gli errori più gravi in ambito chirurgico hanno riguardato: strumento o altro materiale lasciato all’interno del sito chirurgico (159 casi), morte o grave danno imprevisto conseguente ad intervento chirurgico (135 casi), intervento chirurgico in parte del corpo sbagliata (addirittura 26 casi).

Rispetto ad altri settori, la sicurezza in sala operatoria si contraddistingue per la varietà degli ambiti in cui possono essere commessi eventuali errori: dalla identificazione del paziente alla correttezza del sito chirurgico, alla appropriata sterilizzazione dello strumentario, all’induzione dell’anestesia, ecc.

In termini di rischio quindi il blocco operatorio è sicuramente uno dei settori più critici ma anche quello dove sono possibili interventi concreti e duraturi di gestione e controllo del rischio. Uno di questi è l’utilizzo della “check list” di sala operatoria, la quale, se utilizzata in modo responsabile e concreto, può diventare un importante strumento di prevenzione. La check list è un elenco (lista) di informazioni e /o procedure che il personale sanitario deve rispettare prima di una prestazione o di un intervento sanitario (es. intervento chirurgico). Ad esempio, per l’identificazione della persona che deve essere sottoposta a un intervento chirurgico, è importante chiedere il nome e cognome della persona, apporre un segno con pennarello sulla parte del corpo su cui si interviene chirurgicamente per contraddistinguere la zona, o ancora la conta delle garze o degli strumenti operatori prima e dopo l’intervento, aiuta ad evitare che siano dimenticati dentro il corpo della persona operata. Negli ospedali che hanno adottato la check list di sala operatoria si è osservata una consistente riduzione di esiti negativi quali le infezioni del sito chirurgico, i reinterventi non programmati e la mortalità post-operatoria.[2]

La check list prevede una serie di controlli da effettuare dall’ingresso del paziente in sala operatoria fino alla sua uscita e coinvolge tutto il personale medico ed infermieristico facente parte del team: chirurghi, anestesista, ferrista, infermieri di sala e di reparto, ciascuno per quanto di propria competenza.

La legge n. 24/2017 (meglio nota come “legge Gelli”) sulla responsabilità professionale sanitaria ha rafforzato la necessità di fare riferimento a buone pratiche e linee guida nello svolgimento di attività sanitarie per la prevenzione degli errori. La check list può essere annoverata tra le “buone pratiche per la sicurezza delle cure” previste dall’art. 3 della legge in quanto attività finalizzata alla prevenzione degli errori e alla sicurezza sul lavoro.[3] 

I gravi incidenti segnalati al Ministero della Salute dagli stessi ospedali evidenziano come la check list non sempre viene rispettata dagli operatori, laddove al contrario, la sua applicazione può diventare un “punto di forza” in sede di perizia medico-legale per dimostrare di aver eseguito tutti i controlli previsti per la sicurezza del paziente. E’ bene ricordare che nei contenziosi per responsabilità professionale la mancata o inadeguata compilazione della documentazione sanitaria può determinare una “presunzione di colpa” a carico del sanitario.[4] [5] [6] 

Il Ministero della Salute e delle Politiche Sociali, al fine di favorire l’adozione della check list e migliorare la sicurezza in tutte le sale operatorie, ha pubblicato nel 2009 il “Manuale per la sicurezza in Sala Operatoria: Raccomandazioni e Check list”.[7] Il manuale comprende le raccomandazioni e la check list elaborate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Esso rappresenta uno strumento costruito nella logica del miglioramento della sicurezza e della qualità e, pertanto, assume particolare rilevanza la sua adozione da parte delle strutture sanitarie (puoi consultare il manuale cliccando qui). Il manuale è corredato da tre video esplicativi di come si usa e di come non si usa la check list, che potranno essere utilizzati come strumento di informazione e formazione per gli operatori (clicca qui per vedere i video).

 

In un altro articolo abbiamo parlato dell’importanza del rispetto delle linee guida da parte dell’operatore sanitario dopo la “legge Gelli” (qui). 

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BIBLIOGRAFIA

[1] Ministero della Salute. “Monitoraggio degli eventi sentinella. 5° Rapporto (settembre 2005-dicembre 2012)”. Roma, 2015

[2] Haynes, Weiser, Berry et al. “A Surgical Safety Checklist to Reduce Morbidity and Mortality in a Global Population”. N Engl J Med 2009;360:491-9

[3] Legge n. 24/2017. “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Art. 3, comma 2

[4] Corte di Cassazione sentenza n. 11316/2003

[5] Cassazione civ., sez. III, sentenza n. 22639/2016

[6] Tribunale di Palermo sentenza n. 63612/2017

[7] Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali. “Manuale per la Sicurezza in sala operatoria: Raccomandazioni e Checklist”. Roma, 2009

 

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