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Un’unica regia contro il Coronavirus, altrimenti vince lui

Nella lotta al Coronavirus è necessaria una guida unica a livello centralizzato, vediamo perchè

 

La Costituzione assegna alle regioni il compito di gestire la sanità. Ma tale delega, che già in tempi normali presenta qualche criticità, in tempo di pandemia proprio non funziona. C’è bisogno, almeno nei contesti emergenziali, che esulano dalla normale amministrazione, di una guida unica, centralizzata. Non è possibile che il Ministero chieda azioni indispensabili per la lotta al virus e queste siano disattese dalle regioni. Per esempio, in alcune regioni non sono stati assunti medici e infermieri e in altre si, in alcune regioni si è rinforzata la medicina sul territorio e in altre no, in alcune regioni sono stati aumentati i posti di terapia intensiva e in altre no. E’ l’uniformità dei comportamenti la carta vincente contro il virus, non la discrezionalità. Non ci si può capire se ognuno parla una lingua diversa, per intendersi è necessario parlare tutti la stessa lingua.

A questo si aggiungono i contrasti politici. È di queste ore la notizia dello scontro tra esecutivo e regioni sulla definizione delle aree da definire a rischio chiusura.[1] E’ un pò paradossale che chi deve essere controllato contesti il controllore.

Se pur sono comprensibili le preoccupazioni economiche che sono alla base delle resistenze da parte delle regioni alle richieste del Governo è necessario rendesi conto, come afferma il premio nobel Stiglitz, che “Non esiste ripresa economica senza una popolazione sana”.[2] Chi va a lavorare nelle fabbriche o negli uffici, se non sta bene? Chi frequenta i ristoranti e le palestre se ha sempre con sè la paura di ammalarsi?

Il problema coinvolge anche la comunicazione e l’analisi dei dati: in Italia non abbiamo un ente scientifico unico a cui fare riferimento, una voce unitaria che abbia prevalenza su tutte le altre e che abbia un’autorevolezza indiscutibile, come esiste in altri Paesi (per esempio il Hans-Knöll-Institut tedesco o il National Institutes of Health inglese).[3] Inoltre, i dati che decidono il colore delle regioni (giallo, arancione, rosso a secondo del grado di severità delle misure prese) vengono raccolti dalle regioni stesse. Considerate le contestazioni di cui sopra c’è il rischio che le regioni possano fornire dati non aggiornati per evitare il lockdown.[4, 5]  

Nella pratica medica si adottano procedure/protocolli per uniformare i comportamenti di tutti gli operatori ed evitare cosi omissioni, fraintendimenti, errori, ebbene bisogna fare lo stesso anche a livello legislativo se si vuole avere la possibilità di vincere contro il Coronavirus!

 

 

In un altro articolo abbiamo parlato delle carenze del sistema sanitario evidenziate dalla pandemia da Covid-19 (qui).

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SITOGRAFIA

[1]  “Coronavirus, le Regioni “stoppano” il Dpcm: ecco cosa chiedono al governo”  (link)  

[2]Covid: Il premio Nobel Stiglitz dà le pagelle agli Stati e avvisa: «Niente ripresa economica se la popolazione non è sana». Con Trump negli Usa aspettativa di vita in calo” (link

[3]La Scienza è la nostra arma contro la COVID-19” (link)  

[4] La Calabria cambia il criterio di conteggio dei ricoverati in terapia intensiva Covid: ora contano solo quelli intubati. Così il dato cala” (link)

[5] “Virus, tutti i dubbi sui dati delle Regioni. Indagano anche i pm” (link)

 

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