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Errori sanitari nell’esercizio professionale: come evitarli?

Vediamo in questo articolo quali comportamenti adottare per evitare errori sanitari 

 

Negli ultimi decenni la medicina ha subito un notevole sviluppo da tutti i punti di vista. Ciò ha consentito indiscutibilmente di ampliare le proprie aree di intervento, ma ha anche aumentato la possibilità di incorrere in eventuali errori con le conseguenze che ne derivano in termini di responsabilità sia civili che penali. Vediamo di seguito quali comportamenti è necessario attuare per evitare errori nell’esercizio professionale:

 

  • Responsabilizzarsi circa l’importanza della prevenzione

Ricercare la causa degli errori sanitari è certamente importante ma ancor più importante è prevenirli o prevenirne il ripetersi. Numerosi studi hanno dimostrato come un’alta percentuale di eventi avversi sia prevenibile.[1] [2] [3] E’ importante pertanto che ogni operatore si impegni per prevenire, per quanto possibile, gli eventi di danno al paziente. Ciò assume importanza non solo dal punto di vista etico ed umano, ma anche delle conseguenze in termini di responsabilità civili e penali a cui può andare incontro. La nuova legge 24/2017 (legge “Gelli”)[4] prevede che “Alle attività di prevenzione del rischio messe in atto dalle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, è tenuto a concorrere tutto il personale, compresi i liberi professionisti che vi operano in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale”.

 

  • Partecipare alla formazione aziendale in materia di rischio clinico e sicurezza sul lavoro

Per ridurre i rischi e iniziare una politica di prevenzione occorre far nascere, all’interno dell’azienda stessa, la cultura della sicurezza. Infatti nessun sistema di gestione del rischio sarà mai veramente efficace senza la piena partecipazione di tutti i professionisti. Tale obiettivo si può raggiungere attraverso un’adeguata formazione. Soprattutto a seguito dell’entrata in vigore della legge 24/2017 la necessità di ricevere formazione sul rischio clinico è sempre più sentita dagli operatori e pertanto è sempre maggiore la richiesta di corsi specifici all’interno delle strutture sanitarie. I corsi sono fondamentali non solo perché consentono di aumentare la sicurezza del paziente ma anche di tutelare gli operatori dal punto di vista giuridico. Non è accettabile che ancora oggi medici ed infermieri non conoscano le basi della responsabilità professionale quando quotidianamente sono chiamati a testimoniare in tribunale o sono essi stessi imputati in procedimenti civili o penali, e ugualmente non è pensabile che non siano istruiti sui maggiori rischi presenti nella loro azienda e sul modo per prevenirli, considerando le responsabilità alle quali vanno incontro in caso di errore. Affrontare il problema seriamente, per l’azienda, significa formare almeno il 10% del personale ogni anno (si ricorda che i corsi costituiscono per l’azienda un obbligo di legge[5] [6]).

 

  • Imparare dagli errori accaduti, in modo da evitare che si ripetano in futuro

L’organizzazione efficace è quella che considera l’errore un’occasione di apprendimento. Conoscere le cause che hanno contribuito all’accadimento di un evento avverso aiuta a non ripetere lo stesso evento in futuro. A tal fine diventa fondamentale segnalare gli errori sanitari. Possono essere segnalati sia eventi già accaduti sia eventi che sarebbero potuti accadere ma che non si sono verificati per caso fortuito o perché intercettati in tempo dagli operatori (i cosiddetti “near miss” o “quasi eventi”). Non si deve avere timore di segnalare in quanto le aziende non possono utilizzare la segnalazione come base per azioni disciplinari o simili nei confronti del segnalatore o di altre persone coinvolte nell’evento segnalato.[7] [8] Addirittura la segnalazione può essere effettuata in modo anonimo. La recente Legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure e la responsabilità professionale ha confermato la logica non punitiva delle segnalazioni, stabilendo che “I verbali e gli atti conseguenti all’attività di gestione del rischio clinico non possono essere acquisiti o utilizzati nell’ambito di procedimenti giudiziari”.[9] Le modalità di segnalazione sono illustrate in questo articolo.

 

  • Conoscere e rispettare la normativa 

Le attività che si svolgono in un’azienda sanitaria rispondono a precisi obblighi normativi. Un apporto fondamentale per la prevenzione degli errori sanitari può venire dalla conoscenza dei provvedimenti legislativi in materia di rischio clinico e sicurezza sul lavoro. Ancor più è necessario conoscere la normativa che regolamenta il proprio ambito lavorativo, per esempio Camera Operatoria, Pronto Soccorso, ecc. Infatti, come è emerso da numerose sentenze di condanna per malpractice medico-sanitaria, molti eventi si sarebbero potuti evitare se fosse stata rispettata la normativa specifica.

 

  • Rispettare procedure e protocolli

Lo scopo delle procedure è quello di favorire l’uniformità dei comportamenti di tutti gli operatori e quindi, di conseguenza, evitare errori, fraintendimenti, omissioni, ecc. Gli errori conseguenti ad inosservanza di leggi, ordini, regolamenti e discipline espongono il sanitario a responsabilità penale colposa (art. 43 c. p.). Va quindi da sé che le procedure, protocolli o altri analoghi strumenti devono essere sempre rispettati. Come emerge dalla letteratura è frequente l’accadimento di eventi avversi prevenibili dovuti alla mancata conoscenza o mancata applicazione di procedure aziendali da parte del personale.[10] Molta importanza assume il rispetto delle procedure aziendali alla luce dell’art. 6 legge n. 24/2017 sulla responsabilità professionale sanitaria che prevede l’esclusione della responsabilità penale in carico a tutti gli operatori sanitari nei casi di imperizia qualora siano state rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida.[11] 

 

In un altro articolo abbiamo parlato delle “Raccomandazioni” ministeriali, documenti finalizzati a mettere in guardia gli operatori sanitari riguardo alcune procedure potenzialmente pericolose, per sé stessi o per i pazienti (qui).

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BIBLIOGRAFIA

[1] Bedell S et al. Incidence and characteristics
of preventable iatrogenic cardiac arrests. Journal of the American Medical Association, 1991, 265:2815–2820

[2] Leape L et al. Preventing medical injury. Quality Review Bulletin, 1993, 8:144–149

[3] Ubezio M. et al. Principi di risk management nei servizi sanitari e socio-sanitari. Maggioli Editore, 2013, pag. 46

[4] Legge n. 24/2017. “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Pubblicata su GU Serie Generale n.64 del 17-3-2017

[5] Legge n. 208/2015. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (c. d. Legge di stabilità 2016). Art. 1, comma 539, punto c

[6] Decreto Ministeriale N.70 Del 2 aprile 2015 “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” Ministero della Salute. Punto 5.3

[7] Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. “Protocollo per il monitoraggio degli eventi sentinella”. 2009, pag. 4

[8] Raccomandazione del Consiglio d’Europa, del 9 giugno 2009, sulla sicurezza dei pazienti (2009/C 151/01)

[9] Legge n. 24/2017. Art. 16

[10] Ministero della Salute. Monitoraggio degli eventi sentinella. 5° Rapporto (settembre 2005-dicembre 2012). Roma. 2015

[11] Legge n. 24/2017. Art. 6

 

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