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Chiamata al 118: aspetti legali relativi alla privacy del chiamante

Vediamo in che modo è tutelata la privacy del cittadino che richieda l’attivazione dei soccorsi mediante chiamata al 118

 

Come noto il 118 (o il 112 nelle Regioni già raggiunte da questo servizio) è il numero di telefono da chiamare sul territorio nazionale per richiedere assistenza sanitaria qualora si assista, per esempio, ad un incidente stradale con feriti. In molti casi i cittadini sono restii a chiamare i soccorsi temendo l’eventualità, in futuro, di essere chiamati a testimoniare in tribunale come persone informate sui fatti. Timore infondato perchè la legge vigente protegge i dati personali del cittadino che ha effettuato la chiamata al 118, compreso il nominativo e il numero telefonico. La normativa vigente in materia di privacy[1] considera la violazione dei dati un vero e proprio reato, punito severamente sia dal punto di vista civile che penale. 

L’unica eccezione è rappresentata da eventuali richieste presentate al 118 dall’autorità giudiziaria, qualora il comportamento delle persone coinvolte costituisca un reato (omissione di soccorso, omicidio stradale, ecc.) ma sono casi che si verificano raramente. In questo caso il Magistrato o le Forze dell’ordine possono acquisire tutti i dati che ritengono opportuno per l’accertamento dei fatti, indipendentemente dalla volontà del titolare dei dati.

I soggetti coinvolti nell’incidente possono invece acquisire i dati che li riguardano, quindi la “Scheda di ambulanza” che rappresenta il documento compilato, per ogni persona soccorsa, dalle équipe di soccorso che è intervenuta, contenente i parametri vitali rilevati e le prestazioni eventualmente effettuate sul paziente e il “Cartellino di Emergenza” un documento redatto dalla Centrale Operativa, contenente tutti i dati desunti dalle comunicazioni intercorse fra utente e Centrale Operativa e fra Centrale Operativa e Mezzo di Soccorso comprensivi di orari e altri riferimenti.[2]

Addirittura anche la registrazione telefonica della chiamata al 118 è tutelata dalla privacy e quindi non può essere acquisita. Diverso è il caso qualora il chiamante sia uno dei soggetti coinvolti nell’incidente e la chiamata al 118 sia stata effettuata dal proprio cellulare. In questo caso il servizio 118 non può rifiutarsi di consegnare copia della registrazione telefonica al soggetto interessato in quanto la normativa vigente[3] garantisce al cittadino l’accesso ai dati che lo riguardano.

Effettuare la chiamata al 118 è, oltre che un dovere civico, anche una garanzia legale per il cittadino. È bene sapere infatti che non chiamare il 118 in caso di necessità potrebbe costituire omissione di soccorso,[4] reato per il quale si rischia fino a un anno di reclusione e una multa fino a 2500 euro, pena che potrebbe aumentare nel caso in cui dall’omissione derivino lesioni o addirittura il decesso della vittima.

 

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BIBLIOGRAFIA

[1] Legge 196/2003 “Codice in materia di Protezione dei Dati Personali” (c.d. “Codice della privacy”)

[2]  Regione Puglia. Sito internet 118 Bari soccorso. Richiesta Schede Intervento 118 (link)

[3] Legge 241/1990 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi”. Artt. 22-28

[4] Art. 593 codice penale 

 

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